
Processo Tributario: limite di accertamento del giudice ai soli motivi delle parti – Cassazione sentenza n. 5190 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5190 del 28 febbraio 2017 ricorda che il processo tributario è annoverabile tra quelli di “impugnazione-merito” e tende all’accertamento sostanziale del rapporto controverso. Nel caso esaminato un contribuente riceveva dall'Agenzia delle Entrate un accertamento induttivo a seguito della vendita di tredici beni immobile, per il fisco il corrispettivo dichiarato dalla società era inferiore a quello reale. Avverso tale atto impositivo la società contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici riducevano l'importo accertato ritenendo corretto l'operato dellAmministrazione finanziaria per i soli immobili venduti con il mutuo determinando il valore della cessione pari all'importo del mutuo. La Commissione Tributaria Regionale in riforma della decisione della CTP, invece, prendeva in considerazione i soli immobili per i quali era stata redatta una perizia da parte di un istituto di [...]
Copia del ricorso non sottoscritta: costituisce mera irregolarità non inammissibilità – Cassazione sentenza n. 5191 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 5191 del 28 febbraio 2017 intervenendo in tema di ricorso tributario ha statuito che la mancata sottoscrizione del ricorrente o del suo difensore della copia del ricorso depositata presso la segreteria della Commissione Tributaria non determina l'inammissibilità del ricorso ma solo una irregolarità. La vicenda ha visto protagonista una società che aveva impugnato un avviso di accertamento per omessi ricavi. La Commissione Tributaria Provinciale, adita dalla società contribuente, dichiarava il ricorso proposto inammissibile per mancanza di sottoscrizione della copia depositata. La società ricorrente avverso la decisione di primo grado ricorreva alla Commissione Tributaria Regionale che confermava la sentenza impugnata. La società contribuente proponeva ricorso per cassazione con un unico motivo. Gli Ermellini hanno ritenuto fondato il motivo proposto. Per i giudici di legittimità "La mancata sottoscrizione in originale, da [...]
Bancarotta: dopo la condanna via con l’esproprio – Cassazione sentenza n. 6836 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6836 del 16 marzo 2017 intervenendo in tema di bancarotta ha ribadito il principio che l’espropriazione degli immobili di proprietà di terzi, a seguito di conversione del sequestro penale in pignoramento, è subordinata alla conclusione dell’azione revocatoria. Per cui il giudizio di opposizione all'esecuzione di terzi, che aveva acquisito il bene a titolo oneroso dal debitore, non può essere sospeso in attesa della definizione del concomitante giudizio per azione revocatoria introdotto dal creditore. La vicenda ha riguardato un impresa collettiva che veniva sottoposta a procedure concorsuali e nei confronti dell'amministratore era stato disposto un provvedimento di sequestro conservativo che aveva ad oggetto anche alcuni immobili intestati alla moglie ed ai figli. Successivamente alla sentenza di condanna dell'amministratore della società fallita condannato anche al risarcimento del danno in favore [...]
Inammissibile durante il giudizio la modifica del contenuto dell’avviso di accertamento – Cassazione ordinanza n. 3414 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 3414 del 8 febbraio 2017 intervenendo in tema ricorso tributario ha affermato che non è assolutamente possibile effettuare integrazioni o, addirittura, modificazioni della “causa petendi” come definito dal contenuto dell'avverso l'avviso di accertamento. Infatti il contenuto dell'atto impositivo produce l'effetto di cristallizzare la pretesa dell’ente impositore impedendo di “aggiustare il tiro” in un momento successivo all’emanazione dell’atto. La vicenda ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un avviso di accertamento ai fini Tarsu per il tramite del quale, il Comune, assoggettava dei locali del contribuente ad una categoria diversa da quella da lui indicata nella denuncia originaria, con conseguente ed ovvia nuova determinazione della TARSU dovuta da quest’ultimo. Avverso il predetto atto, il contribuente proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria. In pendenza di giudizio , il Comune, alla luce [...]
