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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Compro Oro le nuove misure antiriciclaggio

Con la pubblicazione del decreto legislativo n. 92 del 25 maggio 2017 sulla Gazzetta Ufficiale del 20 giugno 2017 trovano applicazione le nuove disposizioni per l'esercizio dell'attività di compro oro, in attuazione dell'articolo 15, comma 2, lettera l), della legge 12 agosto 2016, n. 170. Il decreto legislativo 92/2017 entrerà in vigore il 5 luglio 2017. Alcune misure trovano immediata applicazione come il nuovo limite all’uso del contante a 500,00 euro, altre norme, invece, entreranno in vigore in periodi successivi per la loro efficacia (ad esempio l’iscrizione al Registro Compro Oro, per la cui gestione, l’OAM (Organismo degli Agenti in attività finanziaria e dei Mediatori creditizi) che avrà bisogno del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze come previsto dall'articolo 3, comma 4, in cui stabilisca le modalità tecniche di invio dei dati e di [...]

Voucher 2.0 la nuova versione: “presto” acronomo di prestazioni di lavoro occasionale ex articolo 54 bis D.L. 50/2017

Presto è l'acronimo del nuovo contratto di prestazione di lavoro occasionale che hanno sostituito i voucher. La nuova forma di contratto è stata istituita ed è regolamenta dall'articolo 54 bis del D.L. n. 50 del 2017. I "Presto" sono stati definiti i nuovi voucher, per essendo dei veri e propri contratti di lavoro e non dei buoni. Con l'utilizzo di questi nuovi contratti è possibile per molti datori di lavoro, ovviamente vi sono delle esclusioni,  retribuire i lavoratori occasionali. Vi sono una serie di limitazioni sia quantitative che soggettive  come il numero massimo di giornate di lavoro ed il compenso massimo. Registrazione e attivazione del nuovo contratto cd. "PrestO" Innanzi tutto occorre che il committente ed il lavoratore siano in possesso delle credenziali di accesso alla piattaforma telematica dell'INPS. Ottenute le credenziali (è possibile utilizzare anche [...]

Licenziamento per assenza ingiustificata del lavoratore subordinato

Qualora il dipendente si assenta dal proprio posto in azienda, senza una valida motivazione e senza averlo previamente comunicato al datore può essere è passibile di essere licenziato mediante l'applicazione della procedura disciplinare. La Corte di Cassazione trattando la questione ha ritenuto che il licenziamento disciplinare per “assenze ingiustificate” è pienamente legittimo (vedasi Cassazione sentenza n. 17987 depositata l' 11 settembre 2015. L'assenza ingiustificata si configura quando il lavoratore non provvede alla  tempestiva comunicazione delle motivazioni della sua assenza dal servizio, o addirittura, fornisca informazioni non veritiere. Inoltre l’assenza prolungata e ingiustificata compromette il rapporto fiduciario tra le parti in modo irreversibile. I giudici di legittimità con la sentenza n. 10352/2014 hanno precisato che la mancanza tempestivamente della comunicazione al datore di lavoro di eventuali impedimenti del regolare espletamento della prestazione lavorativa, che determinano la necessità [...]

Differenza tra carenza di motivazione e carenza di elementi probatori – Cassazione sentenza n. 13585 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13585 depositata il 30 maggio 2017 intervenendo in tema di accertamento fiscale e impugnazione della decisione di merito ha affermato che occorre prestare attenzione al fine di non incorrere nell'errore di confondere la carenza motivazionale dell'avviso di accertamento con la carenza di prova del maggior valore accertato. Qualora il ricorrente incorrere in tale indebita sovrapposizione dei profili della motivazione e della prova della pretesa tributaria, lo stesso può incorrere nel rischio di non individuare correttamente la ratio decidendi del Giudice d’Appello nella sentenza oggetto di impugnazione. La vicenda ha riguardato un Monastero che a seguito della vendita di alcuni locali l'Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento per maggiore imposta di registro, ipotecaria e catastale, con riguardo ad un atto di compravendita. Avverso tale atto impositivo la contribuente [...]

