
Verbale di conciliazione supera la sentenza del giudice del lavoro – Cassazione sentenza n. 20006 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 20006 depositata l’11 agosto 2017 intervenendo in tema di cessata materia del contendere ha affermato che con la firma del verbale di conciliazione viene a cessare la materia del contendere, sconfessando, qualora presente, anche una eventuale sentenza emessa in data precedente al verbale stesso. La vicenda ha riguardato un dipendente di una società che aveva licenziato un proprio dipendente ed il quale aveva impugnato il provvedimento. Il Tribunale adito, in veste di giudice del lavoro, il quale dichiarava l'illegittimità del licenziamento, in quanto privo di giusta causa sotto il profilo della proporzionalità. risultando più equa e proporzionale la sanzione della mancata retribuzione dalla data del licenziamento ad oggi. La sentenza del giudice di prime cure veniva impugnata dal lavoratore, il datore di lavoro proponeva appello incidentale. Nelle more dopo la sentenza [...]
Notifica a mezzo PEC non andata a buon fine della sentenza viene sanata dalla rinnovazione – Cassazione ordinanza n. 20381
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20381 depositata il 24 agosto 2017 intervenendo in tema notificazione di atti processuali ha affermato che la notifica dell’impugnazione via PEC, che non sia andata a buon fine per ragioni non imputabili al notificante, è sanata dalla rinnovazione immediata. La vicenda ha riguardato la notifica del ricorso per cassazione dell’Agenzia delle Entrate tramite l’Avvocatura dello Stato a mezzo PEC in data 10 settembre 2016, entro il termine decadenziale che, tenendo conto della sospensione feriale, scadeva il 12 settembre 2016. Sul server del difensore della società contribuente, però, arrivava un file elettronico che non conteneva il testo del ricorso. Il predetto difensore riceveva successivamente, e precisamente in data 15 settembre 2016 (quindi a termine già scaduto), una nuova notifica del ricorso per cassazione, stavolta interamente leggibile. La società contribuente si è [...]
Accertamento a società con ristretta base societarie sono estesi anche nei confronti dei soci – Cassazione sentenza n. 15007 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15007 depositata il 16 giugno 2017 intervenendo in tema accertamento nei confronti di società a responsabilità con pochi soci ed estensione ai soci ha riconfermato il proprio orientamento affermando che “l’accertamento tributario nei confronti di una società a ristretta base azionaria costituisce l’indispensabile antecedente logico-giuridico dell’accertamento nei confronti dei soci, in virtù dell’unico atto amministrativo da cui entrambe le rettifiche derivano”. In conclusione i giudici, affermano che, in tale caso, non ricorre un’ipotesi di litisconsorzio necessario fra i processi a carico della società e quelli a carico dei rispettivi soci. La vicenda trae origine dalla notifica, da parte dell'Agenzia delle Entrate, di un avviso di accertamento emesso nei confronti di una S.r.l. con solo due soci con quote del 50 per cento ciascuno. L’avviso di accertamento riguardava l’omessa contabilizzazione [...]
Società estinta il termine quinquennale per il recupero del debito non è retroattivo – Cassazione ordinanza n. 20427 del 2017
La Suprema Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20427 depositata il 25 agosto 2017 intervenendo in tema recupero dei debiti tributari per società estinte ha affermato che l'art. 28 del Dl semplificazioni d.lgs.175/2014, art. 28, che dilata i tempi di recupero dei debiti per l'amministrazione finanziaria, non è retroattivo. Pertanto la nuova normativa sulle società estinte introdotte dal D.Lgs. n. 175/14 non si applicano alle società - di capitali o di persone - che abbiano presentato la richiesta di cancellazione al Registro delle imprese prima del 13 dicembre 2014, data di entrata in vigore del citato provvedimento. La vicenda aveva riguardato una società che aveva fatto richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese il 2 aprile 2013 ed a cui l'Agenzia delle Entrate notificava in data 12 dicembre 2013 un avviso di accertamento. Avverso tale atto impositivo veniva proposto ricorso alla [...]
