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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Criteri di valutazione per il lavoro subordinato – Cassazione sentenza n. 17009 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 17009 depositata il 10 luglio 2017 intervenendo in tema valutazione per il lavoro subordinato riaffermando che i criteri di valutazione sono l'assoggettamento al datore di lavoro e l'autonomia della prestazione. In particolare, per la Corte Suprema, è  irrilevante, ai fini della subordinazione, che il singolo lavoratore sia libero di accettare o non accettare l'offerta, di presentarsi o non presentarsi al lavoro e senza necessità di giustificazione, nonché, con il preventivo consenso del datore di lavoro, di farsi sostituire da altri. Pertanto, nella sentenza in commento i giudici hanno ritenuto che la subordinazione del lavoratore, il quale fornisca la la singola prestazione ,  non può essere valutata solamente sulla base della rigidità dell'orario  o con l'obbligo di fornire la prestazione in un determinato turno . Tali parametri infatti non attengono alla [...]

Reato di omesso pagamento IVA, non è causa di forza maggiore la perdita del cliente principale – Cassazione sentenza n. 39500 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 39500 depositata il 29 agosto 2017 intervenendo in tema del reato di omesso versamento di IVA di cui all'art. 10-ter del D.Lgs. n. 74/2000 ha affermato che la perdita del principale cliente dell’impresa non costituisce, di per sé, una scriminante poichè la crisi che ne è derivata non è stata improvvisa ed imprevedibile e, sul punto, il ricorrente non ha dedotto alcun argomento decisivo a confutazione del giudizio. La vicenda ha riguardato il legale rappresentante di una società a responsabilità limitata denunciato per il reato di cui all'art. 10-ter del D.L.gs n. 74 del 2000, il quale veniva condannato sia dal tribunale che dalla Corte di Appello. Avverso la decisione dei giudici di appello, l'imputato, proponeva ricorso in cassazione fondato su due motivi. In particolare, [...]

Non compete l’indennità di preavviso nell’ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro per raggiungimento dell’età pensionabile – Cassazione ordinanza n. 20499 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20499 depositata il 29 agosto 2017 interviene in tema di indennità di preavviso nella ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro subordinato riaffermando che il collocamento a riposo per il raggiungimento del limite dell'età pensionabile non configurandosi alla stregua del licenziamento non è dovuta l’indennità di preavviso. La vicenda ha riguardato un dipendente di una società operante nel settore dei trasporti su rotaie. Il datore di lavoro aveva comunicato con raccomandata, al dipendente, prima del giorno di cessazione del rapporto di lavoro per aver raggiunto l'età pensionabile la decisione che il rapporto sarebbe cessato. Il dipendente si rivolgeva al Tribunale, in veste di giudice del lavoro, per determinare quanto spettante per indennità di mancato preavviso. Il Tribunale adito accoglie parzialmente la domanda del ricorrente riconoscendo il diritto all'indennità [...]

Atti giudiziari dal 10 settembre 2017 possono essere notificati anche mediante le “poste private” appositamente autorizzate

La legge sulla concorrenza (legge 124/2017 pubblicata sulla G.U. n. 189 del 14 agosto 2017) in base al contenuto dell'articolo 57 comma 1° e dell'articolo 58 ha statuito che dal 10 settembre 2017, le notifiche degli atti giudiziari può avvenire con soggetti diversi da Poste Italiane,  pertanto dalla predetta data diventano legittime le notificazioni e le comunicazioni di atti giudiziari a mezzo posta effettuate da enti diversi da Poste Italiane. Infatti gli art. 57 e 58 abrogano gli artt. 4 e 21 com. 3 del D.Lgs. 261/99 e modificano l’art. 5 co. 2 D.Lgs. 261/99. Per cui, le nuove norme,  consentono anche al servizio di poste private la possibilità di consegnare multe stradali, citazioni e ricorsi, decreti ingiuntivi con l’ordine del giudice di pagare alla banca o a qualsiasi altro creditore, atti di precetto, sentenze, condanne. Il servizio  di "Poste [...]

