
Omesso versamento IVA: il sequestro preventivo non è evitato dalla polizza fideiussoria – Cassazione sentenza n. 3094 del 2017
La Corte di Cassazione, sez. penale, con la sentenza n. 3094 del 23 gennaio 2017 intervenendo in tema di sequestro preventivo per equivalente, funzionale alla confisca per equivalente, ha affermato che non è possibile la revoca del provvedimento ablativo fornendo una polizza fideiussoria emesso nei confronti dell’imprenditore che non ha versato l’IVA oltre la soglia stabilita dall’art. 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 2000. La vicenda ha riguardato un imprenditore imputato del reato di cui all’art. 10-ter del D.Lgs. n. 74 del 2000 e che a seguito di tale procedimento penale ha subito un provvedimento di sequestro preventivo, emesso dal GIP e confermato dal Tribunale del riesame, in relazione a beni a lui riconducili. Avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame l'imputato proponeva ricorso in cassazione. Tra le motivazioni del ricorso veniva proposta la tesi della carenza [...]
Notifica Nulla se il messo non cerca il nuovo indirizzo del contribuente trasferito – Cassazione sentenza n. 6676 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6676 del 15 marzo 2017 intervenendo in tema di notifica degli avvisi di accertamento ha affermato che il messo, nel caso di trasferimento del contribuente, è obbligato, prima di depositare l’atto presso la casa comunale, a ricercare il contribuente nel Comune dov'è situato il domicilio fiscale, pena la nullità della notifica. La vicenda ha riguardato una contribuente a cui era stata notificato un avviso di accertamento con affissione alla casa comunale senza che il messo avesse proceduto alla verifica del nuovo indirizzo del contribuente. La contribuente aveva proposto ricorso alla Commissione Tributaria che in entrambi i gradi aveva accolto le doglianze della ricorrente annullando la cartella di pagamento emessa a seguito di un avviso di accertamento di cui i giudici hanno accertato l’invalidità della notifica accogliendo l’eccezione relativa [...]
F24 a saldo zero: sanzioni e ravvedimento operoso
L'Agenzia delle Entrate è intervenuta in tema di ravvedimento operoso degli F24 con saldo a zero con la risoluzione n. 36/E del 20 marzo 2017 con cui ha fornito chiarimenti sulle sanzioni applicabili in caso di ritardi nella presentazione del modello F24 a saldo zero e sulle modalità del ravvedimento operoso. L’articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 2000, n. 388 statuisce che il contribuente può essere utilizzare il modello F24 per saldare le imposte utilizzando i crediti maturati nella misura massima di 700.000 euro per anno solare con obbligo di inviare il relativo modello F24 anche con saldo a zero. Il decreto legislativo n. 158 del 24 settembre 2015 ha introdotto le sanzioni in caso di ritardo nella presentazione del modello F24 a saldo zero. La predetta normativa dispone che in caso di ritardo non superiore [...]
Obbligo di fatturazione all’atto di cessione delle cambiali – Cassazione ordinanza n. 1856 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 1856 del 25 gennaio 2017 intervenendo in tema di accertamento fiscale ha affermato che è legittimo l'operato dell'Agenzia delle Entrate che a anche se il contribuente non ha ricevuto il corrispettivo delle cambiali. La controversia ha riguardato un contribuente a cui veniva notificato un avviso di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate. Avverso tale atto impositivo, il contribuente proponeva ricorso in Commissione Tributaria Provinciale, che accogliendo le doglianze del ricorrente, annullava l'avviso mentre la Commissione Tributaria Regionale accoglieva l’appello proposto dall’Amministrazione finanziaria. Per i giudici di appello alla eccezione della mancata percezione del corrispettivo delle cambiali oggetto del processo hanno osservato che nelle prestazioni di servizio il rilascio di cambiali, indipendentemente dalla tipologia di cessione “pro soluto” o “pro solvendo”, realizza l'ipotesi di effettuazione dell'operazione di cui all'art. 6 del [...]