Versamento entro il 30 giugno del saldo ed acconto della Cedolare Secca

Con il cosiddetto Decreto Fiscale di accompagnamento alla manovra 2017 sono state statuite le nuove scadenze per il pagamento del saldo è del primo acconto scaturente dalla dichiarazione dei redditi (pagamento delle Imposte dirette). Per cui il versamento a saldo e dell'eventuale acconto IRPEF, IRES ed IRAP è stato traslato dal giorno 16 all'ultimo giorno del mese di riferimento. Ala luce delle modifiche introdotte anche i versamenti della cedolare secca, saldo e acconto (95% dell’imposta pagata l’anno precedente) seguono le scadenze IRPEF. Il regime della cedolare secca è facoltativo e prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali sui redditi derivanti dalla locazione di unita abitative. L'opzione per tale regime fiscale prevede anche la esclusione del pagamento l’imposta di registro e dell’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. L'esercizio [...]

Finanziamenti infruttiferi e le conseguenze fiscali se non giustificati – Cassazione sentenza n. 14066 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14066 depositata il 7 giugno 2017 intervenendo in tema di finanziamenti infruttiferi ha affermato che l'effettività di un finanziamento infruttifero non può desumersi esclusivamente dalla capacità di spesa e dalla disponibilità di liquidità in capo al socio. I finanziamenti infruttiferi dei soci, laddove ingiustificati, possono essere considerati ricavi in nero. Nella sentenza in commento gli Ermellini precisano che  "Il fenomeno dei finanziamenti infruttiferi, oggetto da tempo di specifici indagini fiscali da parte della Agenzia delle Entrate, comporta ben determinate conseguenze sul piano fiscale nei confronti della società secondo le modalità con le quali detto finanziamento avvenga. Ora, l'effettività di un finanziamento infruttifero non può desumersi, come correttamente osservato dalla Commissione Tributaria Regionale esclusivamente dalla capacità di spesa e dalla disponibilità di liquidità in capo al socio (circostanze [...]

Ricorso tributario valido anche con firma scannerizzate sulla copia all’Agenzia delle Entrate – Cassazione sentenza n. 14065 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14065 del 7 giugno 2017 intervenendo in tema ammissibilità del ricorso inviato con raccomandata online in formato PDF criptato e immodificabile e sottoscrizione non autografa ed in formato digitale affermando che non incorre nell'inammissibilità ma costituisce una irregolarità qualora la sottoscrizione manchi nella copia del ricorso consegnata o spedita per posta all'Amministrazione finanziaria, ma sia presente nell'originale del ricorso depositato nella cancelleria del Giudice. La vicenda ha riguardato un contribuente che aveva presentato una domanda di rimborso IRPEF ed a cui l'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso. Avverso tale diniego il contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici dichiaravano inammissibile il ricorso prodotto. Avverso la decisione di prime cure, il contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale che confermava la decisione impugnata. I giudici di [...]

Antiriciclaggio: la nuova normativa prevede, per i professionisti, di adottare procedure in base alle indicazioni fornite dai rispettivi organismi di autoregolamentazione e vagliate dal MEF

Il recepimento della quarta direttiva antiriciclaggio, con il recente decreto legislativo, si basa essenzialmente sul concetto di valutazione del rischio pur se già presente nella terza direttiva, quest'ultima recepita dal  DLgs. 231/2007, imponendo ai soggetti obbligati di parametrare le misure di adeguata verifica della clientela al coefficiente di rischio riscontrato con riferimento sia al cliente, sia alla prestazione/rapporto professionale. Il legislatore europeo, nella IV direttiva, ha recepito le raccomandazioni GAFI del 2012 estendendo il suddetto principio, ponendolo quale riferimento, da un lato, nell’adozione dei presidi da parte dei soggetti obbligati e, dall’altro, alla base dell’azione di controllo delle autorità. Nella relazione illustrativa al decreto attuativo della quarta direttiva viene posta particolare attenzione al tema della valutazione del rischio e alla definizione di adeguate politiche di mitigazione. I soggetti obbligati alla normativa sull'antiriciclaggio devono procedere a valutare i rischi cui sono [...]

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