
Ricorso individuale alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo – CEDU
La Corte europea dei diritti dell'uomo (Corte EDU) è stata istituita nel 1959 dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU) del 1950. Non è un'istituzione dell'Unione Europea benché vi aderiscano tutti i 47 membri del Consiglio d'Europa. Dal 01 gennaio 2016 vi sono stati dei cambiamenti apportati alla riforma del regolamento di procedura della la Corte europea dei diritti dell’uomo non sono molti né di per sé decisivi, ma possono avere effetti devastanti per il ricorso perché riguardano l’articolo 47 del regolamento (o Rule 47). Le predette modifiche attengono al caso in cui il ricorrente sia una persona giuridica o si faccia rappresentare da un soggetto diverso da un avvocato. Nel primo caso, dovrà comprovarsi che il rappresentante legale della persona giuridica ricorrente abbia tale potere di rappresentanza; nel [...]
Nuovo limite di utilizzo del contante
Il limite all’utilizzo del denaro contante ha subito, dal 2008 ad oggi, variazioni considerevoli; da ultima la Legge di stabilità 2016, che lo ha innalzato da euro 999,99 a euro 2.999,99. Vediamo per quali tipologie di pagamento vale tale limite. Come indicato nella relazione illustrativa alla Legge 208/2015, l’aumento della soglia intende garantire maggiore fluidità sulle transazioni di denaro e allineare il limite a quello scelto da altri stati membri UE. A partire dal 1 gennaio 2016, quindi, è vietato il trasferimento di contante, libretti di deposito bancari/postali al portatore, titoli al portatore se l’oggetto ha un valore complessivo superiore a euro 2.999,99, anche se effettuato con più pagamenti artificiosamente frazionati. Il nuovo limite di euro 2.999,99 è anche previsto per: canoni di locazione di immobili abitativi; filiera dei trasporti; cambiavalute. Rimane però immutato il [...]
Antiriciclaggio dal 06 febbraio 2016 le sanzioni penali sono sostituite da quelle amministrative
Con l'emanazione del D. Lgs. 8/2016 con effetto dal 6 febbraio 2016, le sanzioni penali a carico dei professionisti in materia di antiriciclaggio sono state eliminate e sostituite con quelle di carattere amministrativo. Riepiloghiamo in concreto quali sono gli effetti di tale depenalizzazione. L’art. 1 comma 1 del D.Lgs. n. 8 del 15.1.2016 prevede che non costituiscono più reato e sono soggette alla sanzione pecuniaria amministrativa tutte le violazioni per le quali è prevista la sola pena della multa o dell’ammenda. In materia di antiriciclaggio, ci si riferisce all’art. 55 commi 1 e 4 del D.Lgs. 231-2007, che riguardano rispettivamente: le violazioni dell’obbligo di identificazione (del cliente e del titolare effettivo); le violazioni (omissione, tardività o incompletezza) dell’obbligo di registrazione sia nell’archivio tenuto in modalità informatica che nel registro della clientela tenuto manualmente. Prima di [...]
Legittimo “consegnare” buste paga e certificazioni fiscali mediante posta elettronica non certificata e are riservata del sito web – Interpello n. 13 del 30 maggio 2012
Il Ministero del Lavoro con la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva a seguito di un quesito, in merito alla problematica concernente la possibilità di assolvimento degli obblighi ex artt. 1 e 3, Legge n. 4/1953 a carico del datore di lavoro privato oltre che mediante l’utilizzo della posta elettronica certificata, anche attraverso sito web, dotato di un’area riservata con accesso consentito al proprio personale mediante password individuale, del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro mediante l'interpello n. 13 del 30 maggio 2012, L'ordine dei Consulenti del Lavoro aveva chiesto se era sufficiente la semplice collocazione dei prospetti di paga di volta in volta elaborati (contestuale al pagamento mensile della retribuzione con bonifico bancario e/o altro mezzo), nell’apposita area riservata del sito web, questi ultimi scaricabili e consultabili esclusivamente dal lavoratore interessato utilizzando una credenziali individuale. Si [...]
