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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Occultamento o distruzione della contabilità non è condannabile colui che ha ceduto le quote e cessato dalla carica di amministratore – Cassazione sentenza n. 30159 del 2017

La vicenda esaminata dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 30159 depositata il 21 giugno 2017 ha riguardato un ex amministratore di una società imputato del reato di cui all'articolo 10 del D.Lgs. n. 74/2000 inerente la distruzione o occultamento delle scritture contabili , oltre al reato di fatture per operazioni inesistenti esaminate in un altro articolo, veniva assolto da entrambi i reati in primo grado poiché aveva ceduto la società, cessando dalla carica di amministratore in un periodo antecedente a quello cui l’accertamento si riferiva. La Corte di Appello invece lo riconosce colpevole delle imputazioni ascritte in quanto ritenevano essere onere dell’imputato (cedente) dimostrare l’avvenuta consegna delle scritture contabili al cessionario delle quote sociali, rispondendo diversamente del loro occultamento o distruzione. era stato pienamente assolto dal giudice di primo grado dai reati di distruzione o [...]

Il pagamento delle fatture false esclude il reato – Cassazione, sezione penale, sentenza n. 30159 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 30159 depositata il 15 giugno 2017 intervenendo in tema di reato per fatture per operazioni inesistenti (articolo 8 del D.Lgs. 74/2000) ha affermato che qualora il contribuente provveda al pagamento di fatture false ed alla loro registrazione in contabilità, costituiscono elementi rilevanti che devono essere considerati dal giudice penale e che portano alla esclusione della condanna per il reato di emissione di fatture false. A nulla rileva che l’emittente stessa abbia omesso di presentare le dichiarazioni fiscali ed i relativi versamenti in quanto da tali circostanze non deriva necessariamente l’inesistenza oggettiva delle operazioni indicate nelle fatture incriminate. La vicenda ha riguardato un amministratore di una Srl imputato per diversi reati, tra i quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti nei confronti di altra società. L'imputato, inizialmente assolto [...]

Dichiarazione dei redditi: versamenti con la maggiorazione dello 0,40% dal 1° luglio

Il 30 giugno è scaduto il termine per eseguire i versamenti delle imposte derivanti dalla dichiarazione dei redditi (IRPEF, IRES, IRAP ed imposte sostitutive previste per regime di vantaggio e forfettario) a saldo e come primo acconto  delle imposte. lo stesso giorno è spirato il termine per il pagamento del saldo 2016 dell’addizionale regionale all’IRPEF ed il saldo 2016 ed acconto 2017 dell’addizionale comunale all’IRPEF. Si ricorda che il 30 giugno andavano versati altri tributi che di seguito si elencano (elelnco non esaustivo): diritto camerale annuale; saldo 2016 e I° acconto 2017 contributi IVS e Gestione Separata; saldo 2016 e I° acconto 2017 Cedolare secca; IVIE (imposta sul valore degli immobili situati all'estero); IVAFE (imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero); acconto IRPEF sui redditi soggetti a tassazione separata da indicare in dichiarazione e [...]

Il pagamento delle retribuzioni ed il mantenimento dell’occupazione non giustifica l’omesso versamento dei tributi – Cassazione sentenza n. 29544 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 29544 depositata il 14 giugno 2017 intervenendo in tema di reati per omessi versamenti di imposta ha affermato che è penalmente responsabile l'imprenditore che ometta di versare delle imposte preferendo utilizzare la scarsa liquidità disponibile per retribuire i dipendenti. La vicenda ha visto protagonista l’amministratore di una società a responsabilità che non aveva eseguito il pagamento dell'IVA e delle ritenute operate in qualità di sostituto di imposta. L'amministratore veniva condannato per i reati ascritti di cui agli articoli 10 bis e 10 ter d.lgs. n. 74 del 2000. La Corte di Appello La Corte d’Appello competente rigettava l’impugnazione in quanto l’imputato non aveva provato l’adozione di tutte le possibili iniziative al fine di poter provvedere alla corresponsione delle imposte dovute nonostante lo stato di crisi. [...]