I collaboratori dell’impresa familiare soggetti alle tutele del D.Lgs. n. 81/2008 – Cassazione sentenza n. 20406 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20406 depositata il 25 agosto 2017 intervenendo in tema di infortunio sul lavoro e sui limiti di applicazione del D.Lgs. 81/2008 ha statuito che il titolare dell’impresa familiare è obbligato ad adottare nei confronti dei collaboratori familiari le misure di sicurezza sul lavoro previste dal Dlgs 81/08. La vicenda ha riguardato la titolare dell'impresa familiare, il cui coniuge (collaboratore familiare) deceduto a seguito di caduta da un'altezza di circa sei metri mentre lo stesso si apprestava a sistemare alcune parti di un magazzino. A seguito dell'infortunio l'INAIL agì nei confronti della titolare dell'impresa familiare (nonché coniuge del collaboratore deceduto) a titolo di rivalsa ex artt. 10 e 11 del t.u. n. 1125/1965 relativamente all'esborso corrispondente all'importo della rendita. La titolare dell'impresa impugnava la richiesta dell'INAIL innanzi al Tribunale il [...]

Omesso versamento delle ritenute previdenziali in base alla nuova normativa – Cassazione sentenza n. 39464 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 39464 depositata il 28 agosto 2017 intervenendo in tema di reato per omissione delle ritenute previdenziali e assistenziali di cui all'art. 2, comma 1 bis, del D.l. n. 463/1983, conv. in legge n. 638/1983, come modificato dall’articolo 3, comma 6, del D.lgs. n. 8 del 2016, a decorrere dal 6 febbraio 2016. Si ricorda che la norma che regola il reato, modificata dal D.Lgs. n. 8/2016, statuisce che “L'omesso versamento delle ritenute di cui al comma 1, per un importo superiore a euro 10.000 annui, è punito con la reclusione fino a tre anni e con la multa fino a euro 1.032. Se l'importo omesso non è superiore a euro 10.000 annui, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 10.000 a euro 50.000. Il datore di lavoro non è punibile, [...]

Antiriciclaggio: obbligo di comunicare, per società, associazioni e trust al Registro delle imprese le informazioni relative al titolare effettivo

La nuova formulazione dell'articolo 21 comma  1 e 2 del D.Lgs. 231/2007, come modificato dal D.Lgs. n. 90/2017, prevede l'obbligo posto a carico delle imprese dotate di personalità giuridica iscritte nel registro delle imprese e le persone giuridiche private di cui al D.P.R. 10/02/2000 n. 361 di comunicare al registro delle imprese le informazioni relative al titolare effettivo. La comunicazione deve essere eseguita esclusivamente in via telematica. Le predette informazioni saranno inserite in apposita sezione ad accesso riservato. Il mancato rispetto di tale obbligo viene è punito con la sanzione prevista dall'art. 2630 Codice Civile, cioè da 206 a 2.065 euro. La norma in commento prevede che l'accesso a tale sezione è consentito ai seguenti soggetti: Ministero dell'economia, Direzione Antimafia 'Unità di Informazione Finanziaria Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza autorità preposte al contrasto [...]

Contraddittorio endoprocedimentale comporta la nullità dell’accertamento solo se il contribuente assolve all’onere della prova di resistenza – Cassazione ordinanza n. 20267 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 20267 depositata il 22 agosto 2017 intervenendo in tema di accertamento fiscale in materia di IRPEF ed IRAP ha statuito che nei casi di accertamento fondati sugli studi di settore e sull’antieconomicità della condotta del contribuente l’Agenzia delle Entrate non è  obbligata all'attivazione del contraddittorio endoprocedimentale. In ogni caso il contribuente, con riferimento alle contestazioni, presenti nell’avviso di accertamento, concernenti l’IVA, il contribuente potrà eccepire la nullità dell’atto per il mancato invito a presentarsi, ma andrà fornita la cosiddetta “prova di resistenza”. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui l'Amministrazione finanziaria notificava un avviso di accertamento in materia di IRPEF, IRAP e IVA per l’anno 2008 basato sugli studi di settore e della protratta condotta antieconomica del contribuente. Avverso tale atto impositivo il contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria [...]

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