TRIBUTI

Valutazione anti-abuso conferimento dell’azienda affittata nella società affittuaria e cessione delle partecipazioni ricevute in cambio ad una società acquirente previamente costituita mediante il conferimento delle partecipazioni nella società affittuaria medesima – Risposta 13 maggio 2019, n. 138 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 13 maggio 2019, n. 138 Articolo 10-bis della legge 27 luglio 2000, n. 212 e art. 87, 176 e 177 del TUIR di cui al d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 Valutazione anti-abuso conferimento dell’azienda affittata nella società affittuaria e cessione delle partecipazioni ricevute in cambio ad una società acquirente [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 maggio 2019, n. 12131 – Ai fini dell’accertamento delle imposte sui redditi, l’art. 5 cit. esclude che l’Amministrazione possa ancora procedere a determinare, in via induttiva, la plusvalenza realizzata a seguito di cessione di immobile o di azienda solo sulla base del valore dichiarato, accertato o definito ai fini dell’imposta di registro

Nel caso di morte della parte durante il giudizio di legittimità, avvenuta dopo la sua costituzione in giudizio mediante deposito del ricorso o del controricorso, il successore ha facoltà di intervenire nel giudizio, con un atto avente natura sostanziale di atto di intervento (nel quale può essere rilasciata la procura a difensore iscritto nell’albo speciale) che deve essere notificato alla controparte, in vista dell’assicurazione del contraddittorio sulla nuova manifesta legittimazione, non potendo l’intervento detto aver luogo con il mero deposito di un atto nella cancelleria della S.C. e stante l’esigenza di assicurare a tale atto una forma simile a quella del ricorso e del controricorso. Tuttavia, la nullità derivante dall’omissione della notificazione è sanata se le controparti costituite accettino il contraddittorio senza eccezioni

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12605 – Non può ritenersi congruamente motivato il provvedimento di riclassamento che faccia esclusivamente riferimento al rapporto tra il valore di mercato ed il valore catastale nella microzona considerata rispetto all’analogo rapporto sussistente nell’insieme delle microzone comunali

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12605 Tributi - Revisione parziale del classamento ex art. 1, co. 335, L. n. 311 del 2004 - Motivazione del provvedimento di riclassamento - Esclusivo riferimento al rapporto tra valore di mercato e valore catastale nella microzona considerata - Provvedimento illegittimo Rilevato che l'Agenzia delle Entrate [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12522 – Accise sugli oli minerali – Furto di prodotti petroliferi mediante atti fraudolenti – Il giudicato, formatosi in materia di tributi diretti, non è preclusivo delle questioni concernenti il diverso rapporto giuridico d’imposta in tema di IVA, anche se relativo alla stessa annualità e scaturente dalla medesima indagine di fatto

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12522 Tributi - Accise sugli oli minerali - Furto di prodotti petroliferi mediante atti fraudolenti - Avviso di pagamento - Motivazione per relationem a pvc e sentenza di patteggiamento del procedimento penale - Legittimità Fatti di causa La Agenzia delle Dogane di Palermo - in esito [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12520 – In tema di sanzioni amministrative per la violazione di norme tributarie, ai fini dell’affermazione di responsabilità del contribuente, ai sensi dell’art. 5 del d.lgs. n. 472 del 1997, è sufficiente una condotta cosciente e volontaria, senza che occorra, da parte dell’Amministrazione finanziaria, la concreta dimostrazione del dolo o della colpa

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12520 Tributi - Accise - Errata redazione della dichiarazione di consumo - Ravvedimento operoso - Sanzione ex art. 59, co. 1, lett. c), D.Lgs. n. 504 del 1995 - Applicabilità Rilevato che l'I. S.C.R.L., in persona del legale rappresentante p.t. (d'ora in avanti, breviter, "I.") impugnò [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12515 – Quando l’autorità doganale abbia allegato e dimostrato l’irregolarità delle certificazioni presentate, procedendo al recupero “a posteriori” dell’imposta, spetta al dichiarante dimostrare l’esistenza cumulativa di tutti i presupposti indicati dall’art. 220, par. 2, lett. b), del Codice doganale comunitario

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12515 Tributi - Dazi doganali - Determinazione dell’aliquota applicabile - Errore dell'autorità doganale - Buona fede dell’importatore - Recupero dei maggiori dazi dovuti - Esclusione Fatti di causa W.L. S.r.l. impugnò la determina direttoriale con la quale l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, in relazione a [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12507 – L’Amministrazione finanziaria non può pretendere il pagamento dell’imposta sul valore aggiunto all’importazione dal soggetto passivo che si è illegittimamente avvalso del regime di sospensione qualora costui abbia già provveduto all’adempimento, sebbene tardivo, dell’obbligazione tributaria nell’ambito del meccanismo dell’inversione contabile mediante un’autofatturazione ed una registrazione nel registro degli acquisti e delle vendite

in tema d'IVA, la sanzione prevista dall'art. 13 del d.lgs. n. 471 del 1997, applicabile all'importatore che si sia avvalso del sistema di sospensione del versamento dell'imposta all'importazione senza immettere materialmente la merce nel deposito fiscale, deve essere disapplicata per contrarietà al diritto comunitario, così come interpretato dalla Corte di Giustizia nella sentenza 17 luglio 2014, in C-272/13 Equoland, ove ecceda, in ragione della percentuale fissata per la maggiorazione e dell'impossibilità di graduarne la misura alle circostanze concrete, il limite necessario per assicurare l'esatta riscossione ed evitare l'evasione, atteso che, tenuto conto della natura formale della violazione, potrebbero costituire un'adeguata sanzione anche i soli interessi moratori

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 10 maggio 2019, n. 12493 – Determinazione valore imponibile delle plusvalenza tassabile derivanti dalla cessione di terreno inserito in zona destinata ad insediamenti produttivi

l’inclusione di un'area in una zona destinata dal piano regolatore generale a servizi pubblici o di interesse pubblico (quali parcheggi, strade, verde pubblico attrezzato) incide senz'altro nella determinazione del valore venale dell'immobile, da valutare in base alla maggiore o minore potenzialità edificatorie, ma non ne esclude l'oggettivo carattere edificabile, atteso che i vincoli d'inedificabilità assoluta, stabiliti in via generale e preventiva nel piano regolatore generale, vanno tenuti distinti dai vincoli di destinazione che non fanno venir meno l'originaria natura edificabile. Pertanto la cessione di tali aree a titolo oneroso è idonea a determinare l'insorgenza di una plusvalenza imponibile ai fini Irpef a norma dell'art. 67 comma primo lett. 6) d.P.R. 22 dicembre 1986 n. 917, dovendosi considerare che non sussiste alcun elemento interpretativo dal quale desumere che l'espressione "terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria", contenuta nella norma citata, possa tradursi nella più restrittiva accezione di "terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria residenziale

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