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News – Blog2026-06-19T09:21:11+02:00

sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

Prestazioni sportive rientrano nelle collaborazioni a carattere intellettuale – Ispettorato Nazionale del Lavoro

L'Ispettorato Nazionale del Lavoro è intervenuto sul trattamento ai fini previdenziali dei compensi erogati dalle associazioni sportive dilettantistiche e dalle società sportive dilettantistiche con la circolare n. 1 del 1° dicembre 2016 . Dal punto di vista del trattamento fiscale le prestazioni sportive trova la fonte nell'articolo 67, comma 1 del Dpr 917/86, per cui i compensi  erogati rientrano tra i redditi diversi: “se non sono conseguiti nell’esercizio di arti e professioni …. né in relazione alla qualità di lavoro dipendente”. Nell'ordinamento giuridico italiano le prestazioni sportive in commento costituiscono ai sensi dell' articolo 409 c.p.c. comma 1 numero 3  “..altri rapporti di collaborazione che si concretino in una prestazione di opera continuativa e coordinata, prevalentemente personale anche se non a carattere subordinato”.  Qualora i compensi sportivi siano riconducibili anche a una prestazione di lavoro subordinato, allora come affermato dal [...]

Lavoratori in nero: si ha solo diritto alla retribuzione – Cassazione sentenza n. 10696 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 10696 del 3 maggio 2017 intervenendo in tema di infortunio e lavoro irregolare ha statuito che il "lavoratore a nero" ha diritto alla sola retribuzione per il lavoro svolto, ma non può chiedere l'illegittimità del licenziamento, il risarcimento per infortunio in itinere subito o avanzare ulteriori richieste. La vicenda ha visto protagonista un lavoratore straniero, senza permesso di soggiorno, che era dipendente "a nero" di una società, poi posta il liquidazione, il quale mentre si recava al lavoro subiva un infortunio. Il dipendente veniva licenziato, verbalmente, dalla società. Il lavoratore impugnava il licenziamento e chiedeva il risarcimento per l'infortunio occorsogli. Il Tribunale adito accoglieva solo la richiesta di ottenere i crediti retributivi per il lavoro svolto. Avverso la decisione del giudice di prime cure il dipendente proponeva [...]

Assegno di mantenimento: va determinato secondo il parametro dell’autosufficienza – Cassazione sentenza n. 11504 del 2017

Rivoluzionaria sentenza della Corte di Cassazione (sentenza numero 11504 del 10 maggio 2017) in tema di assegno di divorzio. La Corte Suprema ha statuito che i criteri da seguire per la determinazione dell’assegno di divorzio, con una evoluzione del precedente orientamento, non più al parametro del “tenore di vita matrimoniale” ma al nuovo criterio in base al quale il parametro per il quantum debeatur di spettanza dell’assegno occorre considerare la natura “assistenziale”, l'”indipendenza o autosufficienza economica” dell’ex coniuge che lo richiede. Per la Corte Suprema il matrimonio è un "atto di libertà e autoresponsabilità". La vicenda ha riguardato il ricorso proposto dalla ex moglie di un ex ministro con cui chiedeva l'ottenimento dell'assegno di divorzio, che i giudici della Corte Territoriale avevano respinto poiché avevano ritenuto non completa la documentazione reddituale presentata dalla signora  mentre hanno ritenuto che i [...]

Spilt payment: l’unione Europea autorizza la proroga al 30 giugno 2020

Il Consiglio dell’Unione europea,  a seguito della richiesta Italiana, con la decisione di esecuzione 2017/784 del 25 aprile 2017  (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione europea il 6 maggio 2017) ha disposto la proroga al 30 giugno 2020 l’autorizzazione concernente l’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti ( cosiddetto split payment). Con il meccanismo della scissione dei pagamenti, introdotto dalla legge di stabilità del 2015), viene inserito nell'ordinamento tributario per le operazioni effettuate nei confronti della pubblica amministrazione un particolare modo di pagamento dell'IVA. Infatti le pubbliche amministrazioni effettueranno il pagamento al fornitore della sola parte imponibile mentre l'IVA viene versata direttamente dalla PA all'erario La normativa in commento è applicabile dal 1° gennaio 2015 ed è una norma in deroga agli articoli 206 e 226 della direttiva 2006/112/Ce, in relazione alle modalità di pagamento e di fatturazione [...]

