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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Società estinta: per i debiti tributari succedono i soci anche per la legittimazione attiva – Cassazione sentenza n. 15035 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 15035 depositata il 16 giugno 2017 intervenendo in tema di possibilità del Fisco di agire nei confronti dei soci per debiti della società estinta ha affermato il principio secondo cui che l’estinzione della società non fa venir meno la legittimazione attiva e passiva dei soci in giudizio, fermo restando che la pretesa del fisco resta comunque vincolata a quanto eventualmente percepito nel riparto dell’attivo di liquidazione. Con tale sentenza viene confermato il recente orientamento in contrasto con le consolidate precedenti posizioni giurisprudenziali La problematica analizzata attiene la legittimazione per il socio, una volta estinta la società. Per i giudici di legittimità nella sentenza in commento per la srl cancellata dal registro delle imprese rimane sempre in capo ai soci  la legittimazione “ad causam” ai fini della prosecuzione del processo. [...]

Dichiarazione dei redditi omessa ed evasione totale accertata mediante elenco clienti e fornitori – Cassazione sez. penale sentenza n. 16454 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 16454 depositata il 31 marzo 2017 intervenendo in tema di reato per omessa dichiarazione, di cui all'articolo 5 del D.Lgs. n. 74/2000, ha chiarito che  l’elenco dei clienti e fornitori costituisce documento che legittima l’inversione dell’onere della prova a carico dell’evasore totale. La vicenda ha riguardato un contribuente, titolare di un’impresa individuale, il quale, secondo l'accusa, al fine di evadere le imposte sui redditi e/o sul valore aggiunto, aveva omesso di presentare la dichiarazione annuale. L'Agenzia delle Entrate aveva individuato l'omissione grazie al controllo incrociato dei dati provenienti da banche e assicurazioni. Il Tribunale condanna il contribuente per il reato ascritto. L'imputato avverso la decisione di primo grado propone ricorso alla Corte di Appello. I giudici di appello confermano la decisione impugnata hanno evidenziato che [...]

Il giudicato favorevole della società trova applicazione a favore dei soci – Cassazione sentenza n. 13293 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 13293 depositata il 26 maggio 2017 intervenendo in tema di accertamento basato su strumenti standardizzati ha affermato che il giudicato favorevole alla società di persone formatosi nel giudizio tributario trova applicazione anche agli accertamenti sui soci che devono dunque dirsi dipendenti direttamente da quello della società. La vicenda ha riguardato un contribuente socio di una società in nome collettivo a cui l'amministrazione finanziaria aveva notificato un avviso di accertamento della maggiore Irpef quale reddito di partecipazione della indicata società. L'accertamento del contribuente ha origine dall'accertamento sulla base della incongruità dei ricavi dichiarati rispetto a quelli accertati in applicazione degli studi di settore, tenuto conto della incidenza dei ricavi rispetto al costo del venduto effettuato nei confronti della società di persona di cui era socio. Il contribuente avverso l'atto [...]

Non punibilità per tenuità dei fatti nei reati penali tributari ed applicabilità della pena pecuniaria al posto della detenzione – Cassazione sentenza n. 29541 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 29541 depositata il 14 giugno 2017 intervenendo in tema causa di non punibilità per la “particolare tenuità del fatto”, con riferimento ai reati tributari, come dall'articolo 131-bis modificato dal D.Lgs. n. 28/2015,  l'esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto è applicabile ai procedimenti, come quello in esame, in corso alla data di entrata in vigore del d.lgs. 16 marzo 2015, n. 28, compresi quelli pendenti in sede di legittimità. Inoltre la Corte Suprema ha accolto la richiesta di ottenere una pena pecuniaria al posto della detenzione nel caso di distruzione della contabilità per ricostruire il reddito. In particolare è stata accolta la richiesta dell'imputato sulla circostanza che mancasse un proprio comportamento positivo successivo alla commissione del reato e della mancata dimostrazione di provvedere al pagamento. La [...]