Fatture e documenti con descrizioni generiche: indeducibilità dei costi ed indetraibilità dell’IVA
La molteplici sentenze della Suprema Corte di Cassazione nel corso degli anni ci permette di poter approfondire le problematiche connesse alla deducibilità dei costi in riferimento al contenuto della documentazione contabile. In particolare la descrizione generica della prestazione riportata nella fattura potrebbe determinare: ai sensi dell'articolo 109 del TUIR la indeducibilità del costo, ai fini delle imposte dirette, per violazione delle norme in tema di inerenza; la non detraibilità ai fini Iva, con relativa irrogazione - in base all'articolo 9 del D.Lgs. n. 471/1997 - della sanzione da euro 1.000 a euro 8.000. Imposte dirette Ai fini delle imposte sui redditi, come chiarito dai giudici di legittimità con la sentenza n. 1709 del 26 gennaio 2007, che il costo deve essere esistente ed inerente. In sostanza deve trattarsi di una “spesa che si riferisce ad attività da cui derivano ricavi o [...]
Ticket dei buoni pasti cartacei ed elettronici – registrazioni contabili e trattamento fiscale
Le aziende datrici di lavoro, sia private che pubbliche, per il servizio sostitutivo di mensa aziendale, ove questo è istituito o previsto dal CCNL, erogano ai dipendenti i buoni pasto e le card elettroniche che hanno un valore predeterminato. I buoni pasto o ticket, sia cartacei che elettronici, vengono acquistati dal datore di lavoro da società intermediarie (sono le società che emettono i buoni pasto) e sono fruibili dai lavoratori presso pubblici esercizi che hanno stipulato convenzioni con le suddette società. Trattamento fiscale Il trattamento fiscale differisce a secondo che si tratti di buoni pasto oppure di card elettroniche. Il trattamento fiscale e previdenziale dei buoni pasto è disciplinato dall'articolo 51 comma 2 lettera c del Dpr 917/86 che prevede la non concorrenza alla formazione del reddito imponibile di lavoro dipendente fino ad un valore di 5,29€. [...]
Infortuni: Responsabilità del datore solo per condotta abnorme del dipendente – Cassazione sentenza n. 7125 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 7125 del 20 marzo 2017 intervenendo in tema di infortunio sul lavoro ha statuito che non vale ad escludere la responsabilità del datore di lavoro le eventuali imprudenze, negligenze o imperizie dei lavoratori non essendo né imprevedibili né anomale La vicenda ha riguardato una società che veniva condannata a pagare, nel giudizio di appello che aveva riformato la decisione di primo grado, in favore di un proprio dipendente di una somma a titolo di risarcimento del danno subito a seguito di infortunio sul lavoro. La società impugnava la decisione dei giudici di appello, proponendo ricorso in cassazione basato su quattro motivi. In particolare la società ricorrente lamentava che la sentenza impugnata aveva ricostruito la dinamica e la responsabilità dell'infortunio senza tenere conto delle ammissioni rese in sede di interrogatorio [...]
Omessa dichiarazione: sanzionabile l’imprenditore che fittiziamente cede le sue quote – Cassazione sentenza n. 3082 del 2017
La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 3082 del 23 gennaio 2017 intervenendo in tema di rato per omessa e/o infedele dichiarazione ha affermato che l'imprenditore che ha solo fittiziamente ceduto le quote societarie soggiace alla relativa condanna. La vicenda ha riguardato un imputato per i reati di cui gli artt. 4 e 5 del D.Lgs. n. 74 del 2000 per infedele dichiarazione ed omessa dichiarazione, il quale veniva riconosciuto colpevole dei reati a lui ascritti sia in primo grado che in appello, i cui giudici di secondo grado riformavano parzialmente la sentenza di primo grado. L'imputato avverso la sentenza della Corte di Appello proponeva ricorso in cassazione fondato su quattro motivi di gravame. Gli Ermellini accolgono parzialmente le doglianze del ricorrente. Infatti per quanto concerne il reato di infedele dichiarazione, per il [...]