Corte CE-UE

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 19 giugno 2014, n. C-80/13 – Le società stabilite in un primo Stato membro che si avvalgono di lavoratori impiegati e distaccati da agenzie di lavoro interinale stabilite in un secondo Stato membro, ma operanti nel primo Stato tramite una succursale, sono tenute a trattenere alla fonte e a versare al primo Stato un acconto sull’imposta sul reddito dovuta da detti lavoratori, laddove il medesimo obbligo non è previsto per le società stabilite nel primo Stato che utilizzano i servizi di agenzie di lavoro interinale stabilite in tale medesimo Stato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 19 giugno 2014, n. C-80/13 LAVORO - LIBERA PRESTAZIONE DI SERVIZI - AGENZIA DI LAVORO INTERINALE - DISTACCO DI LAVORATORI DA PARTE DI UN'AGENZIA STABILITA IN UN ALTRO STATO MEMBRO - RESTRIZIONE - IMPRESA UTILIZZATRICE DI MANODOPERA - RITENUTA ALLA FONTE DELL'IMPOSTA SUL REDDITO DI TALI LAVORATORI - OBBLIGO [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 12 giugno 2014, n. C-118/13 – La morte del lavoratore non estingue il suo diritto alla retribuzione delle ferie non effettuate

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 12 giugno 2014, n. C-118/13 LAVORO SUBORDINATO - POLITICA SOCIALE - ORGANIZZAZIONE DELL’ORARIO DI LAVORO - FERIE ANNUALI RETRIBUITE - INDENNITA' FINANZIARIA IN CASO DI DECESSO 1. La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’art. 7 della direttiva n. 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 12 giugno 2014, n. C-461/12 – La base imponibile uniforme, deve essere interpretato nel senso che la vendita di una carta di sconto, come quella di cui trattasi nel procedimento principale, non costituisce un’operazione riguardante «altri titoli» o «altri effetti commerciali», ai sensi, rispettivamente, dei punti 5 e 3 della medesima disposizione, che contempla determinate operazioni che gli Stati membri devono esonerare dall’imposta sul valore aggiunto.

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 12 giugno 2014, n. C-461/12 RINVIO PREGIUDIZIALE – SESTA DIRETTIVA IVA – ESENZIONI – ARTICOLO 13, PARTE B, LETTERA D), PUNTI 3 E 5 – NOZIONI DI “ALTRI TITOLI” E DI “ALTRI EFFETTI COMMERCIALI” – SISTEMA DI PROMOZIONE DELLE VENDITE – CARTA DI SCONTO – BASE IMPONIBILE Sentenza 1 La [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 15 maggio 2014, n. C-337/13 –  I soggetti passivi possono far valere l’articolo 90, paragrafo 1, della direttiva 2006/112 dinanzi ai giudici nazionali nei confronti dello Stato membro per ottenere la riduzione della loro base imponibile dell’imposta sul valore aggiunto

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 15 maggio 2014, n. C-337/13 RINVIO PREGIUDIZIALE - SISTEMA COMUNE D’IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO - DIRETTIVA 2006/112/CE - ARTICOLO 90 - RIDUZIONE DELLA BASE IMPONIBILE - PORTATA DEGLI OBBLIGHI DEGLI STATI MEMBRI - EFFETTO DIRETTO» 1  La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione dell’articolo 90 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 30 marzo 2014, n. C-89/13 – La clausola 4, punto 1, dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, inserito in allegato alla direttiva n. 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato, deve essere interpretata nel senso che essa non impone di trattare in maniera identica le conseguenze economiche riconosciute in caso di illecita apposizione di un termine ad un contratto di lavoro e quelle versate in caso di illecita interruzione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 30 marzo 2014, n. C-89/13 LAVORO SUBORDINATO - POLITICA SOCIALE - CONTRATTO A TERMINE - CONSEGUENZE ECONOMICHE RICONOSCIUTE IN CASO DI ILLECITA APPOSIZIONE DI UN TERMINE 1 La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull'interpretazione dell'accordo quadro sul lavoro a tempo determinato (in prosieguo: l'«accordo quadro»), concluso il 18 marzo 1999, [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 26 marzo 2014, n. C-601/13 – Ai fini dell’aggiudicazione di un appalto di fornitura di servizi di carattere intellettuale, di formazione e di consulenza non osta alla fissazione da parte dell’amministrazione aggiudicatrice di un criterio che consenta di valutare la qualità delle squadre proposte in concreto dagli offerenti ai fini dell’esecuzione di tale appalto,

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 26 marzo 2014, n. C-601/13 SICUREZZA SUL LAVORO - APPALTI PUBBLICI DI SERVIZI - SVOLGIMENTO DEL PROCEDIMENTO - CRITERI DI AGGIUDICAZIONE DEGLI APPALTI - QUALIFICHE DEL PERSONALE ADDETTO ALL’ESECUZIONE DEGLI APPALTI 1        La domanda di pronuncia pregiudiziale verte sull’interpretazione degli articoli da 44 a 48 e 53 della direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 18 marzo 2014, n. C-363/12 – La direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l’attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, in particolare agli articoli 4 e 14, deve essere interpretata nel senso che non costituisce una discriminazione fondata sul sesso il fatto di negare la concessione di un congedo retribuito equivalente a un congedo di maternità a una lavoratrice che abbia avuto un figlio mediante un contratto di maternità surrogata, in qualità di madre committente

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 18 marzo 2014, n. C-363/12 LAVORO - ACCORDO QUADRO SUL CONGEDO PARENTALE - CLAUSOLE 1 E 2, PUNTO 4 - CONGEDO PARENTALE A TEMPO PARZIALE - LICENZIAMENTO DEL LAVORATORE SENZA MOTIVO GRAVE O ADEGUATO - INDENNITA' FORFETTARIA DI TUTELA PER FRUIZIONE DI UN CONGEDO PARENTALE - BASE DI CALCOLO [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 13 marzo 2014, n. C-204/13 – IVA base imponibile uniforme, come modificata dalla direttiva 95/7/CE del Consiglio, del 10 aprile 1995, devono essere interpretati, in relazione al principio di neutralità dell’imposta sul valore aggiunto, nel senso che il socio di una società di diritto civile esercente attività di consulenza fiscale, che acquisisca dalla società medesima parte della clientela al solo scopo di cederla direttamente, a titolo gratuito e a fini di attività d’impresa, ad altra società di consulenza fiscale, di nuova costituzione, di cui egli è il socio principale, senza però che tale clientela rientri nel patrimonio della società di nuova costituzione, non ha diritto di detrarre l’imposta sul valore aggiunto versata a monte sull’acquisizione della clientela di cui trattasi

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 13 marzo 2014, n. C-204/13 FISCALITA' - IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO - NASCITA E PORTATA DEL DIRITTO ALLA DETRAZIONE - SCIOGLIMENTO DI UNA SOCIETA' DA PARTE DI UN SOCIO - ACQUISIZIONE DI UNA PARTE DELLA CLIENTELA DI TALE SOCIETA' - CONFERIMENTO IN NATURA IN UN’ALTRA SOCIETA' - PAGAMENTO DELL’IMPOSTA [...]

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