
Imposta sul reddito d’impresa (IRI)
Con l'approvazione della legge n. 232/2016 (Legge di Bilancio 2017), viene introdotta l'Imposta sul Reddito d'Impresa (IRI) con effetto dal 1° gennaio 2017 che è un'imposizione proporzionale e separata del reddito d’impresa, applicabile dalle imprese individuali e società di persone in contabilità ordinaria (società in nome collettivo ed in accomandita semplice) nella misura fissa del 24%, prevedendo la deducibilità dalla base imponibile delle somme prelevate dall’imprenditore e dai soci di società di persone e la concorrenza di tali somme alla formazione del reddito complessivo imponibile ai fini dell’IRPEF dell’imprenditore e dei soci. L’imposta sul Reddito d'Impresa (IRI) è disciplinata dal nuovo art. 55-bis, TUIR, come introdotto dall'art. 1 comma 547 della legge 232/2016, ed è applicabile su opzione da parte delle imprese individuali, delle società di persone (Snc e Sas) in contabilità ordinaria, ed ai sensi [...]
Bilancio: OIC 9 svalutazioni per perdite durevoli di valore
Tra i principi contabili aggiornati, a seguito dell'emanazione del D.Lgs. 139/2015, rinveniamo il principio contabile OIC 9 che disciplina il trattamento contabile delle perdite durevoli di valore delle immobilizzazioni materiali e immateriali e si applica a tutte le società che redigono il bilancio in base alle disposizioni del codice civile. Il principio contabile OIC 9 definisce perdita durevole di valore "la diminuzione di valore che rende il valore recuperabile di un'immobilizzazione nel lungo termine, inferiore al suo valore netto contabile" e deve essere rilevata in bilancio nella voce B.10c) del Conto Economico . In base all'articolo 2427 numero 3-bis del codice civile è prevista l'informativa nella nota integrativa. In generale per determinare l'esistenza di perdite durevoli di valore bisogna distinguere queste fattispecie: qualora sia possibile o meno stimare il valore recuperabile di un’immobilizzazione, qualora la società [...]
Fatture giuridicamente inesistenti – Cassazione sentenza n. 52321 del 2016
La Corte Suprema con la sentenza n. 52321 del 09 dicembre 2016 intervenendo in materia di fatture per operazioni “giuridicamente” inesistenti stabilendo che si è in presenza di tali ipotesi ogni qual voltasi è in presenza, ai fini della configurabilità del reato di cui all’articolo 8 del Dlgs 74/2000, di fatture emesse in relazione a fittizie consulenze commerciali, tecniche e legali e destinate, in realtà, a costituire la provvista per illecite dazioni corruttive. La vicenda ha riguardato il componente del collegio sindacale di una società di capitali, il quale era stato ritenuto corresponsabile, in entrambi i gradi di merito, dei reati di corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e di emissione di fatture oggettivamente inesistenti, il quale era stato ritenuto corresponsabile, in entrambi i gradi di merito L’imputato veniva riconosciuto come l’ideatore di un meccanismo [...]
Antiriciclaggio: nuove casistiche
Pubblicato dal UIF (Unità di informazione finanziaria) il “Quaderno dell’antiriciclaggio n. 7/2016” dove sono stati raccolti alcuni casi di particolare interesse riscontrati nelle proprie attività di analisi finanziaria. La UIF nella premessa del documento evidenzia come lo stesso possa rappresentare un utile strumento di supporto per i destinatari degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette (“SOS”), inclusi, quindi, i professionisti, affiancandosi a indicatori di anomalia, schemi di comportamenti anomali e comunicazioni della UIF. Per ogni caso descritto nel documento viene presentata una scheda così strutturata: - nella parte iniziale trova collocazione un breve abstract, dove vengono riportati in sintesi i fatti oggetto di segnalazione; - segue la descrizione delle successive fasi di approfondimento, fino alla formulazione, ove possibile, di una verosimile ipotesi di attività illecita; - vengono infine presentati i collegamenti tra operatività analizzata e [...]
