sicurezza sul lavoro

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 39741 depositata il  27 settembre 2019 – Assume la posizione di garante colui il quale di fatto si accolla e svolge i poteri del datore di lavoro, del dirigente o del preposto. in tema di responsabilità degli enti derivante da reati colposi di evento in violazione della normativa antinfortunistica, i criteri di imputazione oggettiva rappresentati dall’interesse e dal vantaggio, da riferire entrambi alla condotta del soggetto agente e non all’evento

Assume la posizione di garante colui il quale di fatto si accolla e svolge i poteri del datore di lavoro, del dirigente o del preposto. in tema di responsabilità degli enti derivante da reati colposi di evento in violazione della normativa antinfortunistica, i criteri di imputazione oggettiva rappresentati dall'interesse e dal vantaggio, da riferire entrambi alla condotta del soggetto agente e non all'evento

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 ottobre 2019, n. 25689 – La responsabilità dell’imprenditore ex art. 2087 cod.civ., pur non essendo di carattere oggettivo, deve ritenersi volta a sanzionare l’omessa predisposizione da parte del datore di lavoro di tutte quelle misure e cautele atte a preservare l’integrità psicofisica e la salute del lavoratore nel luogo di lavoro, tenuto conto del concreto tipo di lavorazione e del connesso rischio

La responsabilità dell'imprenditore ex art. 2087 cod.civ., pur non essendo di carattere oggettivo, deve ritenersi volta a sanzionare l'omessa predisposizione da parte del datore di lavoro di tutte quelle misure e cautele atte a preservare l’integrità psicofisica e la salute del lavoratore nel luogo di lavoro, tenuto conto del concreto tipo di lavorazione e del connesso rischio

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 41217 depositata il 8 ottobre 2019 – Responsabilità del legale rappresentante nell’infortunio sul lavoro costituente il reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche

CORTE DI CASSAZIONE, sezione penale, sentenza n. 41217 depositata il 8 ottobre 2019 Infortunio sul lavoro - Responsabilità del legale rappresentante - Reato di omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme antinfortunistiche - Messa a disposizione dei propri dipendenti di un macchinario intrinsecamente pericoloso, perché non adeguatamente ancorato - Nessuna verifica di prima istallazione - [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 ottobre 2019, n. 25401 – In tema di tutela delle condizioni di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro, gli indumenti con funzione protettiva dal contatto con sostanze nocive o patogene rientrano tra i dispositivi di protezione individuale sicché rispetto ad essi è configurabile un obbligo a carico del datore di lavoro di continua fornitura e di mantenimento in stato di efficienza

In tema di tutela delle condizioni di igiene e sicurezza dei luoghi di lavoro, gli indumenti con funzione protettiva dal contatto con sostanze nocive o patogene rientrano tra i dispositivi di protezione individuale sicché rispetto ad essi è configurabile un obbligo a carico del datore di lavoro di continua fornitura e di mantenimento in stato di efficienza

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 02 ottobre 2019, n. 24629 – Non necessità di un previo accertamento in sede penale del fatto costituente reato ai fini della possibilità per l’istituto assicuratore di esperire l’azione di regresso, tanto che costituisce oramai principio consolidato quello dell’autonomia del giudizio di regresso rispetto a quello condotto in sede penale

Non necessità di un previo accertamento in sede penale del fatto costituente reato ai fini della possibilità per l'istituto assicuratore di esperire l'azione di regresso, tanto che costituisce oramai principio consolidato quello dell'autonomia del giudizio di regresso rispetto a quello condotto in sede penale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 02 ottobre 2019, n. 24627 – In tema di liquidazione dei danni patrimoniali da invalidità permanente in favore del soggetto leso o da morte in favore dei superstiti, ove il giudice di merito utilizzi il criterio della capitalizzazione del danno patrimoniale futuro, adottando i coefficienti di capitalizzazione della rendita fissati nelle tabelle di cui al R.D. 9 ottobre 1922, n. 1403, egli deve adeguare detto risultato ai mutati valori reali dei due fattori posti a base delle tabelle adottate

In tema di liquidazione dei danni patrimoniali da invalidità permanente in favore del soggetto leso o da morte in favore dei superstiti, ove il giudice di merito utilizzi il criterio della capitalizzazione del danno patrimoniale futuro, adottando i coefficienti di capitalizzazione della rendita fissati nelle tabelle di cui al R.D. 9 ottobre 1922, n. 1403, egli deve adeguare detto risultato ai mutati valori reali dei due fattori posti a base delle tabelle adottate

Interpello ai sensi dell’articolo 12 del d.lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni. “Chiarimenti in merito l’obbligo di cui art. 148 comma 1 del D.Lgs. 81/2008” – Interpello 01 ottobre 2019, n. 6 del Ministero del Lavoro

 MINISTERO LAVORO E POLITICHE SOCIALI - Interpello 01 ottobre 2019, n. 6 Interpello ai sensi dell'articolo 12 del d.lgs. n. 81/2008 e successive modificazioni. "Chiarimenti in merito l’obbligo di cui art. 148 comma 1 del D.Lgs. 81/2008". Seduta della Commissione del 15 luglio 2019 La Federazione Sindacale Italiana dei Tecnici e Coordinatori della Sicurezza ha [...]

Corte di Cassazione, sezione penale, sentenza n. 37761 depositata il 12 settembre 2019 – In materia di infortuni sul lavoro, in caso di lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto o di prestazione di opera, il committente, anche quando non si ingerisce nella loro esecuzione, rimane comunque obbligato a verificare l’idoneità tecnico – professionale dell’impresa e dei lavoratori autonomi prescelti in relazione ai lavori affidati

In materia di infortuni sul lavoro, in caso di lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto o di prestazione di opera, il committente, anche quando non si ingerisce nella loro esecuzione, rimane comunque obbligato a verificare l'idoneità tecnico - professionale dell'impresa e dei lavoratori autonomi prescelti in relazione ai lavori affidati, dovendosi, peraltro, escludere che la non idoneità possa essere ritenuta per il solo fatto dell'avvenuto infortunio, in quanto il difetto di diligenza nella scelta dell'impresa esecutrice deve formare oggetto di specifica motivazione da parte del giudice

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