licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 27 maggio 2021, n. 14814 – Nelle aziende addette ai pubblici servizi di trasporto, per le quali opera il regime previdenziale speciale introdotto dal d. lgs. 29 giugno 1996, n. 414, un addetto al personale viaggiante ultrasessantenne in possesso del requisito anagrafico per il conseguimento della pensione di vecchiaia anticipata, previsto al raggiungimento di un’età ridotta di 5 anni rispetto a quella tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio, non può essere licenziato ai sensi dell’art. 4, co. 2, l. n. 108 del 1990 in presenza di una volontà espressa del lavoratore medesimo volta a non accedere al pensionamento anticipato ed a permanere in servizio

Nelle aziende addette ai pubblici servizi di trasporto, per le quali opera il regime previdenziale speciale introdotto dal d. lgs. 29 giugno 1996, n. 414, un addetto al personale viaggiante ultrasessantenne in possesso del requisito anagrafico per il conseguimento della pensione di vecchiaia anticipata, previsto al raggiungimento di un'età ridotta di 5 anni rispetto a quella tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio, non può essere licenziato ai sensi dell'art. 4, co. 2, l. n. 108 del 1990 in presenza di una volontà espressa del lavoratore medesimo volta a non accedere al pensionamento anticipato ed a permanere in servizio

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 21 maggio 2021, n. 14062 – In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le indennità spettanti sono assoggettate alla prescrizione quinquennale ex art. 2948 n. 5 cod. civ. e non all’ordinario termine decennale, a prescindere dalla natura, retributiva o previdenziale, dell’indennità medesima, ovvero dal tipo di rapporto, subordinato o parasubordinato, in essere, in ragione dell’esigenza di evitare le difficoltà probatorie derivanti dall’eccessiva sopravvivenza dei diritti sorti nel momento della chiusura del rapporto

In caso di cessazione del rapporto di lavoro, le indennità spettanti sono assoggettate alla prescrizione quinquennale ex art. 2948 n. 5 cod. civ. e non all'ordinario termine decennale, a prescindere dalla natura, retributiva o previdenziale, dell'indennità medesima, ovvero dal tipo di rapporto, subordinato o parasubordinato, in essere, in ragione dell'esigenza di evitare le difficoltà probatorie derivanti dall'eccessiva sopravvivenza dei diritti sorti nel momento della chiusura del rapporto

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 maggio 2021, n. 14180 – In tema di licenziamenti collettivi, quando la comunicazione ex art. 4, comma 9, l. n. 223 del 1991 carente sotto il profilo formale delle indicazioni relative alle modalità di applicazione dei criteri di scelta si sia risolta nell’accertata illegittima applicazione di tali criteri vi è annullamento del licenziamento, con condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un’indennità risarcitoria in misura non superiore alle dodici mensilità ai sensi dell’art. 18, comma 4, st.lav. come risultante dall’art. 1, comma 42, della l. n. 92 del 2012

In tema di licenziamenti collettivi, quando la comunicazione ex art. 4, comma 9, l. n. 223 del 1991 carente sotto il profilo formale delle indicazioni relative alle modalità di applicazione dei criteri di scelta si sia risolta nell'accertata illegittima applicazione di tali criteri vi è annullamento del licenziamento, con condanna alla reintegrazione nel posto di lavoro e al pagamento di un'indennità risarcitoria in misura non superiore alle dodici mensilità ai sensi dell’art. 18, comma 4, st.lav. come risultante dall'art. 1, comma 42, della l. n. 92 del 2012

TRIBUNALE DI VENEZIA – Ordinanza 17 maggio 2021 – Il licenziamento comminato durante il divieto per COVID-19 va dichiarato nullo, in quanto disposto in contrasto a norma imperativa comportante specifico divieto, sicché ex art. 18, co. 1, L. 300/70 (…) va condannata a reintegrare il ricorrente nelle proprie mansioni ed a corrispondergli un risarcimento del danno quantificato in un’indennità pari alle retribuzione perdute

Il licenziamento comminato durante il divieto per COVID-19 va dichiarato nullo, in quanto disposto in contrasto a norma imperativa comportante specifico divieto, sicché ex art. 18, co. 1, L. 300/70 (...) va condannata a reintegrare il ricorrente nelle proprie mansioni ed a corrispondergli un risarcimento del danno quantificato in un'indennità pari alle retribuzione perdute

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 maggio 2021, n. 13861 – In tema di tutela della lavoratrice madre, la deroga al divieto di licenziamento di cui all’art. 54, comma 3, lett. b), del d.lgs. n. 151 del 2001, dall’inizio della gestazione fino al compimento dell’età di un anno del bambino, opera solo in caso di cessazione dell’intera attività aziendale

In tema di tutela della lavoratrice madre, la deroga al divieto di licenziamento di cui all'art. 54, comma 3, lett. b), del d.lgs. n. 151 del 2001, dall'inizio della gestazione fino al compimento dell'età di un anno del bambino, opera solo in caso di cessazione dell’intera attività aziendale

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 19 maggio 2021, n. 13643 – Il concetto di “manifesta insussistenza” del fatto posto a base di un recesso per giustificato motivo oggettivo è stato oggetto di elaborazione e si è ritenuto che esso debba essere riferito “ad una evidente e facilmente verificabile assenza dei presupposti giustificativi del licenziamento che consenta di apprezzare la chiara pretestuosità del recesso”

Il concetto di "manifesta insussistenza" del fatto posto a base di un recesso per giustificato motivo oggettivo è stato oggetto di elaborazione e si è ritenuto che esso debba essere riferito "ad una evidente e facilmente verificabile assenza dei presupposti giustificativi del licenziamento che consenta di apprezzare la chiara pretestuosità del recesso"

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 26 aprile 2021, n. 10992 – Facoltà datoriale di intimazione di un nuovo licenziamento pe diverse circostanze sopravvenute

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 26 aprile 2021, n. 10992 Licenziamento collettivo - Reintegrazione - Facoltà datoriale di intimazione di un nuovo licenziamento - Diverse circostanze sopravvenute Fatti di causa Con sentenza 11 ottobre 2016, la Corte d'appello di Salerno dichiarava illegittimo e annullava il licenziamento, a seguito di procedura collettiva, intimato da A. G. [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 23 aprile 2021, n. 10870 – La mancata previsione della forma scritta per la proroga sia oggi bilanciata dai nuovi e più flessibili meccanismi sanzionatori descritti, comportanti maggiorazioni retributive per la prosecuzione del rapporto oltre la scadenza iniziale, oltre alla trasformazione del contratto in rapporto a tempo indeterminato qualora tale prosecuzione superi i detti limiti di venti o trenta giorni

La mancata previsione della forma scritta per la proroga sia oggi bilanciata dai nuovi e più flessibili meccanismi sanzionatori descritti, comportanti maggiorazioni retributive per la prosecuzione del rapporto oltre la scadenza iniziale, oltre alla trasformazione del contratto in rapporto a tempo indeterminato qualora tale prosecuzione superi i detti limiti di venti o trenta giorni

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