Rimborso IVA per erroneo pagamento: decadenza biennale – Cassazione sentenza n. 27221 del 2016
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 27221 del 28 dicembre 2016 intervenendo in tema di rimborso IVA versata per errore ha stabilito che la domanda di rimborso Iva non può essere presentata dopo due anni dal pagamento o se posteriore dal giorno in cui si è verificato il presupposto per la restituzione. Rileva il termine di decadenza fissato dall’articolo 21, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992. La controversia ha avuto origine dalla richiesta di un contribuente della richiesta di rimborso di quanto pagato erroneamente e che l'Amministrazione finanziaria aveva ritenuto di negare il rimborso IVA anni 2004 e 2005 opponendo la decadenza, ex art. 21 D.Lgs. n. 546/92. La società contribuente aveva presentato domanda di rimborso c.d. “anomalo” nel 2010 con riguardo a "operazioni di importazione" assoggettate a imposta ma "per errore" non inserite [...]
Limitazioni all’uso del contante
La legge di stabilità 2016 ha statuito il nuovo limite per i pagamenti in contanti aumentandolo a 3.000,00 euro, per cui dalla data di entrata in vigore della norma in commento risultano essere vietati i pagamenti in contanti di importo pari o superiore a 3.000 euro. Per pagamenti tracciabili, quindi sempre ammessi a prescindere dall’importo, si intendono: bonifici bancari; assegni bancari non trasferibili e assegni circolari; utilizzo di carte di credito e bancomat. I limiti alla circolazione del contante valgono sia nei rapporti commerciali, cioè tra le imprese, sia nei rapporti tra privati, quindi ad esempio anche con riguardo ai pagamenti tra parenti o tra amici. Prelevamento dal conto corrente Il limite di 3.000 euro non trova applicazione in caso di prelievo dal proprio conto corrente bancario. Per cui dal conto si possono prelevare più di 3.000 euro perché sostanzialmente c’è [...]
Bilancio: nota integrativa novità 2017
La nuova direttiva n. 2013/34/UE, recepita con D. Lgs. n. 139 del 18/8/2015 che è entrato in vigore il 1/1/2016, che trova applicazione dai bilanci chiusi dal 1° gennaio 2016 fà compiere un ulteriore avvicinamento tra i due gruppi di principi contabili (OIC ed IAS/IFRS), visto che tale direttiva perseguiva i seguenti obiettivi: semplificare la normativa con riduzione dei costi amministrativi; accrescere la chiarezza, la comparabilità e la fiducia del pubblico nei bilanci e nell'informativa di bilancio, fornendo informazioni specifiche più ampie e coerenti. In questa sede analizzeremo le modifiche della nota integrativa che scaturiscono dal recepimento degli artt. 15, 16, 17 e 18 della direttiva. Tali articoli distinguono le informazioni sulla base delle dimensioni aziendali dell'impresa, poiché gli adempimenti informativi aumentano all'aumentare delle dimensioni. In particolare, l'art. 16 si applica indistintamente a tutte le imprese, mentre gli articoli [...]
Decreto ingiuntivo ai condomini morosi: obbligo della preventiva diffida con lettera di messa in mora
Per poter agire in giudizio, nei confronti dei condomini morosi, ed ottenere il decreto ingiuntivo l'amministratore deve richiedere con preventiva lettera di messa in mora quanto dovuto. Pertanto il condomino moroso non può vedersi notificare un decreto ingiuntivo per il recupero delle spese condominiali non pagate se non dopo aver ricevuto una lettera di diffida da parte dell’amministratore. Inoltre la lettera di messa in mora da inviare tramite raccomandata va inoltrata anche al comproprietario dell’appartamento se l’immmbile dovesse risultare di titolarità di più soggetti (ad esempio, i coniugi in regime di comunione o gli eredi prima della divisione dell’eredità). Se manca la preventiva diffida, il decreto ingiuntivo è nullo. È quanto statuito da una recente sentenza del Giudice di Pace di Taranto. In base alla sentenza in commento, l’amministratore di condominio non può avviare gli [...]