licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 03 dicembre 2020, n. 27750 – Risarcimento del danno per licenziamento individuale annullato

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 03 dicembre 2020, n. 27750 Licenziamento individuale - Risarcimento del danno - Retribuzione globale di fatto - Emolumenti eventuali, occasionali o eccezionali - Esclusione - Fattispecie Rilevato Che la Corte di Appello di Genova, con sentenza pubblicata in data 19.11.2015, ha accolto parzialmente il gravame interposto dalla T.I. S.p.A., nei [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 28 dicembre 2020, n. 29672 – Licenziamento per superamento del periodo di comporto – Periodo di protrazione dell’assenza oltre il comporto – Sussistenza di un caso “particolarmente grave” – Condizioni per l’ulteriore periodo di comporto-aspettativa

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 28 dicembre 2020, n. 29672 Licenziamento per superamento del periodo di comporto - Periodo di protrazione dell'assenza oltre il comporto - Sussistenza di un caso "particolarmente grave" - Condizioni per l'ulteriore periodo di comporto-aspettativa - Condizioni sanitarie temporaneamente esistenti in quel frangente Fatti di causa 1. La Corte d'Appello di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 dicembre 2020, n. 28816 – Non possono trovare ingresso in sede giudiziaria tutte quelle censure con le quali, senza contestare specifiche violazioni delle prescrizioni dettate dai citati artt. 4 e 5 e senza fornire la prova di maliziose elusioni dei poteri di controllo delle organizzazioni sindacali e delle procedure di mobilità al fine di operare discriminazioni tra i lavoratori, si finisce per investire l’autorità giudiziaria di una indagine sulla presenza di “effettive” esigenze di riduzione o trasformazione dell’attività produttiva

Non possono trovare ingresso in sede giudiziaria tutte quelle censure con le quali, senza contestare specifiche violazioni delle prescrizioni dettate dai citati artt. 4 e 5 e senza fornire la prova di maliziose elusioni dei poteri di controllo delle organizzazioni sindacali e delle procedure di mobilità al fine di operare discriminazioni tra i lavoratori, si finisce per investire l'autorità giudiziaria di una indagine sulla presenza di "effettive" esigenze di riduzione o trasformazione dell’attività produttiva

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 dicembre 2020, n. 29595 – In tema di licenziamento disciplinare, circa la relatività del concetto di immediatezza della contestazione, dovendo – il giudice di merito – dare conto delle ragioni che possono cagionare il ritardo, valutazione insindacabile in sede di legittimità, se sorretta da motivazione adeguata e priva di vizi logici

In tema di licenziamento disciplinare, circa la relatività del concetto di immediatezza della contestazione, dovendo - il giudice di merito - dare conto delle ragioni che possono cagionare il ritardo, valutazione insindacabile in sede di legittimità, se sorretta da motivazione adeguata e priva di vizi logici

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 15 dicembre 2020, n. 28630 – Licenziamento disciplinare per frasi minacciose proferite all’indirizzo di un componente della RSU aziendale nel corso di una assemblea

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 15 dicembre 2020, n. 28630 Licenziamento disciplinare - Frasi minacciose proferite all'indirizzo di un componente della RSU aziendale nel corso di una assemblea - Nessun grave nocumento morale o materiale subito dall'azienda per effetto della condotta - Intemperanze verbali, ricompresa nella fattispecie suscettibile di una sanzione meramente conservativa Fatti di [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 novembre 2020, n. 25977 – Licenziamento per giusta causa – Onere della prova della giusta causa spetta al datore di lavoro, con congrue e corrette argomentazioni

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 16 novembre 2020, n. 25977 Mansioni di programmatore junior - Licenziamento per giusta causa - Onere della prova della giusta causa spetta al datore di lavoro, con congrue e corrette argomentazioni - Fatti addebitati - Inadempimento degli obblighi contrattuali - Impedita la prosecuzione del rapporto di lavoro - Condotte gravi [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 04 dicembre 2020, n. 27912 – Deve escludersi la rilevanza oggettiva della malattia, ancorché non tempestivamente comunicata al datore di lavoro, in quanto non integrante ex se ragione obiettiva di illegittimità del licenziamento, ma elemento di fatto al fine del computo del periodo di comporto, rispetto al quale il datore di lavoro deve essere necessariamente edotto, tenuto conto del ragionevole spatium deliberarteli di cui dispone per una valutazione conveniente della sequenza di episodi morbosi del lavoratore

Deve escludersi la rilevanza oggettiva della malattia, ancorché non tempestivamente comunicata al datore di lavoro, in quanto non integrante ex se ragione obiettiva di illegittimità del licenziamento, ma elemento di fatto al fine del computo del periodo di comporto, rispetto al quale il datore di lavoro deve essere necessariamente edotto, tenuto conto del ragionevole spatium deliberarteli di cui dispone per una valutazione conveniente della sequenza di episodi morbosi del lavoratore

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 24 novembre 2020, n. 26750 – La sentenza di condanna del datore di lavoro al pagamento di quanto dovuto al lavoratore a seguito del riconoscimento dell’illegittimità di un licenziamento costituisce valido titolo esecutivo, che non richiede ulteriori interventi del giudice diretti alla esatta quantificazione del credito, solo allorquando tale credito risulti da operazioni meramente aritmetiche eseguibili sulla base dei dati contenuti nella sentenza di condanna

La sentenza di condanna del datore di lavoro al pagamento di quanto dovuto al lavoratore a seguito del riconoscimento dell'illegittimità di un licenziamento costituisce valido titolo esecutivo, che non richiede ulteriori interventi del giudice diretti alla esatta quantificazione del credito, solo allorquando tale credito risulti da operazioni meramente aritmetiche eseguibili sulla base dei dati contenuti nella sentenza di condanna

Torna in cima