Impossibilità del recupero dei contributi previdenziali in eccesso da parte del dipendente – Cassazione sentenza n. 3491 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 3491 depositata il 14 febbraio 2014 intervenendo in tema legittimità per il rimborso dei contributi previdenziali ha statuito che i lavoratori non possono ricorrere all’INPS per chiedere la restituzione della loro quota di contributi versati in eccesso dal datore di lavoro, in quanto il rapporto “contributivo” è instaurato tra l’Istituto previdenziale e il datore di lavoro, che è il responsabile del versamento dei contributi anche per la parte del lavoratore. L’obbligazione contributiva nelle assicurazioni obbligatorie ha per soggetto attivo l’istituto assicuratore e per soggetto passivo il datore di lavoro, debitore di tali contributi nella sua interezza, mentre il lavoratore è unicamente il beneficiario della prestazione previdenziale e resta estraneo a tale rapporto obbligatorio. La vicenda ha origine da una verifica dei funzionari INPS ad una impresa individuale il cui titolare aveva alle proprie dipendenze le due figlie con il verbale [...]
Agevolazioni fiscali sulla prima casa e zona destinata a ville – Cassazione sentenza n. 3080 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 3080 depositata il 11 febbraio 2014 intervenendo in tema di agevolazione prima casa ha statuito che il contribuente ha diritto ai benefici fiscali prima casa se il piano regolatore generale (PRG), che destina la zona “a ville”, è stato approvato in epoca successiva alla costruzione dell’immobile. La controversia ha avuto originecon la notifica ad un contribuente di un avviso di liquidazione delle maggiori imposte di registro , ipotecarie e catastali a seguito di revoca delle agevolazioni concesse per l’acquisto della "prima casa" a seguito della varizione del PRG. Il contribuente averso l'atto impositivo ricevuto proponeva ricorso inanzi alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accoglievano le doglianze del ricorrente annullando l'avviso di liquidazione. L'Amministrazione Finanziaria impugnava la decisione del giudice di prime cure dinanzi alla [...]
Espropriazione forzata di crediti e compentenza del Giudice del luogo di residenza del debitore – Cassazione ordinanza n. 3077 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione civile, con l'ordinanza n. 3077 del 11 febbraio 2014 intervenendo in tema regolamento di competenza ha statuito che per la procedura esecutiva promossa da Equitalia è competente il giudice del luogo in cui la società terza pignorata svolge effettivamente la propria attività. Gli Ermellini con la decisione in commento si sono pronunciati su un ricorso per regolamento di competenza dichiarandola in capo al Tribunale di Bologna, in quanto la sede effettiva della società terza pignorata era Bologna anche se la sede legale è a Roma. I giudici di legittimità hanno rammentato che, in materia di espropriazione forzata di crediti, la previsione della competenza del giudice del luogo di residenza del debitore comporta, ove il terzo debitore sia una persona giuridica, la facoltà del creditore procedente di ricorrere al foro della sede legale [...]
Credito d’imposta ex art. 7, Legge n. 388/2000 anche per l’assunzione del genitore – Cassazione sentenza n. 3120 del 2014
La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 3120 depositata il 12 febbraio 2014 intervenendo in materia di crediti d'imposta per assunzioni dipendenti ha statuito che "l'art. 7 della legge n. 388 del 2000 contiene una disciplina esaustiva in ordine agli incentivi spettanti per l'incremento dell'occupazione, stabilendo con tassatività i requisiti soggettivi ed oggettivi per la loro fruizione, tra i quali non è compresa l'insussistenza di rapporti familiari tra il datore di lavoro e il lavoratore assunto. Ne consegue che è arbitrario affermare l'esclusione del beneficio fiscale nel caso di assunzione di familiari (nella specie, un genitore), traendola dalla previsione di indeducibilità dal reddito dei compensi ad essi erogati stabilita dal citato art. 60 del d.P.R. n. 917 del 1986 (secondo la nuova numerazione, già art. 62, comma 2), il quale deve ritenersi [...]

