
Inammissibile durante il giudizio la modifica del contenuto dell’avviso di accertamento – Cassazione ordinanza n. 3414 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 3414 del 8 febbraio 2017 intervenendo in tema ricorso tributario ha affermato che non è assolutamente possibile effettuare integrazioni o, addirittura, modificazioni della “causa petendi” come definito dal contenuto dell'avverso l'avviso di accertamento. Infatti il contenuto dell'atto impositivo produce l'effetto di cristallizzare la pretesa dell’ente impositore impedendo di “aggiustare il tiro” in un momento successivo all’emanazione dell’atto. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un avviso di accertamento ai fini Tarsu per il tramite del quale, il Comune, assoggettava dei locali del contribuente ad una categoria diversa da quella da lui indicata nella denuncia originaria, con conseguente ed ovvia nuova determinazione della TARSU dovuta da quest’ultimo. Avverso il predetto atto, il contribuente proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria. In pendenza di giudizio , il Comune, alla luce [...]
Fatture e documenti con descrizioni generiche: indeducibilità dei costi ed indetraibilità dell’IVA
La molteplici sentenze della Suprema Corte di Cassazione nel corso degli anni ci permette di poter approfondire le problematiche connesse alla deducibilità dei costi in riferimento al contenuto della documentazione contabile. In particolare la descrizione generica della prestazione riportata nella fattura potrebbe determinare: ai sensi dell'articolo 109 del TUIR la indeducibilità del costo, ai fini delle imposte dirette, per violazione delle norme in tema di inerenza; la non detraibilità ai fini Iva, con relativa irrogazione - in base all'articolo 9 del D.Lgs. n. 471/1997 - della sanzione da euro 1.000 a euro 8.000. Imposte dirette Ai fini delle imposte sui redditi, come chiarito dai giudici di legittimità con la sentenza n. 1709 del 26 gennaio 2007, che il costo deve essere esistente ed inerente. In sostanza deve trattarsi di una “spesa che si riferisce ad attività da cui derivano ricavi o [...]
Ticket dei buoni pasti cartacei ed elettronici – registrazioni contabili e trattamento fiscale
Le aziende datrici di lavoro, sia private che pubbliche, per il servizio sostitutivo di mensa aziendale, ove questo è istituito o previsto dal CCNL, erogano ai dipendenti i buoni pasto e le card elettroniche che hanno un valore predeterminato. I buoni pasto o ticket, sia cartacei che elettronici, vengono acquistati dal datore di lavoro da società intermediarie (sono le società che emettono i buoni pasto) e sono fruibili dai lavoratori presso pubblici esercizi che hanno stipulato convenzioni con le suddette società. Trattamento fiscale Il trattamento fiscale differisce a secondo che si tratti di buoni pasto oppure di card elettroniche. Il trattamento fiscale e previdenziale dei buoni pasto è disciplinato dall'articolo 51 comma 2 lettera c del Dpr 917/86 che prevede la non concorrenza alla formazione del reddito imponibile di lavoro dipendente fino ad un valore di 5,29€. [...]
Infortuni: Responsabilità del datore solo per condotta abnorme del dipendente – Cassazione sentenza n. 7125 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7125 del 20 marzo 2017 intervenendo in tema di infortunio sul lavoro ha statuito che non vale ad escludere la responsabilità del datore di lavoro le eventuali imprudenze, negligenze o imperizie dei lavoratori non essendo né imprevedibili né anomale La vicenda ha riguardato una società che veniva condannata a pagare, nel giudizio di appello che aveva riformato la decisione di primo grado, in favore di un proprio dipendente di una somma a titolo di risarcimento del danno subito a seguito di infortunio sul lavoro. La società impugnava la decisione dei giudici di appello, proponendo ricorso in cassazione basato su quattro motivi. In particolare la società ricorrente lamentava che la sentenza impugnata aveva ricostruito la dinamica e la responsabilità dell'infortunio senza tenere conto delle ammissioni rese in sede di interrogatorio [...]
Omessa dichiarazione: sanzionabile l’imprenditore che fittiziamente cede le sue quote – Cassazione sentenza n. 3082 del 2017
La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 3082 del 23 gennaio 2017 intervenendo in tema di rato per omessa e/o infedele dichiarazione ha affermato che l'imprenditore che ha solo fittiziamente ceduto le quote societarie soggiace alla relativa condanna. La vicenda ha riguardato un imputato per i reati di cui gli artt. 4 e 5 del D.Lgs. n. 74 del 2000 per infedele dichiarazione ed omessa dichiarazione, il quale veniva riconosciuto colpevole dei reati a lui ascritti sia in primo grado che in appello, i cui giudici di secondo grado riformavano parzialmente la sentenza di primo grado. L'imputato avverso la sentenza della Corte di Appello proponeva ricorso in cassazione fondato su quattro motivi di gravame. Gli Ermellini accolgono parzialmente le doglianze del ricorrente. Infatti per quanto concerne il reato di infedele dichiarazione, per il [...]
Omesso versamento IVA: il sequestro preventivo non è evitato dalla polizza fideiussoria – Cassazione sentenza n. 3094 del 2017
La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 3094 del 23 gennaio 2017 intervenendo in tema di sequestro preventivo per equivalente, funzionale alla confisca per equivalente, ha affermato che non è possibile la revoca del provvedimento ablativo fornendo una polizza fideiussoria emesso nei confronti dell’imprenditore che non ha versato l’IVA oltre la soglia stabilita dall’art. 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 2000. La vicenda ha riguardato un imprenditore imputato del reato di cui all’art. 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 2000 e che a seguito di tale procedimento penale ha subito un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal GIP e confermato dal Tribunale del riesame, in relazione a beni a lui riconducili. Avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame l'imputato proponeva ricorso in cassazione. Tra le motivazioni del ricorso veniva proposta la tesi della carenza [...]
Notifica Nulla se il messo non cerca il nuovo indirizzo del contribuente trasferito – Cassazione sentenza n. 6676 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6676 del 15 marzo 2017 intervenendo in tema di notifica degli avvisi di accertamento ha affermato che il messo, nel caso di trasferimento del contribuente, è obbligato, prima di depositare l’atto presso la casa comunale, a ricercare il contribuente nel Comune dov'è situato il domicilio fiscale, pena la nullità della notifica. La vicenda ha riguardato una contribuente a cui era stata notificato un avviso di accertamento con affissione alla casa comunale senza che il messo avesse proceduto alla verifica del nuovo indirizzo del contribuente. La contribuente aveva proposto ricorso alla Commissione Tributaria che in entrambi i gradi aveva accolto le doglianze della ricorrente annullando la cartella di pagamento emessa a seguito di un avviso di accertamento di cui i giudici hanno accertato l’invalidità della notifica accogliendo l’eccezione relativa [...]
F24 a saldo zero: sanzioni e ravvedimento operoso
L'Agenzia delle Entrate è intervenuta in tema di ravvedimento operoso degli F24 con saldo a zero con la risoluzione n. 36/E del 20 marzo 2017 con cui ha fornito chiarimenti sulle sanzioni applicabili in caso di ritardi nella presentazione del modello F24 a saldo zero e sulle modalità del ravvedimento operoso. L’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 statuisce che il contribuente può essere utilizzare il modello F24 per saldare le imposte utilizzando i crediti maturati nella misura massima di 700.000 euro per anno solare con obbligo di inviare il relativo modello F24 anche con saldo a zero. Il decreto legislativo n. 158 del 24 settembre 2015 ha introdotto le sanzioni in caso di ritardo nella presentazione del modello F24 a saldo zero. La predetta normativa dispone che in caso di ritardo non superiore [...]







