cassazione sez. lavoro

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 6993 depositata il 16 marzo 2025 – L’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà familiare rilevanti sul piano costituzionale sicché, sotto il profilo sostanziale, non può essere ritenuto contrario allo spirito della disciplina legale se il congedo familiare in discorso sia stato fruito in una situazione di fatto, particolare ed urgente, allo scopo di assicurare, per un periodo contenuto ed in via di eccezione, il contemperamento tutti i diversi valori compresenti nella concreta vicenda; fermo restando che l’obiettivo principale dell’assistenza al minore sia stato sempre e comunque oggettivamente assicurato pure in ambito familiare

L'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà familiare rilevanti sul piano costituzionale sicché, sotto il profilo sostanziale, non può essere ritenuto contrario allo spirito della disciplina legale se il congedo familiare in discorso sia stato fruito in una situazione di fatto, particolare ed urgente, allo scopo di assicurare, per un periodo contenuto ed in via di eccezione, il contemperamento tutti i diversi valori compresenti nella concreta vicenda; fermo restando che l'obiettivo principale dell'assistenza al minore sia stato sempre e comunque oggettivamente assicurato pure in ambito familiare

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 7486 depositata il 20 marzo 2025 – In tema di costituzione del rapporto di lavoro, la nullità della procedura concorsuale per violazione di norme imperative costituisce causa di nullità dei contratti di lavoro sottoscritti in esito ad essa, indipendentemente dalla circostanza che i lavoratori abbiano dato causa al vizio o non ne abbiano avuto consapevolezza

In tema di costituzione del rapporto di lavoro, la nullità della procedura concorsuale per violazione di norme imperative costituisce causa di nullità dei contratti di lavoro sottoscritti in esito ad essa, indipendentemente dalla circostanza che i lavoratori abbiano dato causa al vizio o non ne abbiano avuto consapevolezza

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Sentenza n. 7481 depositata il 20 marzo 2025 – Il comma 4 dell’art. 55 bis, ha individuato con chiarezza il dies a quo per la contestazione dell’addebito nella ricezione della segnalazione inviata dal responsabile della struttura o nell’acquisizione altrimenti avuta della piena conoscenza dei fatti da parte dell’UPD, tenuto ad attivare il procedimento entro trenta giorni dalla ricezione medesima

Il comma 4 dell’art. 55 bis, ha individuato con chiarezza il dies a quo per la contestazione dell’addebito nella ricezione della segnalazione inviata dal responsabile della struttura o nell’acquisizione altrimenti avuta della piena conoscenza dei fatti da parte dell’UPD, tenuto ad attivare il procedimento entro trenta giorni dalla ricezione medesima

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 6404 depositata il 10 marzo 2025 – L’azione di regresso dell’INAIL, a seguito dell’abolizione pregiudiziale penale, è legata, infatti, soltanto all’astratta previsione legale quale reato del fatto causativo dell’infortunio e non al concreto accertamento dell’illecito penale

L'azione di regresso dell'INAIL, a seguito dell’abolizione pregiudiziale penale, è legata, infatti, soltanto all'astratta previsione legale quale reato del fatto causativo dell'infortunio e non al concreto accertamento dell'illecito penale

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 6399 depositata il 10 marzo 2025 – La decadenza disciplinata dall’art. 47,comma 6, è una decadenza «mobile», in applicazione della regola generale che si rinviene nell’art. 6 del DL nr. 103 del 1991; come tale, investe solo i ratei remoti, non quelli compresi nel triennio antecedente la domanda giudiziale né quelli futuri

La decadenza disciplinata dall’art. 47,comma 6, è una decadenza «mobile», in applicazione della regola generale che si rinviene nell’art. 6 del DL nr. 103 del 1991; come tale, investe solo i ratei remoti, non quelli compresi nel triennio antecedente la domanda giudiziale né quelli futuri

Corte di Cassazione, sezione lavoro, ordinanza n. 6221 depositata il 9 marzo 2025 – L’accertata ingiustificatezza del recesso non consente, da sola, di presumere il motivo illecito se non ricorrono ulteriori fatti, anche indizianti, diversi, che provano la ritorsione del datore di lavoro rispetto all’esercizio di un diritto del dipendente

L’accertata ingiustificatezza del recesso non consente, da sola, di presumere il motivo illecito se non ricorrono ulteriori fatti, anche indizianti, diversi, che provano la ritorsione del datore di lavoro rispetto all’esercizio di un diritto del dipendente

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 7424 depositata il 20 marzo 2025 – In tema di ricorso per cassazione, la mancanza di una o più pagine nell’originale depositato comporta l’inammissibilità del motivo che non sia intellegibile, che non è superabile neppure ove la copia notificata e depositata dal resistente risulti completa, atteso che il ricorso, a pena d’improcedibilità, deve essere depositato in originale entro il termine di cui all’art. 369 c.p.c. e, pertanto, il principio del raggiungimento dello scopo può operare solo grazie ad atti compiuti entro tale termine

In tema di ricorso per cassazione, la mancanza di una o più pagine nell’originale depositato comporta l’inammissibilità del motivo che non sia intellegibile, che non è superabile neppure ove la copia notificata e depositata dal resistente risulti completa, atteso che il ricorso, a pena d’improcedibilità, deve essere depositato in originale entro il termine di cui all’art. 369 c.p.c. e, pertanto, il principio del raggiungimento dello scopo può operare solo grazie ad atti compiuti entro tale termine

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