CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 aprile 2015, n. C-111/14 – Il principio di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto dev’essere interpretato nel senso che osta a una disposizione nazionale che consente all’amministrazione tributaria di negare al prestatore di servizi il rimborso di tale imposta, da questi assolta, quando non è stato riconosciuto al destinatario di tali servizi – E’ debitore dell’imposta sul valore aggiunto solo il soggetto passivo che fornisce una prestazione di servizi quando quest’ultima è fornita a partire da un’organizzazione stabile situata nello Stato membro in cui tale imposta è dovuta

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 23 aprile 2015, n. C-111/14 SISTEMA COMUNE D’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO - DIRETTIVA 2006/112/CE - PRINCIPIO DELLA NEUTRALITA' FISCALE - PERSONA DEBITRICE DELL’IVA - LIQUIDAZIONE ERRATA DELL’IVA DA PARTE DEL DESTINATARIO - ASSOGGETTAMENTO ALL’IVA DEL PRESTATORE DI SERVIZI - DINIEGO DI CONCESSIONE DEL RIMBORSO DELL’IVA AL PRESTATORE DI SERVIZI 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 aprile 2015, n. C-382/13 – L’art. 13, § 2, lett. a), del regolamento (Cee) n. 1408/71 sull’applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari è assoggettato alla normativa dello Stato di occupazione tanto per i giorni in cui egli svolge un’attività subordinata, quanto per quelli in cui non la svolge

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 23 aprile 2015, n. C-382/13 LAVORO - PREVIDENZA SOCIALE DEI LAVORATORI MIGRANTI - LAVORO OCCASIONALE IN UNO STATO MEMBRO DIVERSO DALLO STATO DI RESIDENZA - LEGISLAZIONE APPLICABILE - RIFIUTO DI CONCEDERE ASSEGNI FAMILIARI E RIDUZIONE DELLA PENSIONE DI VECCHIAIA DA PARTE DELLO STATO DI RESIDENZA 1 La domanda di pronuncia [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 aprile 2015, n. C-38 – La direttiva n. 2008/115/Ce recante norme e procedure comuni applicabili negli stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 23 aprile 2015, n. C-38 LAVORO - SPAZIO DI LIBERTA', SICUREZZA E GIUSTIZIA - NORME E PROCEDURE COMUNI IN MATERIA DI RIMPATRIO DI CITTADINI DI PAESI TERZI IL CUI SOGGIORNO E' IRREGOLARE - NORMATIVA NAZIONALE CHE IMPONE, IN CASO DI SOGGIORNO IRREGOLARE, A SECONDA DELLE CIRCOSTANZE, O UN’AMMENDA O L’ALLONTANAMENTO [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 30 aprile 2015, n. C-80/14 – La nozione di “stabilimento” contenuta nell’art. 1, §. 1, comma 1, lett. a), ii), della direttiva 98/59/Ce, concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli stati membri in materia di licenziamenti collettivi, deve essere interpretata on osta a una normativa nazionale che preveda un obbligo di informazione e di consultazione dei lavoratori in caso di licenziamento, nel corso di un periodo di 90 giorni, di almeno 20 lavoratori di un particolare stabilimento di un’impresa, e non quando il numero complessivo di licenziamenti in tutti gli stabilimenti o in taluni stabilimenti di un’impresa nel corso del medesimo periodo raggiunge o supera la soglia di 20 lavoratori

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 30 aprile 2015, n. C-80/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - POLITICA SOCIALE - LICENZIAMENTI COLLETTIVI - NOZIONE DI “STABILIMENTO” - MODALITA' DI CALCOLO DEL NUMERO DI LAVORATORI LICENZIATI La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 1, paragrafo 1, primo comma, lettera a), della direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 4 giugno 2015, n. C-579/13 – La direttiva 2003/109/CE del Consiglio, del 25 novembre 2003, relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo e, in particolare, gli articoli 5, paragrafo 2, e 11, paragrafo 1, della stessa non ostano ad una normativa nazionale che imponga ai cittadini di paesi terzi che godano già dello status di soggiornanti di lungo periodo l’obbligo di superare un esame di integrazione civica, a pena di ammenda

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 4 giugno 2015, n. C-579/13 LAVORO - STATUS DEI CITTADINI DI PAESI TERZI CHE SIANO SOGGIORNANTI DI LUNGO PERIODO - OBBLIGO D’INTEGRAZIONE CIVICA, ATTESTATA DA UN ESAME, A PENA DI AMMENDA - NORMATIVA NAZIONALE 1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli 5, paragrafo 2, e 11, [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 4 giugno 2015, n. C-543/13 – L’art. 27 del regolamento (Cee) n. 1408/71 prevede che la pensione di un beneficiario, in un contesto come quello oggetto del procedimento principale, deve essere considerata come dovuta a far data dall’inizio del periodo per il quale tale pensione è stata effettivamente versata a detto interessato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 4 giugno 2015, n. C-543/13 LAVORO - NOZIONE DI “PENSIONI O DI RENDITE DOVUTE SECONDO LE LEGISLAZIONI DI DUE O PIù STATI MEMBRI” - PRESTAZIONI IN NATURA - IMPOSSIBILITA' DI AFFILIARSI RETROATTIVAMENTE A UN’ASSICURAZIONE MALATTIA OBBLIGATORIA - INTERRUZIONE DELLA COPERTURA DEL RISCHIO DI MALATTIA DA PARTE DI DETTA ASSICURAZIONE 1        La domanda di pronuncia [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 9 luglio 2015, n. C-229/14 – L’articolo 1, paragrafo 1, lettera a), della direttiva 98/59/CE del Consiglio, del 20 luglio 1998 prevede in materia di licenziamenti collettivi, deve essere interpretato nel senso che osta ad una normativa o ad una prassi nazionale che non includa, nel calcolo del numero dei lavoratori occupati previsto dalla disposizione stessa, un membro della direzione di una società di capitali

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 9 luglio 2015, n. C-229/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - LICENZIAMENTI COLLETTIVI - NOZIONE DI “LAVORATORE” - MEMBRO DELLA DIREZIONE DI UNA SOCIETA' DI CAPITALI – PERSONA SVOLGENTE ATTIVITA' LAVORATIVA NELL’AMBITO DI UN PROGRAMMA DI FORMAZIONE E DI REINSERIMENTO PROFESSIONALE  La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 1, paragrafo 1, [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 9 luglio 2015, n. C-177/14 – La nozione di “lavoratore a tempo determinato” ex clausola 3, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato allegato alla direttiva 1999/70/Ce (accordo quadro CeS, UNICE e CeeP) deve essere interpretata nel senso che si applica a un lavoratore quale la ricorrente nel procedimento principale

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 9 luglio 2015, n. C-177/14 LAVORO - RAPPORTO DI LAVORO SUBORDINATO - ACCORDO QUADRO CES, UNICE E CEEP SUL LAVORO A TEMPO DETERMINATO - PRINCIPIO DI NON DISCRIMINAZIONE - PERSONALE “EVENTUAL” - RIFIUTO DI ACCORDARE UNA MAGGIORAZIONE CORRISPONDENTE ALLO SCATTO TRIENNALE DI ANZIANITA' - RAGIONI OGGETTIVE La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione [...]

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