
La notifica a mezzo PEC nei ricorsi tributaria è inesistente se non è operativo il processo tributario telematico- Cassazione ordinanza n. 18321 del 2017
La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 18321 depositata il 25 luglio 2017 intervenendo in tema di notifiche nel contenzioso tributario ha affermato che le notifiche dei ricorsi tramite PEC effettuate dai contribuenti campani nel 2013 non sono valide, perché il PPT è operativo in Campania solamente dal 15 febbraio 2017. La controversia ha riguardato una srl a cui l'Agenzia delle Entrate notificava avviso di accertamento per IRES, IRAP e IVA 2007, avverso tale atto impositivo proponeva ricorso innanzi alla Commissione Tributaria Provinciale e poi, avverso la decisione di primo grado, alla Commissione Tributaria Regionale della Campania. I giudici di appello hanno confermato l’inammissibilità del ricorso di primo grado, in quanto notificato dal difensore della società a mezzo PEC, ex L. n. 53/94. Per i giudici della CTR non era consentito la notifica del ricorso a [...]
Reato di omessa dichiarazione anche per il cittadino straniero che risiede in Italia per la maggior parte dell’anno – Cassazione sentenza n. 37849 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 37489 depositata il 28 luglio 2017 intervenendo in tema di reati per omessa dichiarazione ha affermato che è sanzionabile per il reato di cui all'articolo 5 del D.Lgs. n. 74/2000 anche il chiropratico nato all’estero e che lavora presso strutture italiane ed abita con la moglie per la maggior parte del periodo d’imposta in Italia. La vicenda ha riguardato un professionista con cittadinanza belga, il quale veniva accusato di aver omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi configurando il reato di cui all’articolo 5 del D.Lgs. n. 74/00. Il contribuente veniva riconoisciuto del reato ascritogli dalla Corte di Appello in quanto soggetto residente in Italia ai sensi dell’articolo 2 del TUIR, al fine di evadere le imposte sui redditi delle persone fisiche, non ha presentato, [...]
Abuso edilizio: l’ordine di demolizione è una sanzione penale – Lo afferma la CEDU nel ricorso n. 21861/03 con la sentenza del 27 febbraio 2008
La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU) con la sentenza del 27 febbraio 2008 con cui si è pronunciato sul ricorso n. 21861/03 ha statuito che l'ordine di demolizione per un abuso edilizio costituisce una sanzione penale. Nella sentenza in commento la CEDU ha affermato al paragrafo 60 che "Alla luce delle considerazioni che precedono, il Tribunale ritiene che la misura di demolizione può essere considerata come una “pena” ai fini della Convenzione." La vicenda ha avuto come protagonista un cittadino belga, il quale aveva ricevuto in eredità una residenza per la villeggiatura (costruita dai genitori all'inzio degli anni '60). Nel mese di febbraio 1994 veniva redatto da un agente di polizia una relazione da cui si riteneva che la casa di villeggiatura era stata costruita senza permesso di progettazione e che si trovava in un'area [...]
Ravvedimento operoso per le liquidazioni periodiche IVA e dati fatture – Chiarimenti con la risoluzione n. 104/E dell’Agenzia delle Entrate
L'Agenzia delle Entrate con la pubblicazione della Risoluzione n.104/E del 28 luglio 2017 interviene in tema di correzione ed omissione in materia di di comunicazione dei dati delle fatture (cd. “nuovo spesometro”) e comunicazioni trimestrali delle liquidazioni periodiche IVA (artt. 21 e 21-bis del DL 78/2010). Per la Trasmissione Dati delle Fatture, le sanzioni tendono a sanzionare il contribuente in base al numero di fatture irregolarmente trasmesse e non alla comunicazione. Infatti è prevista la sanzione di 2 euro per ciascuna fattura, con un tetto massimo di 1.000 euro per ciascun trimestre. Inoltre qualora la comunicazione omessa viene effettuata entro quindici giorni dalla scadenza, così come se una comunicazione errata viene corretta entro tale termine, la sanzione viene ridotta alla metà. Diversamente per la Comunicazione dei Dati delle Liquidazioni Periodiche è previsto un sistema sanzionatorio che punisce la comunicazione nel [...]