Definizione agevolata delle Cartelle: con l’adesione si rinuncia al giudizio di legittimità – Cassazione ordinanza n. 5497 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 5497 del 03 marzo 2017 intervenendo in tema di definizione agevolata ha affermato che il giudizio promosso si estingue qualora il contribuente abbia aderito alla definizione agevolata ex art. 6 D.L. n. 193/16 dichiarando di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. Gli Ermellini avendo preso atto dell’adesione del contribuente alla cosiddetta "rottamazione delle cartelle" prevista dall’articolo 6 del D.L. n. 193 del 2016, convertito nella Legge n. 225 del 2016, ha dichiarato l’estinzione del giudizio, con compensazione delle spese ai sensi dell’articolo 92 del codice di procedura civile. La vicenda riguardava un contribuente che ricevuto l'avviso di accertamento con redditometro aveva proceduto alla presentazione del relativo ricorso innanzi alla Commissione Tributaria. In particolare aveva proposto, impugnando la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva respinto il ricorso [...]
Accertamento fiscale: legittimo anche se il reddito dichiarato è congruo per gli studi di settore – Cassazione sentenza n. 6951 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6951 del 17 marzo 2017 intervenendo in tema di accertamento fiscali e studi di settore ha affermato che qualora risulti evidente l'antieconomicità della gestione, anche in presenza di regolare contabilità, l'Agenzia delle Entrate è legittimata alla rettifica dei ricavi dell’impresa anche nel caso in cui il reddito dichiarato sia congruo rispetto allo studio di settore. L'Amministrazione finanziaria a seguito di un controllo aveva proceduto ad emettere un avviso di accertamento basato sul metodo analitico-induttivo. A seguito della notifica del predetto atto il contribuente proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale che respingeva le motivazioni del contribuente. Anche in secondo grado venivano respinte le doglianze della ricorrente. Infatti per i giudici di appello non è d'ostacolo la presenza di documentazione contabile formalmente corretta, né è rilevante la circostanza che [...]
IVA: rimborso per le società immobiliari non legittimo – Cassazione sentenza n. 6196 del 2017
La Corte di Cassazione con la sentenza n. 6196 del 10 marzo 2017 intervenendo in tema di rimborso IVA per le società immobiliare ha affermato che i beni immobili qualificabili come strumentali e/o ammortizzabili non possono essere annoverati tra quelli idonei alla produzione di un reddito autonomo rispetto a quello del complesso aziendale in cui siano inseriti, per cui non si può procedere al rimborso dell'IVA. La vicenda ha riguardato una società immobiliare a cui l'Agenzia delle Entrate aveva notificato un avviso d'accertamento in cui veniva contestato la correttezza del recupero del credito Iva. La società avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che respinse le motivazioni della ricorrente. Avverso la sentenza dei giudici di primo grado, la contribuente presentò ricorso alla Commissione tributaria Regionale, i cui giudici, in riforma della sentenza impugnata, accolsero la [...]
Spesometro 2017: soggetti obbligati all’invio
Lo Spesomentro, istituito dall’articolo 21 del dl 78/2010 e modificato con dall’art. 2, comma 6, del dl 2 marzo 2012 n. 16, prevede l’obbligo di comunicazione di tutte le operazioni rilevanti ai fini d’Iva effettuate nel corso dell'anno precedente all'Agenzia delle Entrate. Scade il 10 aprile 2017 per i soggetti con liquidazione IVA mensile ed il 20 aprile 2017 per i soggetti con liquidazione IVA trimestrali l’invio telematico del cosiddetto “spesometro” concernente le il riepilogo delle operazioni attive e/o passive soggette all’obbligo di fatturazione relative alle registrazione eseguite nell'anno 2016, indipendentemente dall’importo. Per l'invio va utilizzando il “Modello Polivalente”. Le operazioni che non sono soggette all’obbligo di fatturazione ma certificate mediante scontrini o ricevute fiscali che vanno comunicate solo se l’importo, comprensivo di IVA, supera euro 3.600. Le operazioni che vanno comunicate sono: Operazioni rese a soggetti nei confronti [...]