cassazione penale

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 11452 depositata il 25 marzo 2021 – Il decreto legislativo n.231/01 ha introdotto una nuova forma di responsabilità (definita espressamente “amministrativa da reato”), rappresentata da una fattispecie complessa in virtù della quale per configurare la responsabilità dell’ente è necessario non solo il compimento di un fatto-reato commesso da coloro che rivestono (in fatto o di diritto) una posizione apicale o persone sottoposte alla direzione e vigilanza degli organi della società, ma anche che tale condotta sia espressione della politica aziendale della società o quanto meno derivante da una colpa di organizzazione

Il decreto legislativo n.231/01 ha introdotto una nuova forma di responsabilità (definita espressamente "amministrativa da reato"), rappresentata da una fattispecie complessa in virtù della quale per configurare la responsabilità dell'ente è necessario non solo il compimento di un fatto-reato commesso da coloro che rivestono (in fatto o di diritto) una posizione apicale o persone sottoposte alla direzione e vigilanza degli organi della società, ma anche che tale condotta sia espressione della politica aziendale della società o quanto meno derivante da una colpa di organizzazione

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9914 depositata il 12 marzo 2021 – Dovere di redigere il documento di valutazione dei rischi – Adeguata formazione in tema di sicurezza sul lavoro – Termine per l’adempimento, non scaduto

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9914 depositata il 12 marzo 2021 Normativa in materia di prevenzione degli infortuni sul lavoro - Violazioni - Responsabilità penale - Dovere di redigere il documento di valutazione dei rischi - Adeguata formazione in tema di sicurezza sul lavoro - Termine per l'adempimento, non scaduto Ritenuto in fatto [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, ordinanza n. 10666 depositata il 19 marzo 2021 – Prova dell’avvenuta corresponsione delle relative retribuzioni con la presentazione da parte dell’imputato all’istituto previdenziale dei Modelli DM 10 i quali, avendo natura ricognitiva della situazione debitoria del datore di lavoro, attestando l’avvenuto pagamento, in assenza di elementi di segno contrario, degli emolumenti salariali in relazione ai quali è stato omesso il versamento dei contributi

Prova dell'avvenuta corresponsione delle relative retribuzioni con la presentazione da parte dell'imputato all'istituto previdenziale dei Modelli DM 10 i quali, avendo natura ricognitiva della situazione debitoria del datore di lavoro, attestando l'avvenuto pagamento, in assenza di elementi di segno contrario, degli emolumenti salariali in relazione ai quali è stato omesso il versamento dei contributi

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 10385 depositata il 18 marzo 2021 – In tema di contributi previdenziali ed assistenziali, l’art. 3, comma sesto, del D.Lgs n. 8 del 2016 ha riformato la fattispecie di cui all’art. 2 del D.L. n. 436 del 1983 – convertito, con modificazioni, in L. n. 638 del 1983 – disponendo la sanzione penale per la condotta di omesso versamento, da parte del datore di lavoro, delle ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti qualora l’importo superi la soglia di euro 10.000 annui

In tema di contributi previdenziali ed assistenziali, l'art. 3, comma sesto, del D.Lgs n. 8 del 2016 ha riformato la fattispecie di cui all'art. 2 del D.L. n. 436 del 1983 - convertito, con modificazioni, in L. n. 638 del 1983 - disponendo la sanzione penale per la condotta di omesso versamento, da parte del datore di lavoro, delle ritenute operate sulle retribuzioni dei lavoratori dipendenti qualora l'importo superi la soglia di euro 10.000 annui

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9824 depositata il 12 marzo 2021 – In caso di infortunio sul lavoro riconducibile a prassi comportamentali elusive delle disposizioni antinfortunistiche, non è ascrivibile alcun rimprovero colposo datore di lavoro -o a colui eventualmente preposto- sotto il profilo dell’esigibilità del comportamento dovuto, laddove non si abbia la certezza che egli fosse a conoscenza di tali prassi o che le avesse colposamente ignorate, sconfinandosi altrimenti in una inammissibile ipotesi di responsabilità oggettiva

In caso di infortunio sul lavoro riconducibile a prassi comportamentali elusive delle disposizioni antinfortunistiche, non è ascrivibile alcun rimprovero colposo datore di lavoro -o a colui eventualmente preposto- sotto il profilo dell'esigibilità del comportamento dovuto, laddove non si abbia la certezza che egli fosse a conoscenza di tali prassi o che le avesse colposamente ignorate, sconfinandosi altrimenti in una inammissibile ipotesi di responsabilità oggettiva

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9754 depositata il 11 marzo 2021 – Responsabilità – Delega di funzioni – Valutazione dei rischi

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9754 depositata il 11 marzo 2021 Sicurezza sul lavoro - Violazione delle norme antinfortunistiche - Lesioni colpose - Responsabilità - Delega di funzioni - Valutazione dei rischi - Esclusione Ritenuto in fatto 1. La Corte d'appello di L'Aquila, con sentenza emessa in data 3 marzo 2012, ha confermato [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, Ordinanza n. 9642 depositata il 11 marzo 2021 Rapporto di lavoro – O – Il reato di cui alla l. 11 novembre 1983, n. 638, art. 2 non è configurabile in assenza del materiale esborso delle relative somme dovute al dipendente a titolo di retribuzione, è stato, tuttavia, anche precisato che la prova dell’effettiva corresponsione delle retribuzioni può essere tratta dai modelli attestanti le retribuzioni corrisposte ai dipendenti e gli obblighi contributivi verso l’istituto previdenziale (cosiddetti modelli DM10), sempre che non risultino elementi contrari

Il reato di cui alla l. 11 novembre 1983, n. 638, art. 2 non è configurabile in assenza del materiale esborso delle relative somme dovute al dipendente a titolo di retribuzione, è stato, tuttavia, anche precisato che la prova dell'effettiva corresponsione delle retribuzioni può essere tratta dai modelli attestanti le retribuzioni corrisposte ai dipendenti e gli obblighi contributivi verso l'istituto previdenziale (cosiddetti modelli DM10), sempre che non risultino elementi contrari

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 9806 depositata l’ 11 marzo 2021, n. 9806 – Il riferimento alla situazione di necessità contenuto nell’art. 384 c.p. rivela la volontà del legislatore di condizionare l’operatività dell’esimente al qualificato rapporto di derivazione del fatto illecito commesso alla esigenza di tutela della libertà e dell’onore: non già alla mera possibilità di un evento temuto, quindi, bensì alla certezza del verificarsi dell’evento di danno

Il riferimento alla situazione di necessità contenuto nell'art. 384 c.p. rivela la volontà del legislatore di condizionare l'operatività dell'esimente al qualificato rapporto di derivazione del fatto illecito commesso alla esigenza di tutela della libertà e dell'onore: non già alla mera possibilità di un evento temuto, quindi, bensì alla certezza del verificarsi dell'evento di danno

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