
Nulla la decisione di riforma delle sentenza di assoluzione sulla sola base dell’omessa manutenzione – Cassazione sentenza n. 33749 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 33749 depositata il 11 luglio 2017 intervenendo in tema di reati per violazione delle norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro ha statuito che il giudice che riformi la sentenza di assoluzione non può limitarsi a condannare il datore per lesioni colpose ai danni dell’operaio sulla sola base dell’omessa manutenzione del macchinario e sui mancati controlli di sicurezza senza specificare elementi e dati fattuali specifici e da cui desumere il nesso eziologico tra l’omissione e l’evento lesivo. Per cui non può ritenersi affidabile il giudizio controfattuale mancando elementi dai quali desumere il nesso tra l’omissione e l’evento lesivo. La vicenda ha riguardato l'infortunio di un dipendente intento alla preparazione della postazione di stampa. Il lavoratore posizionava sul macchinario un nuovo rullo di inchiostro e vi appoggiava [...]
Contratto di avvalimento regime sanzionatorio applicabile – INL parere n. 5504 del 2017
L’Ispettorato Nazionale del Lavoro con il parere n. 5504 del 19 giugno 2017, in risposta ad un apposito quesito della Provincia autonoma di Trento, ha fornito opportune precisazioni in tema di attività di avvalimento tra due o più imprese, riscontrabile a seguito di accertamento ispettivo. In particolare nel parere in commento viene analizzato, in particolare, la necessità dell’esercizio dell’attività sanzionatoria in presenza di accertamento di un contratto non genuino tra impresa ausiliaria e quella ausiliata, atteso che non è contemplata alcuna deroga alla speciale disciplina a cui è soggetta la pratica di avvalimento. Le Direttive comunitarie n. 71/304 e n. 71/305 (Corte di Giustizia Europea 14 aprile 1994, n. 389) hanno di fatto istituito l'istituto dell’avvalimento. La Corte ha ammesso la possibilità per l’operatore economico partecipante alla gara di soddisfare la richiesta dei requisiti speciali per il [...]
Per la costituzione in giudizio rileva la data di ricezione – Cassazione ordinanza n. 3432 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 3432 depositata il 9 febbraio 2017 intervenendo in tema termini per la costituzione nel giudizio tributario ha riconfermato che qualora la notifica del ricorso avvenga mediante spedizione a mezzo posta, i trenta giorni che l’articolo 22 del D.Lgs. n. 546/92 prescrive, a pena d’inammissibilità, per la costituzione in giudizio del ricorrente, decorrono dalla data di ricezione del plico da parte del destinatario. Per i precedenti vedasi la sentenza delle Sezioni Unite n. 13452/2017 e Cass. Sez. V sent. n. 14121/2017. La vicenda ha riguardato una società di capitale a cui l'Agenzia aveva notificato un avviso di accertamento, avverso il quale la società contribuente aveva proposto ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici dichiarano il ricorso introduttivo inammissibile in quanto presentato in data 12/12/2008, e spedito alla segreteria il 15.1.2009, mentre [...]
I nuovi documenti nell’appello del processo tributario sono sempre ammessi – Corte Costituzionale sentenza n. 199 del 2017
La Corte Costituzionale, con la sentenza n. 199 del 14 luglio 2017, ha dichiarato infondate le eccezioni di incostituzionalità sollevate dalla Commissione Tributaria Regionale di Napoli in riferimento al comma 2° dell'articolo 58 del D.Lgs n. 546/1992 il cui contenuto dispone che nel giudizio di appello avanti le Commissioni tributarie, "è fatta salva la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti". La norma in commento è stata costantemente interpretata dalla giurisprudenza di legittimità nel senso che non sussistono limitazioni alla produzione in appello di qualsiasi documento, anche se già disponibile in precedenza e anche se la parte che lo produce non si è costituita nel primo grado del giudizio. Non trova applicazione nel processo tributario ed in particolare per il comma 2 dell'art. 58 del D.Lgs. n. 546 del 1992 il disposto dell'articolo 345 c.p.c. [...]
Volontari del terzo settore – adempimenti a carico degli Enti non profit
In base al nuovo codice del terzo Settore (D.Lgs n. 117 del 3 agosto 2017) articolo 17, il volontario altri non è che una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, mediante un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà. L'attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario. Al volontario possono essere rimborsate dall'ente del Terzo settore tramite il quale svolge l'attività soltanto le spese effettivamente sostenute e documentate per l'attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall'ente medesimo. Sono in ogni caso [...]
Leasing nuove norme per il mancato pagamento delle rate introdotte dalla legge n. 124/2017
La nuova Legge per il mercato e la concorrenza 2017 legge n. 124/2017 contiene nuove indicazioni normative in tema di contratto di leasing. Il comma 137 dell'art. 1 statuisce che " Per locazione finanziaria si intende il contratto con il quale la banca o l’intermediario finanziario iscritto nell’albo di cui all’articolo 106 del testo unico di cui al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, si obbliga ad acquistare o a far costruire un bene su scelta e secondo le indicazioni dell’utilizzatore, che ne assume tutti i rischi, anche di perimento, e lo fa mettere a disposizione per un dato tempo verso un determinato corrispettivo che tiene conto del prezzo di acquisto o di costruzione e della durata del contratto. Alla scadenza del contratto l’utilizzatore ha diritto di acquistare la proprietà del bene ad un prezzo prestabilito ovvero, in caso di mancato esercizio del [...]
La costituzione di una newco con conferiment del ramo d’azienda e successiva cessione delle quote della newco non è qualificabile come cessione d’azienda
La Commissione Tributaria Regionale di Milano sez. 10 con la sentenza n. 2429 depositata il 31 maggio 21017 intervenendo in tema di imposta di registro e cessione d'aziende ha stabilito che la costituzione di newco, tramite conferimento di ramo d’azienda, e successiva cessione totalitaria delle quote della stessa ad una terza società, non è qualificabile in una cessione di ramo d’azienda e pretendere pertanto l’imposta di registro in misura proporzionale. La vicenda ha riguardato una società che aveva posto in essere la costituzione, mediante rogito Notarile, la costituzione di società a responsabilità limitata mediante conferimento di ramo d'azienda e successiva cessione mediante trasferimento di quote ad altra società. L'Agenzia delle Entrate notificava alla società un avviso di liquidazione sulla base dell'ipotesi che la società venditrice avesse posto in essere, in luogo di una cessione diretta, un conferimento [...]
Bancarotta fraudolente per dissipazione non è configurabile per il mancato pagamento dei contributi previdenziali – Cassazione sentenza n. 34836 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 34836 depositata il 17 luglio 2017 intervenendo in tema di bancarotta ha affermato che l’omesso versamento di contributi previdenziali non integra la bancarotta fraudolente per dissipazione perché non costituisce un’operazione in grado di erodere il patrimonio dell’impresa e non va ad incidere direttamente sulla sua consistenza patrimoniale, pur potendo risultare incoerente con il legittimo esercizio dell’attività d’impresa. Viceversa ciò può accadere nel caso in cui le risorse finanziarie originariamente destinate al pagamento dei contributi previdenziali fossero poi invece state spese per altri fini. La vicenda ha riguardato il titolare di un impresa dichiarata fallita. La persona veniva accusata del reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale commesso quale titolare dell'omonima impresa. L'imputata veniva riconosciuto colpevole dei capi di imputazione sia dal GIP che dalla Corte [...]







