accertamento

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 25627 depositata il 25 settembre 2024 – In tema di accertamento induttivo del reddito d’impresa la sussistenza di un saldo negativo di cassa, implicando che le voci di spesa sono di entità superiore a quella degli introiti registrati, oltre a costituire un’anomalia contabile, fa presumere l’esistenza di ricavi non contabilizzati in misura pari almeno al disavanzo

In tema di accertamento induttivo del reddito d'impresa la sussistenza di un saldo negativo di cassa, implicando che le voci di spesa sono di entità superiore a quella degli introiti registrati, oltre a costituire un'anomalia contabile, fa presumere l'esistenza di ricavi non contabilizzati in misura pari almeno al disavanzo

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado, sezione n. 1, del Friuli Venezia Giulia sentenza n. 154 depositata il 27 maggio 2024 – E’ assente la professionalità nel caso di un Bed & Breakfast che si attiene alle prescrizioni della legge regionale. La documentazione prodotta e le argomentazioni esposte dimostrano che le norme regionali sono state concretamente applicate in relazione a: – numero di camere limitate; – prestazioni svolte avvalendosi esclusivamente della normale organizzazione familiare; – rispetto della saltuarietà nell’esercizio perseguito con periodi di chiusura obbligatoria nell’anno che è desumibile dall’intermittenza dell’esercizio stesso nell’attività degli appellati, che mostrano ripetuti intervalli di inattività alternati a brevi periodi di operatività

E' assente la professionalità nel caso di un Bed & Breakfast che si attiene alle prescrizioni della legge regionale. La documentazione prodotta e le argomentazioni esposte dimostrano che le norme regionali sono state concretamente applicate in relazione a: - numero di camere limitate; - prestazioni svolte avvalendosi esclusivamente della normale organizzazione familiare; - rispetto della saltuarietà nell'esercizio perseguito con periodi di chiusura obbligatoria nell'anno che è desumibile dall'intermittenza dell'esercizio stesso nell'attività degli appellati, che mostrano ripetuti intervalli di inattività alternati a brevi periodi di operatività

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 23558 depositata il 3 settembre 2024 – La prospettazione offerta dal contribuente, basata sul pagamento della fattura per la prestazione professionale, apparisse insufficiente, in primo luogo con riferimento alla dimostrazione della congruità, a fronte di una pluralità di elementi offerti dall’Amministrazione finanziaria che però il giudice dell’appello non aveva adeguatamente valutato, né singolarmente né complessivamente

La prospettazione offerta dal contribuente, basata sul pagamento della fattura per la prestazione professionale, apparisse insufficiente, in primo luogo con riferimento alla dimostrazione della congruità, a fronte di una pluralità di elementi offerti dall'Amministrazione finanziaria che però il giudice dell'appello non aveva adeguatamente valutato, né singolarmente né complessivamente

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 24725 depositata il 16 settembre 2024 – I redditi da lavoro autonomo devono essere determinati analiticamente secondo il cd. principio di cassa, in base al quale solo i compensi incassati in un determinato anno concorrono alla formazione della base imponibile della base imponibile di quell’anno

I redditi da lavoro autonomo devono essere determinati analiticamente secondo il cd. principio di cassa, in base al quale solo i compensi incassati in un determinato anno concorrono alla formazione della base imponibile della base imponibile di quell'anno

Verifiche fiscali: il diniego o la mancata esibizione dell’autorizzazione del PM all’accesso non comporta di per sé la nullità dell’avviso di accertamento

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 24995 depositata il 17 settembre 2024, intervenendo in tema di accertamento bancario ed autorizzazioni all'accesso, ha statuito il principio di diritto secondo cui "In tema di accessi, ispezioni e verifiche, sia con riferimento all’accertamento dell’IVA ai sensi dell’art.52 del d.P.R. n. 633 del 1972 sia delle [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 24995 depositata il 17 settembre 2024 – In tema di accessi, ispezioni e verifiche, sia con riferimento all’accertamento dell’IVA ai sensi dell’art.52 del d.P.R. n. 633 del 1972 sia delle imposte dirette, in forza del richiamo operato dall’art. 33 del d.P.R. n. 600 del 1973, l’esigenza di conoscenza da parte del ricorrente della motivazione del decreto di autorizzazione del Procuratore della Repubblica all’accesso domiciliare, in presenza di gravi indizi di violazione delle norme tributarie, dev’essere contemperata con gli interessi protetti dal segreto istruttorio opposto ex art.329 c.p.p. e, per l’effetto, il diniego non comporta di per sé la nullità dell’avviso di accertamento, in assenza di espressa previsione normativa, ma può essere contestato dal ricorrente dimostrando, tenuto conto anche del fatto che la durata del segreto è limitata, come abbia potuto influenzare l’esito dell’accertamento nei propri confronti mediante un concreto apprezzabile nocumento al diritto di difesa

In tema di accessi, ispezioni e verifiche, sia con riferimento all’accertamento dell’IVA ai sensi dell’art.52 del d.P.R. n. 633 del 1972 sia delle imposte dirette, in forza del richiamo operato dall'art. 33 del d.P.R. n. 600 del 1973, l’esigenza di conoscenza da parte del ricorrente della motivazione del decreto di autorizzazione del Procuratore della Repubblica all'accesso domiciliare, in presenza di gravi indizi di violazione delle norme tributarie, dev’essere contemperata con gli interessi protetti dal segreto istruttorio opposto ex art.329 c.p.p. e, per l’effetto, il diniego non comporta di per sé la nullità dell'avviso di accertamento, in assenza di espressa previsione normativa, ma può essere contestato dal ricorrente dimostrando, tenuto conto anche del fatto che la durata del segreto è limitata, come abbia potuto influenzare l'esito dell'accertamento nei propri confronti mediante un concreto apprezzabile nocumento al diritto di difesa

Legittima la ripresa a tassazione di costi relativi a prestazioni di servizio avvenute tra le società dello stesso gruppo, in quanto le operazioni non erano dettagliate e nelle fatture non erano presenti parametri per la relativa valorizzazione

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 17433 depositata il 25 giugno 2024, intervenendo in tema di consolidato fiscale nazionale e della deducibilità dei costi, ha affermato che "non può ammettersi la “compensazione” di voci del conto economico di rilievo fiscale che, in violazione del disposto dell’art. 109 TUIR, determini lo spostamento di [...]

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