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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) dal 1° sarà precompilato

Grazie al nuovo schema del Decreto Legislativo, approvato dal Consiglio dei Ministri, l'ISEE a partire dal 1° settembre 2017 sarà precompilato, grazie ai dati in possesso dell'amministrazione, è si potrà ritirare dall’Inps il documento in modalità precompilata. Per cui, come avviene già per le dichiarazioni fiscali, si  potrà decidere di accettarlo oppure di apportare modifiche ad alcune delle sue parti. Pertanto non occorrerà che i cittadini su proprie dichiarazione sostitutiva, alterazioni e irregolarità, forniscano le notizie per il calcolo dell’indicatore della «Situazione Economica Equivalente». Inoltre l'INPS dal 1° gennaio 2018 metterà a disposizione, in forma precompilata, la Dsu (Dichiarazione Sostitutiva Unica), che rappresenta il documento obbligatorio e prodromico al rilascio dell’Ise, già completo dei dati anagrafici, reddituali, l’indicazione dei beni immobili e di ogni altro tipo di ricchezza (mobiliare o immobiliare). Una volta ricevuto dall’Inps [...]

Il notaio non è soggetto passivo se viene disconosciuta l’agevolazione ad un atto da lui redatto – Cassazione sentenza n. 12257 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 12257 depositata il 17 maggio 2017 intervenendo in tema avviso di liquidazione e irrogazioni di sanzioni relativo a un atto pubblico di compravendita registrato in via telematica da un Notaio ha affermato che  è illegittimo la notifica dell'avviso di liquidazione al notaio per la richiesta dell’imposta di registro “complementare” per il disconoscimento dell’agevolazione. La vicenda ha riguardato un Notaio che aveva stipulato un atto di compravendita immobiliare con agevolazione prima casa e registrato in via telematica. A seguito della revoca dell'agevolazione per mancanza dei requisiti previsti dalla norma dell'abitazione veniva notificato al notaio l'avviso di liquidazione ed irrogazione di sanzioni per imposta di registro, ipotecaria e catastale. Avverso l'atto impositivo il notaio proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente. L'Agenzia delle Entrate avverso [...]

Sanzioni e ravvedimento operoso della comunicazione periodiche delle liquidazioni IVA

L'invio delle comunicazioni periodiche delle liquidazioni IVA  previsto dall'articolo 21-bis, D.L. n. 78/2010, introdotto dall'articolo 4, D.L. n. 193/2016 obbligatorio per tutti i soggetti titolari di partita IVA il cui invio dovrà avvenire con gli stessi termini e modalità previste per la "Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute”. Per il solo anno 2017 l'articolo 4, comma 4, D.L. n. 193/2016 ha statuito un diverso termini di invio della comunicazione, per il primo semestre, della sola "Comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute" di cui all'art. 21, D.L. n. 78/2010. Per cui, per il solo anno 2017, l'invio della  "Comunicazioni periodiche delle liquidazioni IVA" restano validi i termini ordinari, ed il cui primo invio è stato prorogato al 12 giugno 2017. La comunicazione deve essere presentata anche nel caso in cui riporti un'eccedenza a [...]

Accertamento induttivo illegittimo se non sussistono cause di abnormità ed irragionevolezza – Cassazione ordinanza n. 13054 del 2017

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 13054 depositata il 24 maggio 2017  interviene in materia di accertamento fiscale basato sull’applicazione delle percentuali di ricarico come unico elemento per l’accertamento analitico – induttivo. Per la Corte Suprema l’accertamento dei maggiori ricavi basato sulla difformità percentuale di ricarico applicata dal contribuente rispetto a quella mediamente riscontrata nel settore di appartenenza nel solo caso in cui essa raggiunga livelli di abnormità ed irragionevolezza. La vicenda ha riguardato una contribuente a cui l'Amministrazione finanziaria notificava un avviso di accertamento su base induttiva determinando maggiori ricavi applicando sul costo del venduto  la percentuale di ricarico media propria del settore e pari al 162%, in luogo di quella del 133% applicata dal contribuente. Avverso tale atto impositivo la contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici non ritengono meritevole [...]

