
PEC: valore legale, vantaggi e modalità di conservazione ed utilizzo a fini legali
La PEC (posta elettronica certificata) ha lo stesso valore legale della raccomandata, i due sistemi di comunicazione offrono infatti la piena prova sia dell’invio che del ricevimento. La Pec offre, oltre, la piena prova dell’invio e del ricevimento della comunicazione, anche del suo contenuto (testo del messaggio che viene certificato dal Gestore della casella di posta elettronica certificata). Per cui il mittente, in eventuali contestazioni del destinatario, potrà fornire dimostrazione anche del contenuto del suo l’oggetto. Il limite della PEC (posta elettronica certificata) è quello di non poter dimostrare il testo di eventuali allegati ma solo la loro presenza (salvo che questi siano stati firmati con la firma elettronica). Pertanto coloro che inviano una Pec con una comunicazione allegata al suo interno (per esempio file formato pdf oppure word) non saranno in grado di fornire la piena prova del [...]
Privacy: il Nuovo Regolamento Europeo sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR)
Il nuovo Regolamento Generale Europeo sulla Protezione dei Dati Personali n. 2016/679 (GDPR), entrato in vigore il 24 maggio 2016, con i suoi 99 articoli ha riscritto la disciplina della Privacy a livello europeo. Il nuovo Regolamento Generale Europeo sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR), affronta temi come il diritto d’accesso facilitato e la portabilità dei dati personali, così come il diritto di opposizione, di rettifica, di cancellazione ed il diritto all’oblio. Prende inoltre in esame la gestione della sicurezza dei dati personali in funzione del diritto di riservatezza. Tra le novità più rilevanti l’ampliamento della tutela in capo all’interessato, ossia il soggetto cui si riferiscono i dati trattati, sino a comprendere diritti quali quelli “all’oblio”, divieti per le attività di profilazione o istituti quali la privacy by design: elementi pensati per rafforzare la protezione [...]
Voucher: comunicazione preventiva e modalità operative
A seguito delle modifiche introdotte dal D.Lgs. n. 185/2016 per i Voucher (buoni lavoro accessorio) occorre effettuare oltre alla dichiarazione di inizio attività già prevista nei confronti dell’INPS il committente dovrà, entro 60 minuti prima dell’inizio della prestazione di lavoro. La comunicazione va inoltrata alla competente Direzione del lavoro agli indirizzi di posta elettronica espressamente indicati dall’Ispettorato nazionale del lavoro nella circolare n. 1 del 2016 ed in cui sono state fornite le prime linee guida sulle modalità da seguire per adempiere ai nuovi obblighi di comunicazione delle prestazioni di lavoro accessorio per imprese e professionisti al fine di una maggiore tracciabilità dei voucher. Emanata la circolare n. 1/2016 dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, che fornisce i primi chiarimenti per l’applicazione delle nuove disposizioni riguardanti il lavoro accessorio introdotte dal decreto correttivo del Jobs Act (decreto legislativo n. [...]
DURC: regolare anche se i soci della società non versano i loro contributi
In tema di rilascio del DURC il ministero del Lavoro e delle politiche sociali prima con la circolare n. 37/0001766 del 24.01.2013 e con l'interpello n. 02/2013 ha affermato che l’irregolarità dei versamenti contributivi nei confronti di soci di società di capitali non ha effetto sul rilascio del Durc. In essa si chiarisce che, nell’ambito della verifica della regolarità contributiva delle società di capitali, non rileva la posizione contributiva dei singoli soci, con la conseguenza che le eventuali pregresse irregolarità dei versamenti contributivi riguardanti gli stessi non possono incidere sul rilascio del Durc. Tale orientamento viene confermato anche dall'INPS che con proprio messaggio del 21 marzo 2013, n. 4925 interpreta nel medesimo senso la circolare ministeriale non lasciando spazio a dubbio alcuno. Nel punto n. 2 del predetto messaggio viene precisato che «delle eventuali violazioni contributive riferibili ai soci medesimi non potranno essere chiamate a rispondere [...]
