CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 28 maggio 2020, n. C-684/18 – Una rettifica di una detrazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) operata inizialmente è obbligatoria nei confronti di un soggetto passivo avente sede in uno Stato membro anche qualora il fornitore di tale soggetto passivo abbia cessato le proprie attività in tale Stato membro e detto fornitore non possa più, per tale motivo, chiedere il rimborso di una parte dell’IVA che ha versato

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 28 maggio 2020, n. C-684/18 Rinvio pregiudiziale - Fiscalità - Imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Articolo 90 - Articoli da 184 a 186 - Principio di neutralità dell’IVA - Rettifica della detrazione dell’imposta operata inizialmente - Riduzioni di prezzo concesse per cessioni intracomunitarie e interne [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 14 maggio 2020, n. C-446/18 – Non ostano a una normativa nazionale che non prevede la possibilità per l’amministrazione tributaria di concedere, prima della conclusione di un procedimento di verifica fiscale relativo a una dichiarazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) che indichi un’eccedenza per un determinato periodo imponibile, il rimborso della parte di tale eccedenza relativa alle operazioni non interessate da tale procedimento al momento del suo avvio, qualora non sia possibile determinare in modo chiaro, preciso e inequivocabile che un’eccedenza di IVA, il cui importo può essere eventualmente inferiore a quello relativo alle operazioni non interessate da tale procedimento, permarrà a prescindere dall’esito di quest’ultimo, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare

Non ostano a una normativa nazionale che non prevede la possibilità per l’amministrazione tributaria di concedere, prima della conclusione di un procedimento di verifica fiscale relativo a una dichiarazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA) che indichi un’eccedenza per un determinato periodo imponibile, il rimborso della parte di tale eccedenza relativa alle operazioni non interessate da tale procedimento al momento del suo avvio, qualora non sia possibile determinare in modo chiaro, preciso e inequivocabile che un’eccedenza di IVA, il cui importo può essere eventualmente inferiore a quello relativo alle operazioni non interessate da tale procedimento, permarrà a prescindere dall’esito di quest’ultimo, circostanza che spetta al giudice del rinvio verificare

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE sentenza n. C‑547/18 del 7 maggio 2020 – L’esistenza, nel territorio di uno Stato membro, di una stabile organizzazione di una società stabilita in uno Stato terzo non può essere desunta, da un prestatore di servizi, dalla mera circostanza che tale società ivi possieda una controllata, e che tale prestatore non è tenuto a prendere informazioni, ai fini di una siffatta valutazione, sui rapporti contrattuali tra i due soggetti

L’esistenza, nel territorio di uno Stato membro, di una stabile organizzazione di una società stabilita in uno Stato terzo non può essere desunta, da un prestatore di servizi, dalla mera circostanza che tale società ivi possieda una controllata, e che tale prestatore non è tenuto a prendere informazioni, ai fini di una siffatta valutazione, sui rapporti contrattuali tra i due soggetti

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 30 gennaio 2020, n. C-513/18 – Normativa nazionale che prevede un’aliquota di accisa ridotta per il gasolio commerciale utilizzato come propellente per il trasporto regolare di passeggeri, e non per il trasporto occasionale di passeggeri – Principio della parità di trattamento

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 30 gennaio 2020, n. C-513/18 Rinvio pregiudiziale - Tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità - Direttiva 2003/96/CE - Articolo 7, paragrafi 2 e 3 - Nozione di "gasolio commerciale utilizzato come propellente" - Normativa nazionale che prevede un’aliquota di accisa ridotta per il gasolio commerciale utilizzato come propellente per [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 aprile 2020, n. C-401/18 – Il soggetto passivo che effettua un trasporto intracomunitario unico di beni in regime di sospensione dall’accisa, con l’intenzione di acquistare tali beni ai fini della sua attività economica una volta che essi siano stati immessi in libera pratica nello Stato membro di destinazione, acquisisce il potere di disporre di detti beni come proprietario, ai sensi della disposizione in parola, a condizione che egli abbia la possibilità di adottare decisioni atte ad incidere sulla situazione giuridica dei medesimi beni, tra cui, in particolare, la decisione di venderli.

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 23 aprile 2020, n. C-401/18 Rinvio pregiudiziale - Sistema comune di imposta sul valore aggiunto (IVA) - Direttiva 2006/112/CE - Articolo 2, paragrafo 1, lettera b) -Acquisto intracomunitario di beni -Articolo 20 - Acquisizione del potere di disporre di un bene come proprietario - Operazioni di acquisto e di [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 aprile 2020, n. C-507/18 – Non osta ad una normativa nazionale in virtù della quale un’associazione di avvocati, la cui finalità statutaria consista nel difendere in giudizio le persone aventi segnatamente un determinato orientamento sessuale e nel promuovere la cultura e il rispetto dei diritti di tale categoria di persone, sia, in ragione di tale finalità e indipendentemente dall’eventuale scopo di lucro dell’associazione stessa, automaticamente legittimata ad avviare un procedimento giurisdizionale inteso a far rispettare gli obblighi risultanti dalla direttiva summenzionata e, eventualmente, ad ottenere il risarcimento del danno, nel caso in cui si verifichino fatti idonei a costituire una discriminazione, ai sensi di detta direttiva, nei confronti della citata categoria di persone e non sia identificabile una persona lesa.

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 23 aprile 2020, n. C-507/18 Parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro - Direttiva 2000/78/CE - Art. 3, par. 1, lett. a), art. 8, par. 1, e art. 9, par. 2 - Divieto di discriminazioni fondate sull’orientamento sessuale - Condizioni di accesso all’occupazione e [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 aprile 2020, n. C-710/18 – Illegittima la una normativa nazionale la quale, ai fini della determinazione dell’importo della retribuzione di un lavoratore in qualità di docente scolastico presso un ente territoriale, prende in considerazione solo fino a un periodo complessivo massimo di tre anni i precedenti periodi di attività svolti da detto lavoratore presso un datore di lavoro diverso da tale ente, situato in un altro Stato membro, qualora l’attività in questione sia equivalente a quella che tale lavoratore è tenuto a svolgere nell’ambito della suddetta funzione di docente scolastico

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 23 aprile 2020, n. C-710/18 Libera circolazione dei lavoratori - Articolo 45, paragrafo 1, TFUE - Retribuzione - Inquadramento nei livelli di un sistema retributivo - Sistema retributivo che collega il beneficio di una retribuzione più elevata all’anzianità maturata presso il medesimo datore di lavoro - Limitata presa in [...]

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE – Sentenza 23 gennaio 2020, n. C-29/19 – Illegittimità della normativa nazionale qualora non tenga conto della retribuzione percepita dopo la cessazione del rapporto di lavoro nel calcolo delle prestazioni di disoccupazione

CORTE DI GIUSTIZIA CE-UE - Sentenza 23 gennaio 2020, n. C-29/19 Previdenza sociale - Lavoratori migranti - Regolamento (CE) n. 883/2004 - Prestazioni di disoccupazione - Calcolo - Mancata considerazione dell’ultima retribuzione percepita nello Stato membro di residenza - Periodo di riferimento troppo breve - Retribuzione percepita dopo la cessazione del rapporto di lavoro - [...]

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