Società in fase di start-up non trova applicazione la normativa delle società di comodo – Cassazione ordinanza n. 12829 del 2017

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 12829 depositata il 22 maggio 2017  intervenendo in tema di normativa delle società di comodo ha affermato che qualora la società dimostri che si trovi nella fase di “start up” tale elemento assolve all’onere che grava sul contribuente di superare la presunzione di non operatività ex art. 30, comma 1, legge 724/1994. Pertanto la Corte Suprema ha ritenuto la norma antielusiva delle "società di comodo" illegittimamente applicata quando il giudice non abbia  in alcun modo considerato la fase di start up nella quale si trovava la società contribuente ed abbia ritenuto lo scarso livello di ricavi maturati nel periodo d’imposta come elemento sintomatico della natura non operativa della società. La vicenda ha riguardato una società a cui l'Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso di accertamento fondato sull'applicazione della [...]

La presunzione sui prelevamenti ingiustificati non trova applicazione per i professionisti – Cassazione sentenza n. 14087 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14087 del 7 giugno 2017 intervenendo in tema di accertamenti bancari ha riaffermato che nei confronti dei professionisti non opera la presunzione sui prelevamenti ingiustificati per cui l’Amministrazione finanziaria è obbligata a dimostrare che gli importi prelevati sono stati destinati a un investimento nell’ambito dell’attività professionale produttivo di reddito. La vicenda ha riguardato un commercialista che espletava anche l'attività di amministratore di condomini a cui veniva notificato un avviso di accertamento scaturente dalla verifica delle movimentazioni bancarie per le quali il professionista non ha saputo dare giustificazioni. Avverso tale atto impositivo il professionista proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici respingevano le doglianze del ricorrente. Il commercialista avverso la decisione di primo grado proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale. I giudici di appello hanno accolto parzialmente il ricorso. [...]

Rifiuto ad esibire la documentazione non può essere emesso un sequestro esteso – Cassazione sentenza n. 28069 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 28069 depositata il 7 giugno 2017 intervenendo in tema di reato di occultamento e sequestro della documentazione contabile ha affermato che il reiterato rifiuto di esibire la documentazione richiesta dalla Guardia di finanza, per l’accertamento dei ricavi derivanti dall’attività professionale, può configurare il reato previsto dall’articolo 10 del D.Lgs. n. 74 del 2000 e quindi si giustifica la perquisizione, anche dell’abitazione, allo scopo di accertare l’effettivo occultamento di documentazione contabile e fiscale. Fermo restando che il sequestro di carte e documenti a seguito di perquisizione non può avvenire in modo indiscriminato, dovendosi tenere presente il limite di cui all’articolo 103, comma 2, del codice di procedura panale. La vicenda ha riguardato un legale a cui più volte l'Amministrazione finanziaria aveva chiesto la esibizione della documentazione [...]

Non è reato la dichiarazione integrativa infedele – Cassazione sez. penale sentenza n. 27967 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 29767 depositata il 6 giugno 2017 intervenendo in tema di reato inerente la dichiarazione infedele di cui all'art. 4 del D.Lgs. 74/2000 ha statuito che non è rilevante penalmente la presentazione di una dichiarazione c.d. integrativa. La vicenda ha riguardato il presidente del CdA di una società di costruzioni, successivamente fallita, a cui era stato contestato il reato di dichiarazione infedele in relazione alla presentazione di una dichiarazione integrativa. Il GIP del Tribunale ha dichiarato il non luogo a procedere nei riguardi del Presidente del Consiglio di amministrazione Per il GIP il rato di dichiarazione infedele ha natura istantanea e si consuma con la presentazione della dichiarazione annuale. Il procuratore della Repubblica impugnava la sentenza del GIP con ricorso in cassazione fondato su un unico articolato motivo. [...]

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