lavoro

Principi fondamentali, orientamenti europei e disciplina italiana e tutela dei dati personali nei sistemi di monitoraggio dei dipendenti

Il Provvedimento n. 755 del 18 dicembre 2025, emanato dal Garante per la protezione dei dati personali, si configura come un atto di particolare rilievo nell’interpretazione e nell’applicazione dei principi del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e del Codice in materia di protezione dei dati personali (D.lgs. 196/2003, come modificato dal D.lgs. 101/2018) nei contesti lavorativi caratterizzati [...]

Il recesso datoriale nei confronti dei lavoratori pensionati: analisi normativa e giurisprudenziale

Il rapporto tra pensione di vecchiaia e rapporto di lavoro subordinato si colloca all’incrocio tra disciplina previdenziale e disciplina dei licenziamenti. La giurisprudenza di legittimità ha progressivamente chiarito che il conseguimento della pensione di vecchiaia non estingue automaticamente il rapporto, ma ne modifica il regime di stabilità, consentendo al datore di lavoro l’esercizio del recesso [...]

Il parametro dell’art. 36 Cost.: l’esame delle norme contrattuali quale presupposto dell’accertamento di adeguatezza retributiva

Nell’ordinanza della Sezione Lavoro n. 31188 depositata il 28 novembre 2025 la Corte di Cassazione ha ribadito un principio di grande rilievo nell’ambito delle liti retributive: il richiamo ai canoni costituzionali – quale, in particolare, l’art. 36 Cost. – non può prescindere da un esame compiuto delle norme contrattuali che disciplinano il trattamento retributivo del [...]

L’imposta sostitutiva su aumenti retributivi, indennità di turno, lavoro notturno e festivo nella legge di bilancio 2026

Con la legge 30 dicembre 2025, n. 199 (c.d. Legge di Bilancio 2026), il legislatore ha introdotto due distinti regimi agevolativi di imposta sostitutiva IRPEF e addizionali nel settore privato per il periodo d’imposta 2026: un regime destinato agli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali, disciplinato all’art. 1, comma 7; un regime autonomo destinato alle [...]

Demansionamento e risarcimento del danno: profili probatori e liquidazione secondo i giudici di legittimità

La Suprema Corte con l'Ordinanza n. 1195 del 20 gennaio 2026  – Sezione Lavoro ha fornito un contributo sull’interpretazione delle categorie giuridiche che articolano il fenomeno del demansionamento, con particolare riguardo alla prova e quantificazione del danno patrimoniale e non patrimoniale del lavoratore. Il caso concreto La vicenda trae origine dal rapporto di lavoro intercorso [...]

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32433 depositata il 12 dicembre 2025 – La lavoratrice ha diritto di continuare ad usufruire della corresponsione dell’indennità, essendo previsto, dall’art. 24 d.lgs. n. 151 del 2001 il prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per la cessazione dell’attività dell’azienda che si verifichino durante i periodi di congedo per maternità previsti dall’art. 17 della legge n. 151 del 2001

La lavoratrice ha diritto di continuare ad usufruire della corresponsione dell’indennità, essendo previsto, dall’art. 24 d.lgs. n. 151 del 2001 il prolungamento del diritto alla corresponsione del trattamento economico anche nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro per la cessazione dell’attività dell'azienda che si verifichino durante i periodi di congedo per maternità previsti dall’art. 17 della legge n. 151 del 2001

CORTE di CASSAZIONE, sezione lavoro, Ordinanza n. 32680 depositata il 15 dicembre 2025 – Il criterio della cd. mensilizzazione – in virtù del quale la retribuzione mensile, insensibile alle variazioni orarie, è corrisposta ai lavoratori in misura fissa – non esclude la necessità, ai fini della commisurazione di altri istituti retributivi, di individuare il valore della retribuzione mensile oraria, la quale va individuata attraverso l’utilizzo del parametro convenzionale del divisore 173, da impiegare per tutti i lavoratori, senza che occorra procedere ad un riproporzionamento per quei dipendenti (turnisti, a doppio turno, ecc.) che osservano un orario inferiore alle 40 ore settimanali ed alle 173 ore mensili

Il criterio della cd. mensilizzazione - in virtù del quale la retribuzione mensile, insensibile alle variazioni orarie, è corrisposta ai lavoratori in misura fissa - non esclude la necessità, ai fini della commisurazione di altri istituti retributivi, di individuare il valore della retribuzione mensile oraria, la quale va individuata attraverso l'utilizzo del parametro convenzionale del divisore 173, da impiegare per tutti i lavoratori, senza che occorra procedere ad un riproporzionamento per quei dipendenti (turnisti, a doppio turno, ecc.) che osservano un orario inferiore alle 40 ore settimanali ed alle 173 ore mensili

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