PENALE – GIURISPRUDENZA

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 18311 depositata il 16 giugno 2020 – Integra il delitto di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ex art. 316-ter cod. pen., e non quelli di truffa o di appropriazione indebita o di indebita compensazione ex art. 10-quater D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, la condotta del datore di lavoro che, esponendo falsamente di aver corrisposto al lavoratore somme a titolo di indennità per malattia, assegni familiari e cassa integrazione guadagni, ottiene dall’I.N.P.S. il conguaglio di tali somme, in realtà non corrisposte, con quelle da lui dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, così percependo indebitamente dallo stesso istituto le corrispondenti erogazioni

Integra il delitto di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ex art. 316-ter cod. pen., e non quelli di truffa o di appropriazione indebita o di indebita compensazione ex art. 10-quater D.Lgs. 10 marzo 2000, n. 74, la condotta del datore di lavoro che, esponendo falsamente di aver corrisposto al lavoratore somme a titolo di indennità per malattia, assegni familiari e cassa integrazione guadagni, ottiene dall'I.N.P.S. il conguaglio di tali somme, in realtà non corrisposte, con quelle da lui dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali, così percependo indebitamente dallo stesso istituto le corrispondenti erogazioni

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 18575 depositata il 19 giugno 2020 – Dichiarazione infedele per mancata indicazione dei redditi provenienti dai delitti di cui all’art. 646 cod. pen.

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 18575 depositata il 19 giugno 2020 Reati tributari - Dichiarazione infedele - Redditi provenienti dai delitti di cui all'art. 646 cod. pen. - Omessa indicazione - Imposta evasa - Confisca per equivalente Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 17 luglio 2017, il Tribunale di Genova ha condannato [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 18539 depositata il 18 giugno 2020 – Reati di truffa e appropriazione indebita per somme ricevute da clienti per adempimenti fiscali ed amministrativi e per il versamento di imposte e contributi

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 18539 depositata il 18 giugno 2020 Reati di truffa e appropriazione indebita - Somme ricevute da clienti per adempimenti fiscali ed amministrativi e per il versamento di imposte e contributi - Estinzione per prescrizione Ritenuto in fatto 1. Con sentenza del 19/09/2018, la Corte d'Appello di Cagliari - [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 29 maggio 2020, n. 16496 – Agli effetti penali la iscrizione nel registro delle imprese dell’atto di pignoramento della quota societaria, sebbene equiparabile alla trascrizione nei registri immobiliari ai fini della procedura esecutiva, non rileva invece agli effetti dell’integrazione del reato di sottrazione di beni sottoposti a pignoramento, non può esservi dubbio che sin dal momento in cui il debitore abbia ricevuto l’ingiunzione prevista dall’art. 492 cod. proc. civ. da parte dell’ufficiale giudiziario di astenersi dal sottrarre i beni individuati e dei quali abbia la titolarità all’atto del pignoramento

Agli effetti penali la iscrizione nel registro delle imprese dell'atto di pignoramento della quota societaria, sebbene equiparabile alla trascrizione nei registri immobiliari ai fini della procedura esecutiva, non rileva invece agli effetti dell'integrazione del reato di sottrazione di beni sottoposti a pignoramento, non può esservi dubbio che sin dal momento in cui il debitore abbia ricevuto l'ingiunzione prevista dall'art. 492 cod. proc. civ. da parte dell'ufficiale giudiziario di astenersi dal sottrarre i beni individuati e dei quali abbia la titolarità all'atto del pignoramento

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17806 depositata il 10 giugno 2020 – L’obbligo di indicazione nella dichiarazione e di versamento della relativa imposta non deriva dall’effettiva riscossione del corrispettivo, ma dalla emissione, quand’anche antecedente a tale riscossione, della fattura e l’impossibilità di far fronte al versamento in ragione della crisi di liquidità è soggetta a puntuali oneri di allegazione che devono investire non solo l’aspetto della non imputabilità al contribuente della improvvisa crisi economica, ma anche quello della necessità di adottare le misure idonee a fronteggiarla

L’obbligo di indicazione nella dichiarazione e di versamento della relativa imposta non deriva dall’effettiva riscossione del corrispettivo, ma dalla emissione, quand'anche antecedente a tale riscossione, della fattura e l'impossibilità di far fronte al versamento in ragione della crisi di liquidità è soggetta a puntuali oneri di allegazione che devono investire non solo l'aspetto della non imputabilità al contribuente della improvvisa crisi economica, ma anche quello della necessità di adottare le misure idonee a fronteggiarla

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17280 depositata l’ 8 giugno 2020 – Nel reato di omesso versamento di ritenute dovute o certificate la prova dell’elemento costitutivo del reato mediante dimostrazione dell’avvenuto rilascio ai sostituiti delle certificazioni attestanti le ritenute operate dal datore di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17280 depositata l' 8 giugno 2020 Sistema sanzionatorio - Reati tributari - Art. 10 bis del d. Igs. n. 74 del 2000 - Omesso versamento di ritenute dovute o certificate - Prove - Dimostrazione dell'avvenuto rilascio ai sostituiti delle certificazioni attestanti le ritenute operate dal datore di lavoro [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17276 depositata il 8 giugno 2020 – Dimostrabilità degli elementi probatori delle operazioni inesistenti, occultamento e distruzione scritture contabili, dichiarazioni annuali omesse

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17276 depositata il 8 giugno 2020 Violazioni tributarie - Operazioni inesistenti, occultamento e distruzione scritture contabili, dichiarazioni annuali omesse - Elementi probatori - Dimostrabilità Ritenuto in fatto 1. Con sentenza dell'8 marzo 2019, la Corte di appello di Bologna, per quanto in questa sede rileva, confermava la sentenza [...]

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 17236 depositata il 5 giugno 2020 – Il vizio di travisamento della prova può essere dedotto con il ricorso per cassazione, nel caso di cosiddetta ” doppia conforme” sia nell’ipotesi in cui il giudice di appello, per rispondere alle critiche contenute nei motivi di gravame, abbia richiamato dati probatori non esaminati dal primo giudice, sia quando entrambi i giudici del merito siano incorsi nel medesimo travisamento delle risultanze probatorie acquisite in forma di tale macroscopica o manifesta evidenza da imporre, in termini inequivocabili, il riscontro della non corrispondenza delle motivazioni di entrambe le sentenze di merito rispetto al compendio probatorio acquisito nel contraddittorio delle parti

Il vizio di travisamento della prova può essere dedotto con il ricorso per cassazione, nel caso di cosiddetta " doppia conforme" sia nell'ipotesi in cui il giudice di appello, per rispondere alle critiche contenute nei motivi di gravame, abbia richiamato dati probatori non esaminati dal primo giudice, sia quando entrambi i giudici del merito siano incorsi nel medesimo travisamento delle risultanze probatorie acquisite in forma di tale macroscopica o manifesta evidenza da imporre, in termini inequivocabili, il riscontro della non corrispondenza delle motivazioni di entrambe le sentenze di merito rispetto al compendio probatorio acquisito nel contraddittorio delle parti

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