PENALE – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 11713 depositata il 29 marzo 2021 – In tema di motivi di ricorso per cassazione, non sono deducibili censure attinenti a vizi della motivazione diversi dalla sua mancanza, dalla sua manifesta illogicità, dalla sua contraddittorietà

In tema di motivi di ricorso per cassazione, non sono deducibili censure attinenti a vizi della motivazione diversi dalla sua mancanza, dalla sua manifesta illogicità, dalla sua contraddittorietà

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 11452 depositata il 25 marzo 2021 – Il decreto legislativo n.231/01 ha introdotto una nuova forma di responsabilità (definita espressamente “amministrativa da reato”), rappresentata da una fattispecie complessa in virtù della quale per configurare la responsabilità dell’ente è necessario non solo il compimento di un fatto-reato commesso da coloro che rivestono (in fatto o di diritto) una posizione apicale o persone sottoposte alla direzione e vigilanza degli organi della società, ma anche che tale condotta sia espressione della politica aziendale della società o quanto meno derivante da una colpa di organizzazione

Il decreto legislativo n.231/01 ha introdotto una nuova forma di responsabilità (definita espressamente "amministrativa da reato"), rappresentata da una fattispecie complessa in virtù della quale per configurare la responsabilità dell'ente è necessario non solo il compimento di un fatto-reato commesso da coloro che rivestono (in fatto o di diritto) una posizione apicale o persone sottoposte alla direzione e vigilanza degli organi della società, ma anche che tale condotta sia espressione della politica aziendale della società o quanto meno derivante da una colpa di organizzazione

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 10106 depositata il 16 marzo 2021 – In tema di reati tributari, il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili di cui all’art. 10 del d. lgs n. 74 del 2000 costituisce un reato di pericolo concreto, che è integrato, nel caso della distruzione, dall’eliminazione della documentazione o dalla sua alterazione con cancellature o abrasioni, e, nel caso dell’occultamento, dalla temporanea o definitiva indisponibilità dei documenti, realizzata mediante il loro materiale nascondimento, configurandosi, in tale ultima ipotesi, un reato permanente

In tema di reati tributari, il delitto di occultamento o distruzione di documenti contabili di cui all'art. 10 del d. lgs n. 74 del 2000 costituisce un reato di pericolo concreto, che è integrato, nel caso della distruzione, dall'eliminazione della documentazione o dalla sua alterazione con cancellature o abrasioni, e, nel caso dell'occultamento, dalla temporanea o definitiva indisponibilità dei documenti, realizzata mediante il loro materiale nascondimento, configurandosi, in tale ultima ipotesi, un reato permanente

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9914 depositata il 12 marzo 2021 – Dovere di redigere il documento di valutazione dei rischi – Adeguata formazione in tema di sicurezza sul lavoro – Termine per l’adempimento, non scaduto

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9914 depositata il 12 marzo 2021 Normativa in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro - Violazioni - Responsabilità penale - Dovere di redigere il documento di valutazione dei rischi - Adeguata formazione in tema di sicurezza sul lavoro - Termine per l'adempimento, non scaduto Ritenuto in fatto [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, ordinanza n. 10666 depositata il 19 marzo 2021 – Prova dell’avvenuta corresponsione delle relative retribuzioni con la presentazione da parte dell’imputato all’istituto previdenziale dei Modelli DM 10 i quali, avendo natura ricognitiva della situazione debitoria del datore di lavoro, attestando l’avvenuto pagamento, in assenza di elementi di segno contrario, degli emolumenti salariali in relazione ai quali è stato omesso il versamento dei contributi

Prova dell'avvenuta corresponsione delle relative retribuzioni con la presentazione da parte dell'imputato all'istituto previdenziale dei Modelli DM 10 i quali, avendo natura ricognitiva della situazione debitoria del datore di lavoro, attestando l'avvenuto pagamento, in assenza di elementi di segno contrario, degli emolumenti salariali in relazione ai quali è stato omesso il versamento dei contributi

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 10763 depositata il 19 marzo 2021 – Gli atti simulati o fraudolenti, siccome debbono essere «idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva, in tanto rilevano ai fini della integrazione della fattispecie incriminatrice, in quanto sono tali da rendere (almeno) più difficoltosa l’azione di recupero del credito

gli atti simulati o fraudolenti, siccome debbono essere «idonei a rendere in tutto o in parte inefficace la procedura di riscossione coattiva, in tanto rilevano ai fini della integrazione della fattispecie incriminatrice, in quanto sono tali da rendere (almeno) più difficoltosa l'azione di recupero del credito

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 10385 depositata il 18 marzo 2021 – In tema di contributi previdenziali ed assistenziali, l’art. 3, comma sesto, del D.Lgs n. 8 del 2016 ha riformato la fattispecie di cui all’art. 2 del D.L. n. 436 del 1983 – convertito, con modificazioni, in L. n. 638 del 1983 – disponendo la sanzione penale per la condotta di omesso versamento, da parte del datore di lavoro, delle ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti qualora l’importo superi la soglia di euro 10.000 annui

In tema di contributi previdenziali ed assistenziali, l'art. 3, comma sesto, del D.Lgs n. 8 del 2016 ha riformato la fattispecie di cui all'art. 2 del D.L. n. 436 del 1983 - convertito, con modificazioni, in L. n. 638 del 1983 - disponendo la sanzione penale per la condotta di omesso versamento, da parte del datore di lavoro, delle ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti qualora l'importo superi la soglia di euro 10.000 annui

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 10772 depositata il 19 marzo 2021 – In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, le somme già percepite a titolo di credito pensionistico – o ad esso assimilato – e confuse nel patrimonio del debitore, possono essere pignorate, e quindi sequestrate, ai sensi dell’art. 545, comma 8, cod. proc. civ., con il limite del triplo dell’importo dell’assegno sociale che può operare una sola volta e a condizione che sia certa la natura della somma

In tema di sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente, le somme già percepite a titolo di credito pensionistico - o ad esso assimilato - e confuse nel patrimonio del debitore, possono essere pignorate, e quindi sequestrate, ai sensi dell'art. 545, comma 8, cod. proc. civ., con il limite del triplo dell'importo dell'assegno sociale che può operare una sola volta e a condizione che sia certa la natura della somma

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