ATTI IMPOSITIVI

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 aprile 2019, n. 10163 – In tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, non è configurabile alcun obbligo di motivazione della delibera comunale di determinazione della tariffa di cui all’art. 65 del d.lgs. 15 novembre 1993, n. 507, poiché la stessa, al pari di qualsiasi atto amministrativo a contenuto generale o collettivo, si rivolge ad una pluralità indistinta, anche se determinabile “ex post”, di destinatari, occupanti o detentori, attuali o futuri, di locali ed aree tassabili”

n tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), è legittima la delibera comunale di approvazione del regolamento e delle relative tariffe, in cui la categoria degli esercizi alberghieri venga distinta da quella delle civili abitazioni, ed assoggettata ad una tariffa notevolmente superiore a quella applicabile a queste ultime: la maggiore capacità produttiva di un esercizio alberghiero rispetto ad una civile abitazione costituisce infatti un dato di comune esperienza, emergente da un esame comparato dei regolamenti comunali in materia, ed assunto quale criterio di classificazione e valutazione quantitativa della tariffa anche dal d.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, ha ritenuto legittima l'attività regolamentare del Comune che ha inteso individuare e meglio sub-articolare categorie- nel rispetto del principio della capacità contributiva di cui all'art. 59 Cost - con differente potenziale produttività di rifiuti.

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 11 aprile 2019, n. 10157 – In tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), l’imposta è dovuta unicamente per il fatto di occupare o detenere locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, ad eccezione di quelle pertinenziali o accessorie ad abitazione, mentre le deroghe indicate dal comma 2 della norma e le riduzioni delle tariffe stabilite dal successivo art. 66 non operano in via automatica in base alla mera sussistenza delle previste situazioni di fatto, dovendo il contribuente dedurre e provare i relativi presupposti

in tema di tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (TARSU), l’imposta è dovuta, ai sensi dell'art. 62, comma 1, del d.lgs. n. 507 del 1993 per la disponibilità dell'area produttrice di rifiuti e, dunque, unicamente per il fatto di occupare o detenere locali ed aree scoperte a qualsiasi uso adibiti, ad eccezione di quelle pertinenziali o accessorie ad abitazione, mentre le deroghe indicate dal comma 2 della norma e le riduzioni delle tariffe stabilite dal successivo art. 66 non operano in via automatica in base alla mera sussistenza delle previste situazioni di fatto, dovendo il contribuente dedurre e provare i relativi presupposti. Spetta al contribuente l'onere di fornire all'amministrazione comunale i dati relativi all'esistenza e alla delimitazione delle aree in cui vengono prodotti rifiuti speciali non assimilati a quelli urbani

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 aprile 2019, n. 9950 – Il procedimento di “revisione parziale del classamento” non essendo diversamente disciplinato se non in relazione al suo presupposto fattuale resta soggetto alle medesime regole dettate ai fini della “revisione del classamento”

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 09 aprile 2019, n. 9950 Tributi - Accertamento catastale - Revisione di classamento generalizzato di tutte le unità immobiliari comprese nella microzona ex art. 1, co. 335 Legge n. 311/2004 - Difetto di motivazione - Omessa indicazione dei presupposti di fatto e delle ragioni giuridiche dell’atto - Nullità dell’accertamento Ritenuto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 aprile 2019, n. 9613 – I rifiuti speciali non assimilabili sono regolati dall’art. 62, comma 3, del d.lgs. n. 507 del 1993, ai sensi del quale i locali ove si producono tali rifiuti sono esenti dal pagamento dell’imposta

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 05 aprile 2019, n. 9613 Tributi - TIA - Stabilimento industriale - Applicazione del tributo - Legittimità Fatti rilevanti e ragioni della decisione 1. La contribuente propone due motivi di ricorso per la cassazione della sentenza con cui la CTR per la Toscana, confermando la pronuncia di primo grado, ha [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 05 aprile 2019, n. 9612 – TIA – I rifiuti speciali non assimilabili sono assoggettati ad una disciplina normativa differente da quella prevista per quelli assimilabili. In particolare, i rifiuti speciali non assimilabili sono regolati dall’art. 62, comma 3, del d.lgs. n. 507 del 1993, ai sensi del quale i locali ove si producono tali rifiuti sono esenti dal pagamento dell’imposta

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 05 aprile 2019, n. 9612 Tributi - TIA - Superfici sulle quali si svolgano lavorazioni industriali - Produzione di rifuiti speciali - Esenzione dalla Tia - Esclusione - Quota variabile - Riduzione in proporzione allo smaltimento in proprio - Onere di prova a carico del contribuente Fatti rilevanti e ragioni [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 05 aprile 2019, n. 9623 – Una volta che l’atto impositivo sia divenuto definitivo, per omessa, tempestiva impugnazione nel termine di decadenza, non è ammessa la deduzione di questioni inerenti alla fondatezza della pretesa tributaria in sede di impugnazione del provvedimento negativo adottato dall’ente impositore sulla istanza proposta dal contribuente in via di autotutela

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 05 aprile 2019, n. 9623 Tributi locali - Tassa sullo smaltimento dei rifiuti solidi urbani - Opificio - Accertamento - Riscossione Ritenuto che 1. - La Commissione tributaria regionale della Campania, con sentenza n. 5016 del 5 maggio 2014 (dep. il 22 maggio 2014), in accoglimento del gravame dell'Ente impositore, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 aprile 2019, n. 9209 – In caso di conferimento in una società di beni immobili, diritti immobiliari od aziende, la base imponibile ai fini dell’applicazione dell’imposta di registro va determinata deducendo dai beni e diritti conferiti solo ed unicamente le passività e gli oneri inerenti all’oggetto del trasferimento stesso e non anche le passività e gli oneri che, pur gravanti sull’immobile conferito, non possono dirsi assunte dalla società conferitaria per finalità connesse al perseguimento del proprio oggetto sociale

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 aprile 2019, n. 9209 Tributi - Imposta di registro - Immobili - Valore reale del bene - Art. 50, DPR n. 131/1986 Rilevato che: 1. Con la sentenza indicata in epigrafe la CTR della Lombardia ha rigettato l'appello proposto dall'Agenzia delle entrate avverso la sentenza della CTP di Bergamo, [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 marzo 2019, n. 8628 – Ai fini ICI le risultanze anagrafiche rivestono un valore meramente presuntivo circa il luogo di residenza effettiva, e possono essere superate da una prova contraria, desumibile da qualsiasi fonte di convincimento; il relativo apprezzamento costituisce valutazione demandata al giudice di merito e sottratta al controllo di legittimità, ove adeguatamente motivata

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 28 marzo 2019, n. 8628 Tributi locali - ICI - Accertamento - Unità immobiliari - Agevolazioni per abitazione principale Fatti di causa M.T.B. ha impugnato l'avviso di accertamento dell'imposta comunale sugli immobili (ICI), per l'anno 2005, contestando, tra l'altro, il mancato riconoscimento, nella determinazione dell'importo dovuto, dell'agevolazione prevista per l'abitazione [...]

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