NASPI: diritto all’indennità anche per licenziamento disciplinare
Con l'Interpello n. 13 del 24 aprile 2015, in merito al licenziamento disciplinare ed il diritto alla Naspi, la Direzione Generale per l’Attività Ispettiva del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito la risposta ad un quesito della CISL, in merito alla corretta interpretazione dell’art. 3, D.Lgs. n. 22/2015 concernente il diritto alla Nuova prestazione di Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI). L’istante chiedeva se la nuova indennità di disoccupazione possa essere riconosciuta anche in favore dei lavoratori licenziati per motivi disciplinari e se sia possibile ricomprendere, tra le ipotesi per le quali viene concessa la NASpI, anche i casi di accettazione da parte del lavoratore licenziato dell’offerta economica propostagli dal datore nella c.d. “conciliazione agevolata” ex art. 6, D.Lgs. n. 23/2015. Per licenziamento disciplinare va intesa la sanzione con cui il datore di lavoro mette [...]
Il Responsabile della protezione dei dati (Data Protection Officer – DPO)
Il Responsabile della protezione dei dati (Data Protection Officer - DPO) La figura del Responsabile della protezione dei dati non era stata istituita dal Codice della Privacy (d.lgs. n. 196/2003), con il nuovo regolamento UE sulla protezione dei dati personali la predetta figura è divenuta obbligatoria per cui è ora necessario introdurre tale nuova figura professionale seguendo non solo i dettami del Regolamento UE, ma anche considerando il contesto legislativo nazionale. Il Garante per la protezione dei dati personali ha aggiornato i dati relativi alla figura del Responsabile della protezione dei dati(Data Protection Officer) in base al Regolamento (UE) 2016/679 concernente la tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e la libera circolazione di tali dati. Il Regolamento è entrato in vigore il 24 maggio 2016 e diventerà direttamente applicabile in tutti [...]
Licenziamento illegittimo: omissione di precedenti esperienze conclusosi con licenziamenti per giusta causa – Cassazione sentenza n. 27585 del 2016
Con la sentenza n. 27585 del 30 dicembre 2016 la Corte di Cassazione ha statuito che la condotta reticente del lavoratore in sede di selezione per aver omesso di dichiarare, tra le precedenti esperienze lavorative, di essere stato licenziato per giusta causa non può essere considerata lesiva del rapporto di fiducia intercorrente con il datore di lavoro e non può dunque costituire giusta causa di licenziamento. Per cui la reticenza sul pregresso licenziamento disciplinare non è una condotta tanto grave da porte essere sanzionata con la perdita del nuovo lavoro. In termini generali, perché l’omessa comunicazione di un precedente licenziamento possa giustificare il licenziamento richiede che la nuova azienda dimostri in quale misura, sul rapporto di lavoro, ha inciso detta bugia e per quale ragione essa, sapendo invece il passato del proprio dipendente, non lo [...]
Mail valida prova anche senza firma – Tribunale di Milano sentenza n. 11402/2016
Il Tribunale di Milano con la sentenza n. 11402/2016 ha precisato che anche le email possono avere pieno valore probatorio, senza a nulla rilevare il fatto che esse siano prive di sottoscrizione qualificata. Infatti, i giudici di merito, hanno rammentato che il regolamento EIDAS dell'Unione Europea, numero 910 del 2014, all'articolo 46 precisa a chiare lettere che il solo motivo della semplice firma elettronica di un documento non è circostanza sufficiente a privare lo stesso dei suoi effetti giuridici e della sua ammissibilità come prova in procedimenti giudiziali. La sentenza in commento ripercorre quanto già affermato anche dal Tribunale, Termini Imerese, ordinanza 22/02/2015. Il caso di specie è rappresentato dall’effettiva valenza probatoria di un documento informatico inviato tramite posta elettronica “semplice” ovvero non certificata. La vicenda ha riguardato un imprenditore che per ottenere il pagamento di alcune fatture [...]