Responsabilità solidale IVA applicabilità anche alle cessioni di carburanti

Con la conversione del decreto legge n. 50/2017 ad opera della legge n. 96 del 2017 è stata ampliata l'applicazione del regime di solidarietà passiva nel pagamento dell’IVA. L'articolo 1 comma  comma 4, del provvedimento in commento, ha esteso l’ambito di applicazione della disciplina contenuta nel D.M. 22 dicembre 2005 anche al settore dei combustibili per autotrazione. Il particolare regime di presunzione a favore dell'erario è regolamentato dall’articolo 60-bis del D.P.R. 633/72 la responsabilità solidale dell’acquirente in relazione al mancato versamento del tributo da parte del cedente. Tale responsabilità solidale è tuttavia limitata alla sola imposta e non si estende alle sanzioni (Cfr. Agenzia delle Entrate, Circolare n. 41/E del 2005). La finalità della norma è antievasiva. Il Legislatore ha subordinato l’insorgere di tale vincolo di solidarietà al ricorrere di alcune condizioni che devono essere verificate congiuntamente. Le condizioni, [...]

Accertamento basato su indagini dei conti dei soci con onere della riconducibilità dei movimenti alla società – Cassazione sentenza n. 14089 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 14089 depositata il 7 giugno 2017 intervenendo in tema di accertamenti relativi alle movimentazioni bancarie eseguiti nei confronti di una società ha affermato che l'Amministrazione finanziario può legittimamente utilizzare, nell'esercizio dei poteri ad esso attribuiti dal dpr 600/1973, le risultanze di conti correnti bancari intestati ai soci, purché provi adeguatamente che quei determinati movimenti risultanti sul conto personale dei soci siano in realtà riferibili ad operazioni poste in essere dalla società ed inoltre l'amministrazione deve tenere conto delle componenti negative di reddito purché siano emerse dagli accertamenti compiuti o indicate dal contribuente, deve dimostrare l’esistenza di tali spese quanto meno attraverso presunzioni, di modo che in difetto di prova l'abbattimento dei ricavi in ragione di costi non dimostrati non può essere operato presuntivamente d'ufficio. La vicenda ha riguardato [...]

Legittimo il licenziamento del dipendente dedito alla spaccio di stupefacenti – Cassazione sentenza n. 24566 e 24023 del 2016

La Corte di Cassazione in più occasioni ha avuto modo di pronunciarsi sul licenziamento di dipendente licenziati a seguito di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti confermando costantemente che il comportamento extralavorativo tenuto dal dipendente, di gravità tale da eccedere gli standards conformi ai valori dell’ordinamento esistenti nella realtà sociale, in quanto contrario alle norme dell’etica e del vivere comune e, pertanto ripugnante alla coscienza sociale, integra senza dubbio la giusta causa del licenziamento. I principi di diritto statuiti dalla Corte Suprema nelle varie sentenze hanno comunque confermato la legittimità del licenziamento di dipendenti condannati per detenzione e spaccio di droga, fermo il principio della proporzionalità. Analizziamo alcuni dei principi di diritto stabilito. I giudici della legittimità con la sentenza n. 24023 del 24 novembre 2016, chiamati a decidere sulla legittimità del licenziamento, hanno affermato che “il [...]

Finte sponsorizzazioni reato di dichiarazione fraudolente e fatture false – Cassazione sentenza n. 31253 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 31253 depositata il 22 giugno 2017 intervenendo in tema di reato di dichiarazione fraudolente e fatture per operazioni inesistenti ha affermato che qualora la stessa persona ricopra il ruolo di amministratore di una società e presidente di un Associazione sportiva dilettantistica che le operazioni di sponsorizzazioni, se contestate dal fisco con elementi indiziari o probatori, va data la dimostrazione della effettiva esistenza di queste prestazioni. Per cui per l'accusa lo stesso avrebbe sfruttato il suo ruolo di presidente di un’ASD per pagare meno tasse. La vicenda ha riguardato l'amministratore di una società di persona, il quale era anche il presidente dell’Associazione sportiva dilettantistica a cui veniva contestato il reato di dichiarazione fraudolente e fatture per operazioni inesistenti di cui agli artt. 2 e 8 del D.Lgs. n. 74 [...]

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