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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

IRAP assoggettamento del compenso ricevuto dal commercialista per l’attività di sindaco – Cassazione ordinanza n. 21161 del 2017

La Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 21161 depositata il 12 settembre 2017 intervenendo in tema di assoggettamento all'IRAP dei compensi percepiti come sindaco di un commercialista ha confermato alcuni principi sul tema trattato ed in particolare che i compensi di sindaco per il commercialista sono da assoggettare ad IRAP. La Corte Suprema puntualizza che è tardiva ed inammissibile la domanda di disapplicazioni delle sanzioni per incertezza normativa formulata per la prima volta nel giudizio di appello o di legittimità. La vicenda ha riguardato un professionista a cui veniva notificata una cartella di pagamento per IRAP emessa ai sensi dell’art. 36 bis del D.P.R. 600/73. Il professionista impugna la cartella con ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici rigettano il ricorso proposto dal contribuente. Il professionista impugna la decisione del giudice di prime cure con [...]

Spesometro comunicazione dati fatture: dati per competenza, quali dati comunicare, dati esclusi

Si avvicina la scadenza dello "Spesometro" relativo alla comunicazione dati delle fatture emesse ed acquisti.  L'invio dei dati relativi alle operazioni rilevanti ai fini Iva, si rammenta che la prima scadenza del 16 settembre 2017 è stata prorogata al 28 settembre 2017 (a causa di problemi tecnici è stata disposto con provvedimento n. 199339 del direttore dall'Agenzia delle Entrate l'invio il differimento della scadenza della comunicazione al 5 ottobre  - ENNESIMA proroga disposta dal DPCM come da comunicato stampa n. 163 del 4 ottobre 2017 del Ministero delle Finanze nuova scadenza al 16 ottobre 2017). L'obbligo introdotto dall'articolo 21 del D.L. 78/2010, così come modificato dall’articolo 4, comma 1, del D.L. 193/2016, impone la trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate dei dati “di tutte le fatture emesse nel trimestre di riferimento, e di quelle ricevute e registrate (…) ivi [...]

Spesometro invio telematico delle fatture emesse e ricevute – Risoluzione n. 87/E del 5 luglio 2017 – Nuovi chiarimenti

Con la Risoluzione n. 87/E del 5 luglio 2017, che segue l'emissione della circolare n. 1/E del 7 febbraio 2017, l’Agenzia delle Entrate ha fornito alcuni chiarimenti ad una serie di quesiti sulla trasmissione telematica delle fatture emesse e ricevute di cui all’articolo 1, comma 3, del Decreto Legislativo 5 agosto 2015 n. 127 e dell’articolo 21 del Decreto Legge 31 maggio 2010, n. 78. L'Agenzia ha puntualizzato che è consentito l’invio di una comunicazione con cui integrare o rettificare quella trasmessa anche oltre il quindicesimo giorno dal termine di adempimento. Sul punto della integrazione o rettifica dei dati trasmessi oltre i termini è possibile ricorrere al ravvedimento operoso l’omesso o errato adempimento comunicativo ai sensi dell'articolo 13 del D.Lgs. n. 472/1997 Altra importante precisazione riguarda il contenuto della comunicazione dei dati riferiti alle “fatture emesse” che deve [...]

Antiriciclaggio occorre eseguire l’adeguata verifica anche all’esecutore

La riforma della normativa sull'antiriciclaggio ha introdotto nuove figure tra queste vi è quella dell'esecutore. Il professionista al momento dell'assunzione dell'incarico è obbligato all'adempimento dall’adeguata verifica. Il contenuto dell’adeguata verifica sarà più chiaro e intelligibile a seguito dell’emanazione delle Linee Guida aggiornate, da parte degli Organismi di autoregolamentazione, a mente dell’art. 11, co. 2. La nuova versione del D.Lgs. n. 231/2007 come modificato dal  D.Lgs. n. 90/2017, ha introdotte sostanziali integrazioni in tema di adeguata verifica. Contenuto dell’adeguata verifica La norma che istituisce e regola l'adeguata verifica è l'articolo 18 che prevede: a) l'identificazione del cliente e la verifica della sua identità a mezzo il riscontro con un valido documento d'identità e/o sulla base di documenti, dati o informazioni ottenuti da una fonte affidabile e indipendente. Le medesime misure si attuano nei confronti dell'esecutore, anche in relazione alla verifica dell'esistenza [...]