Assegni Familiari anche agli stranieri residenti – Cassazione sentenza n. 11165 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 11165 del 8 maggio 2017 intervenendo in tema erogazione degli Assegni per il Nucleo Familiari ha affermato che ai lavoratori stranieri soggiornanti di lungo periodo e che risiedono nel territorio nazionale competono alle famiglie straniere il diritto a percepire gli Assegni per il Nucleo Familiare (ANF) che vengono erogati, in presenza degli altri requisiti, dai Comuni ove hanno la residenza. Per cui l’art. 65 della L. 448/98 deve essere interpretato alla luce della direttiva comunitaria 2003/109/CE. La vicenda ha riguardato il ricorso presentato da alcune associazioni avverso i provvedimenti di rigetto del beneficio degli ANF per i cittadini stranieri soggiornanti di lungo periodo con residenza in Italia per difetto del requisito della cittadinanza. Il Tribunale adito accoglie le doglianze dei ricorrenti riconoscendo  il carattere discriminatorio dei provvedimenti di [...]

Studi di settore: gestione antieconomica legittima la loro applicazione – Cassazione sentenza n. 9484 del 2017

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 9484 del 12 aprile 2017 intervenendo in tema di accertamento con studi di settore ha affermato che la Commissione tributaria può annullare l’atto impositivo solo qualora il contribuente abbia provato la sussistenza delle condizioni che giustificano la sua esclusione dall'area dei soggetti cui possono essere applicati gli standard o la specifica realtà dell'attività economica nel periodo di tempo preso in esame. La vicenda ha riguardato una società a cui l'Agenzia delle entrate notificava un avviso di accertamento basato sull'applicazione degli studi di settore per gestione antieconomica. La contribuente avverso tale atto impositivo proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale, i cui giudici eespingevano le doglianze della società. La società contribuente impugnava la decisione di primo grado ricorrendo alla Commissione tributaria Regionale. I giudici di appello riformavano la sentenza impugnata ritenendo illegittimo [...]

Fondo patrimoniale: possibili l’iscrizione per debiti tributari ma se riferiti ai bisogni della famiglia – Cassazione ordinanza n. 10975 del 2017

La Corte di Cassazione con l'ordinanza n. 10975 del 5 maggio 2017 intervenendo in tema di iscrizione ipotecaria per debiti tributari ha affermato che l'Agente per la riscossione può procedere alla iscrizione ipotecaria sui beni facente parte del fondo patrimoniale qualora i debiti tributari siano inerenti ai bisogni della famiglia. Per i creditori le cui obbligazioni sono state contratte per bisogni estranei a quelli della famiglia non possono essere soddisfatti con l’esecuzione sui beni del fondo. La vicenda ha riguardato un contribuente che aveva ricevuto un avviso di iscrizione ipotecaria dall'Agente per la riscossione (Equitalia). Il contribuente avverso tale atto proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale che respingeva le doglianze del ricorrente. Avverso la decisione dei giudici di prime cure, il contribuente proponeva ricorso alla Commissione Tributaria Regionale, i cui giudici, in riforma della sentenza impugnata, accolsero le [...]

Se manca un numero limitato di fatture non vi è reato di distruzione o occultamento di documenti contabili, ex art. 10 D.Lgs. n. 74/00 – Cassazione sentenza n. 22126 del 2017

La Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 221216 del 8 maggio 2017 intervenendo in tema di reati tributari ha statuito che il reato di distruzione o occultamento di documenti contabili, previsto dall'art. 10 D.Lgs. n. 74/00, non è configurabile dalla mancanza di un numero limitato di fatture e di piccoli importi è una circostanza su quale può fare leva il contribuente per farsi assolvere dal giudice. Il reato, infatti, non si configura, se le fatture ritrovate dalle Fiamme Gialle consentono ugualmente di ricostruire il reddito. Gli Ermellini accolgono il ricorso proposto da un contribuente che era imputato per il reato di distruzione o occultamento di documenti contabili. I giudici di legittimità puntualizzano che il reato previsto dall’articolo 10 del D.Lgs. n. 74 del 2000, viene commesso da parte di “chiunque,al fine di evadere le imposte [...]

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