Reverse charge non applicabile alla verifica degli impianti per valutarne la conformità e la realizzazione a “regola d’arte” – Risoluzione n. 111/E del 2017
Con la risoluzione n. 111/E del 11 agosto 2017 intervenendo in tema di reverse charge a seguito di interpello di una società dando, in sintesi, ha precisato che l’attività di verifica degli impianti per valutarne la conformità e la realizzazione a "regola d’arte", senza interventi di manutenzione o di adeguamento degli stessi, non rientra tra quelle per cui si rende applicabile il "reverse charge". Pertanto in base alla risposta fornita dall’Agenzia delle Entrate risponde l'impresa che svolge attività di verifica degli impianti di messa a terra presso attività pubbliche o private con dipendenti, attestando la conformità alla normativa degli impianti elettrici realizzati da ditte di manutenzione/installazione, in qualità di organismo abilitato dal Ministero delle Attività Produttive (oggi Ministero dello Sviluppo Economico) ai sensi del D.P.R. n. 462 del 2001. In base al DPR n. 462/2001 [...]
Esenzione ICI non applicabili agli immobili utilizzati per “casa per ferie” di proprietà degli Enti ecclesiastici – Cassazione sentenza n. 18821 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 18821 depositata il 28 luglio 2017 intervenendo in tema di ICI ha statuito che non trova applicazione l’esenzione dal versamento dell’Ici per gli immobili, di proprietà di un ente religioso, che vengano utilizzati come “casa per ferie” per otto mesi l’anno. La vicenda ha riguardato una Congregazione a cui il Comune notificava quattro avvisi di accertamento ai fini dell'Imposta Comunale sugli Immobili. Avverso tali atti impositivi l'Istituto Religioso proponeva quattro distinti ricorsi alla Commissione Tributaria Provinciale assumendo di non essere tenuta al pagamento ai sensi dell'art. 7, comma 1, lett. I, del d.lgs. n. 504 del 1992. I giudici di prime cure, previa riunione, respingevano i ricorsi dellEnte. L'Istituto Religioso impugnava la sentenza della CTP proponendo ricorso alla Commissione Tributaria Regionale, i cui giudici confermarono la sentenza impugnata. Avverso [...]
L’IVA è determinata sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi e non sul reddito d’impresa – Cassazione sentenza n. 18790 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 18790 depositata il 28 luglio 2017 intervenendo in tema di accertamento dell'IVA e reddito di impresa ha statuito che "l'imposta sul valore aggiunto si applica non sul reddito d'impresa - non essendo configurabile un "reddito da assoggettarsi ad IVA" -, ma "sulle cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate" (art. 1), essendo costituita la base imponibile delle cessioni dei beni e delle prestazioni di servizi "dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti dal cedente o prestatore secondo le condizioni contrattuali" (art. 13, primo coma)." La vicenda ha riguardato un contribuente che aveva omessa presentazione della dichiarazione dei redditi e della presentazione della sola dichiarazione IVA ed a cui l'Agenzia delle Entrate notificava un avviso di accertamento per la rideterminazione del reddito d’impresa non dichiarato in euro 21.316, con [...]
Nullità dell’avviso di accertamento se alla notifica fatta a soggetto diverso del contribuente non viene inviata una raccomandata informativa – Cassazione sentenza n. 2868 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 2868 depositata il 3 febbraio 2017 intervenendo in tema notifica dell'accertamento ha statuito che la notifica dell'avviso di accertamento è nulla qualora effettuata dal messo notificatore presso il domicilio del contribuente se effettuata a mani di soggetto diverso dal destinatario e non viene inviata la prescritta raccomandata informativa. Per i giudici di legittimità il primo comma lettera b-bis) dell'articolo 60 del DPR 600/1973, norma speciale prevalente rispetto alle diverse indicazioni contenute nell’art. 139 c.p.c., ogniqualvolta il consegnatario dell’atto o dell’avviso non sia il destinatario, l’agente notificatore deve inviare l’apposita raccomandata informativa al destinatario dell’atto, a prescindere dalla qualifica del consegnatario. Si rammenta che la lettera b-bis del primo comma dell'art. 60 è stata introdotta dall'articolo 34 del D.L. n 233 del 2006 per la tutela della privacy. La Corte Suprema aveva precedentemente [...]