Falso in bilancio nella procedura concorsuale costituisce reato di bancarotta impropria

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 29885 depositata il 15 giugno 2017 intervenendo in tema di reati per bancarotta ha affermato che il mantenimento nei conti di un credito inesigibile costituisce falso in bilancio qualora la falsa appostazione contribuisce ad aggravare il dissesto si configura il reato di bancarotta impropria da falso in bilancio. La vicenda ha riguardato l'amministratore unico di una srl, poi fallita, imputato per bancarotta fraudolenta patrimoniale, bancarotta impropria da falso in bilancio  e bancarotta semplice per avere aggravato il dissesto non richiedendo il fallimento. Il Tribunale riconosceva colpevole l'amministratore. Avverso la decisione di primo grado l'imputato proponeva ricorso alla Corte di Appello, i cui giudici confermarono la sentenza impugnata. Avverso al decisione dei giudici di appello l'amministratore proponeva ricorso in cassazione fondato su cinque motivi. Gli Ermellini hanno [...]

Job Act dei lavoratori autonomi principali novità: pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale ed entrata in vigore

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale è entrata in vigore la legge n. 81 del 22 maggio 2017 cosiddetta Jobs Act dei lavoratori autonomi La nuova disposizione normativa introduce una serie di misure a tutela dei lavoratori autonomi che esercitano la loro attività in forma non imprenditoriale comprendendo anche i rapporti che hanno una disciplina particolare Al Capo II della legge in commento viene introdotto il lavoro agile (o “smart working”), in sintesi costituisce  una nuova modalità di gestione del rapporto di lavoro subordinato, che consente un’articolazione più flessibile dei tempi e dei luoghi in cui il dipendente svolge la propria attività. Tra le misure a favore dei rapporti di lavoro autonomo vi è anche quella contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali prevista dall'articolo 2. Altra tutela è quella contemplata dall'articolo 3 che prevede che siano prive di [...]

IMU nesssuna dichiarazione per i coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali per i terreni agricoli posseduti e condotti

Per terreni agricoli posseduti e condotti dai coltivatori diretti (CD) e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP) non vi è alcun obbligo della presentazione della Dichiarazione IMU con scadenza il 30 giugno 2017 per i quali la previsione della legge di stabilità 2016 aveva disposto dall’anno 2016 l’esenzione IMU. E' l'Agenzia delle Entrate ha chiarirlo con la risoluzione n. 3 del 16 giugno 2017 con cui in merito alla sussistenza dell’obbligo dichiarativo da assolvere, in materia di imposta municipale propria (IMU), entro il 30 giugno 2017, con particolare riferimento ai terreni agricoli, che risultano già posseduti e condotti dai coltivatori diretti (CD) e dagli imprenditori agricoli professionali (IAP) di cui all'art. 1 del D. Lgs. 29 marzo 2004, n. 99 Nella risoluzione del Dipartimento delle Finanze si evidenzia che l’art. 1, commi 10 e 13 della L. [...]

Illegittimità dell’avviso di accertamento con elementi acquisiti nei locali di un Associazione senza l’autorizzazione della procura seconto la normativa previgente alla riforma del D.L. 16/2012

 La Commissione Tributaria Regionale di Roma sezione 16 con la sentenza n. 1794 del 2017  intervenendo in tema di accesso, degli organi di controllo, finalizzato alla verifica nei locali utilizzati dagli enti non commerciali, in base alla normativa vigente prima della modifica introdotte dal D.L. n. 16 del 2012 convertito con la legge n. 44 del 2012, ha affermata che è illegittimo l’avviso di accertamento basato su elementi acquisiti nel corso di un accesso eseguito nei locali utilizzati da un’Associazione culturale senza l’autorizzazione del procuratore della Repubblica. La vicenda ha riguardato un’Associazione culturale ed alcuni dei suoi soci a cui l'Amministrazione finanziaria notificava un avvviso di accertamento poiché ha ritenuto che l'ente svolgesse un’attività commerciale in luogo di quella di tipo associativo senza fine di lucro recuperando. Avverso tale atto veniva proposto ricorso alla Commissione Tributaria [...]

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