IVA

Rivalsa da accertamento ai sensi dell’art. 60, comma settimo, d.P.R. 633/1972 – Risposta 26 novembre 2018, n. 84 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 26 novembre 2018, n. 84 Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000 n. 212 - Rivalsa da accertamento ai sensi dell’art. 60, comma settimo, d.P.R. 633/1972 Quesito La società Alfa, esercente attività di commercio al dettaglio di articoli di abbigliamento e accessori, chiede chiarimenti in merito alla [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 23 novembre 2018, n. 30354 – In tema di IVA, posto che è soggetto passivo l’imprenditore che esercita la propria attività in modo indipendente, sopportandone individualmente il relativo rischio, di per sé non risponde a tale nozione l’associazione temporanea d’imprese. Ne consegue che, non ravvisandosi un unitario soggetto passivo, non è consentito all’associazione temporanea d’imprese di valersi del metodo del reverse charge ai fini dell’assolvimento dell’iva

In tema di IVA, posto che è soggetto passivo l'imprenditore che esercita la propria attività in modo indipendente, sopportandone individualmente il relativo rischio, di per sé non risponde a tale nozione l'associazione temporanea d'imprese, la quale designa un fenomeno di raggruppamento di più imprese che per aggiudicarsi un appalto presentano un'offerta unitaria, conservando la propria indipendenza giuridica: e ciò a prescindere dalla configurazione del raggruppamento come orizzontale, ossia concernente lo svolgimento di attività omogenee, oppure verticale, cioè riguardante l'esecuzione di attività disomogenee. Ne consegue che, non ravvisandosi un unitario soggetto passivo, non è consentito all'associazione temporanea d'imprese di valersi del metodo del reverse charge ai fini dell'assolvimento dell'iva

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 novembre 2018, n. 30377 – Il credito IVA può essere essere compensato dal contribuente, a pena di decadenza, “al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto”

In tema di cd. "condono tombale", l'Erario può accertare i crediti da agevolazione esposti dal contribuente nella dichiarazione, in quanto il condono - avendo come scopo il recupero di risorse finanziarie e la riduzione del contenzioso e non già l'accertamento dell'imponibile - elide in tutto o in parte, per sua natura, il debito fiscale, ma non opera sui crediti che il contribuente possa vantare nei confronti del fisco, che restano soggetti all'eventuale contestazione da parte dell'Ufficio

Trattamento IVA delle prestazioni di servizi relativi a beni immobili – Art. 7 quater del DPR 633/72 – Risposta 22 novembre 2018, n. 77 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 22 novembre 2018, n. 77 Trattamento IVA delle prestazioni di servizi relativi a beni immobili - Art. 7 quater, decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 - Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 Quesito L’Associazione istante gestisce un Compendio immobiliare mettendo [...]

Regime di non imponibilità IVA alle fasi (studio, progettazione, ecc.) inerenti alla costruzione del segmento di terra (ground segment) – Risposta 22 novembre 2018, n. 76 dell’Agenzia delle Entrate

AGENZIA DELLE ENTRATE - Risposta 22 novembre 2018, n. 76 Regime di non imponibilità IVA - Articolo 8-bis), d.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - Articolo 11, comma 1, lett. a), legge 27 luglio 2000, n. 212 Con l’interpello specificato in oggetto è stato esposto il seguente Quesito L’istante fa presente di stipulare frequentemente contratti [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 novembre 2018, n. 30218 – Va riconosciuto il diritto di detrazione Iva per lavori di ristrutturazione o manutenzione anche in ipotesi di immobili di proprietà di terzi, purché sia presente un nesso di strumentalità con l’attività di impresa o professionale, anche se quest’ultima sia potenziale o di prospettiva

deve riconoscersi il diritto di detrazione Iva per lavori di ristrutturazione o manutenzione anche in ipotesi di immobili di proprietà di terzi, purché sia presente un nesso di strumentalità con l'attività di impresa o professionale, anche se quest'ultima sia potenziale o di prospettiva. E ciò pure se - per cause estranee al contribuente - la predetta attività non abbia poi potuto concretamente esercitarsi

CORTE DI GIUSTIZIA CE – UE – Sentenza 21 novembre 2018, n. C-648/16 – IVA – La direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006 non osta ad una normativa nazionale che consenta all’Amministrazione finanziaria, a fronte di gravi divergenze tra i redditi dichiarati ed i redditi stimati sulla base di studi di settore, di ricorrere ad un metodo induttivo, basato sugli studi di settore stessi a condizione che tale normativa e la sua applicazione permettano al contribuente stesso di contestare, sulla base di tutte le prove contrarie di cui disponga, le risultanze derivanti da tale metodo

La direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, nonché i principi di neutralità fiscale e di proporzionalità devono essere interpretati nel senso che non ostano ad una normativa nazionale, come quella oggetto del procedimento principale, che consenta all’Amministrazione finanziaria, a fronte di gravi divergenze tra i redditi dichiarati ed i redditi stimati sulla base di studi di settore, di ricorrere ad un metodo induttivo, basato sugli studi di settore stessi, al fine di accertare il volume d’affari realizzato dal contribuente e procedere, di conseguenza, a rettifica fiscale con imposizione di una maggiorazione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA), a condizione che tale normativa e la sua applicazione permettano al contribuente stesso, nel rispetto dei principi di neutralità fiscale, di proporzionalità nonché del diritto di difesa, di contestare, sulla base di tutte le prove contrarie di cui disponga, le risultanze derivanti da tale metodo e di esercitare il proprio diritto alla detrazione dell’imposta

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