Accertamento induttivo legittimo se viene omessa la risposta al questionario dell’Agenzia con conseguente onere a carico del contribuente – Cassazione ordinanza n. 20303 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20303 depositata il 23 agosto 2017 intervenendo in tema di accertamento ha riaffermato che in caso di accertamento delle imposte sui redditi, l’onere della prova dei presupposti dei costi e oneri deducibili concorrenti alla determinazione del reddito d’impresa, comprese la loro inerenza e la loro diretta imputazione ad attività produttive di ricavi, incombe sul contribuente e ha per oggetto anche la congruità dei medesimi. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui era stato inviato un questionario e nei cui confronti venivano svolte indagini finanziarie. L'Amministrazione finanziaria a della mancata risposta al questionario e dell'esito delle indagini finanziarie emette un avviso di accertamento induttivo. Avverso tale atto impositivo il contribuente propone ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale i cui giudici accolgono le doglianze del ricorrente. L'Agenzia delle Entrate impugna [...]

FAQ – Spesometro comunicazione dati fatture emesse e ricevute

Si pubblicano le FAQ fornite dall'Agenzia delle Entrate in tema di compilazione ed invio dello spesometro inerente alla comunicazione dati fatture emesse e ricevute.           Ho trasmesso la comunicazione Dati Fatture ricevendo un esito di scarto del file. Vorrei sapere se, anche per questo adempimento, è possibile inviare entro 5 giorni la comunicazione scartata senza applicazioni di sanzioni. Se la comunicazione è inviata entro il termine di scadenza, si ritiene che possa trovare applicazione, anche per la comunicazione Dati Fatture, la regola che consente, in caso di scarto del file, il rinvio entro i 5 giorni successivi dalla ricezione dell’esito.     Chi può usare il nuovo servizio? Il nuovo servizio Fatture&Corrispettivi può essere utilizzato da tutti i soggetti titolari di Partita IVA e dai loro Incaricati.     Sono intermediario e accedo [...]

Effetti dell’accertamento con adesione anche per i coobbligati – Cassazione ordinanza n. 20305 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20305 depositata il 23 agosto 2017 intervenendo in tema di imposta di registro e di effetti processuali e sostanziali del pagamento del debito tributario ha affermato che l'accertamento con adesione ed il relativo pagamento dell'intero debito tributario da parte di uno solo dei coobbligati, determina l’estinzione della pretesa e la cessazione della materia del contendere con il Fisco, facendo venire meno l'interesse alla lite da parte dei non aderenti. La vicenda ha riguardato una società a cui veniva notificato un avviso di rettifica, in solido con altri soggetti, e liquidazione per l'imposta di registro dovuta per la compravendita di un immobile. L'atto impositivo veniva notificato anche al venditore, il quale ha definito la pretesa in adesione determinando l'estinzione della pretesa e la cessazione della materia del contendere con il Fisco, mentre la società acquirente [...]

Sequestro preventivo anche per gli intermediari nella corruzione – Cassazione sez. penale sentenza n. 41202 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 41202 depositata l' 8 settembre 2017 intervenendo in tema di sequestro preventivo ha affermato che la nozione di prezzo della corruzione comprende anche i contributi previdenziali e assistenziali corrisposti, per mezzo di fatture per prestazioni inesistenti, al soggetto intermediario tra corruttore e corrotto. Inoltre, la Corte, definisce la distinzione tra corruzione e traffico di influenze. La vicenda ha riguardato un professionista accusato di aver posto in essere un'attività di intermediazione finalizzata a realizzare il collegamento tra corruttore e corrotto, con la conseguenza che nei suoi confronti può essere applicata la confisca di cui all'art. 322 ter cod. pen. . Secondo l'accusa il professionista aveva svolto attività, tra l’altro, di intermediario tra corruttori e pubblici ufficiali corrotti. In particolare veniva contestato all'imputato  di avere ricevuto parte del prezzo della corruzione mediante [...]

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