Deducibilità per cassa delle spese di emissione dei prestiti obbligazionari – Risoluzione n. 102/E del 2017
L'Agenzia delle Entrate con la risoluzione n. 102/E del 28 luglio 2017 del 28 luglio 2017 n. 102 ha esaminato la fiscalità delle spese di emissione dei prestiti obbligazionari, in caso di titoli emessi da parte della società controllante che trasferisce le risorse raccolte alla controllata attraverso l’erogazione di un finanziamento soci. A seguito di questa operazione, le spese di emissione del prestito sono state riaddebitate alla controllata. Per quanto concerne le spese di emissione trasferite, per effetto di un’operazione di finanziamento soci, a una delle società incorporate, le stesse potranno essere dedotte dall’incorporante man mano che transiteranno a conto economico. L'Amminsitrazione finanziaria ha affermato la deducibili in capo alla società che risulta dall’operazione di fusione le spese di emissione di prestiti obbligazionari sostenute da una delle società incorporate, iscritte alla voce spese pluriennali diverse dello stato [...]
Scissione parziale: chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate – Risoluzione n. 97/E del 2017
L'Agenzia delle Entrate ha fornito, con la risoluzione numero 97/E del 25 luglio 2017 , alcune precisazioni in tema di scissione parziale ed in particolare sui profili di elusività di operazioni di scissione parziale proporzionale finalizzata alla successiva cessione di partecipazioni. La fattispecie posta all'attenzione dell'Amministrazione finanziaria con l'interpello proposto da un contribuente che ha chiesto all’Agenzia di fornire la propria interpretazione ai sensi dell’articolo 10-bis, della L. 212/2000 su alcune operazioni di scissione parziale in favore di una beneficiaria neocostituita, assegnataria del ramo immobiliare, e della successiva cessione di tutte le partecipazioni della scissa, rimasta titolare del solo ramo operativo, da parte dei soci. In particolare si fa notare che i soci sono due persone fisiche, che non detengono le quote nell’esercizio di attività d’impresa, ed una Società per azioni, avente sostanzialmente la stessa base sociale. L'Agenzia [...]
Sequestro preventivo per equivalenza riduzione in misura pari alle rate pagate – Cassazione, sez. penale, sentenza n. 35781 del 2017
La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 35781 depositata il 20 luglio 2017 intervenendo in materia di sequestro per equivalente ha affermato che l'eventuale accordo con l'Agenzia delle Entrate per il pagamento rateale dell’imposta "evasa" non preclude l’adozione del sequestro preventivo “per equivalente” da parte del Giudice penale, ma l’indagato può chiedere al P.M. la riduzione della misura in base alle rate pagate. La vicenda ha riguardato un imprenditore, indagato per il reato di cui all'articolo 10-bis del D.Lgs. n. 74/200, nei cui confronti veniva disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente, fino alla concorrenza dell'importo delle ritenute certificate e operate sulle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti, ma non versate al Fisco. L'imprenditore avverso il provvedimento di sequestro preventivo ricorreva al Tribunale del riesame, i cui giudici rigettavano le doglianze [...]
Comunicazione telematica dati fatture: casi esonero dell’obbligo di trasmissione per il Regime speciale per i produttori agricoli
L'Agenzia delle Entrate con la pubblicazione della risoluzione n. 105/E del 28 luglio 2017 recante come titolo “Interpello - Articolo 11, legge 27 luglio 2000, n. 212 Obbligo di trasmissione telematica all’Agenzia delle entrate dei dati delle fatture emesse e di quelle ricevute e registrate – Articolo 21, decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122), come sostituito dall’articolo 4, comma 1, del decreto legge 22 ottobre 2016, n. 193 (convertito, con modificazioni, dalla legge 1° dicembre 2016, n. 225)” ha fornito chiarimenti in tema di obbligo di trasmissione telematica dei dati delle fatture emesse e di acquisto per i soggetti di cui all’articolo 34 comma 6 del D.P.R. n. 633/72 che disciplina il “Regime speciale per i produttori agricoli”. Con la modifica dell'articolo 21 del Decreto Legge [...]







