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CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 24 luglio 2020, n. 15934 – Licenziamento per ragioni inerenti all’attività produttiva con conseguente ridimensionamento dell’organico

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 24 luglio 2020, n. 15934 Licenziamento per ragioni inerenti all'attività produttiva - Ridimensionamento dell'organico - Ipotesi di soppressione del servizio di portierato - Indennità di preavviso - Esorbitanza della somma riconosciuta - Interpretazione delle clausole collettive in base alle norme codicistiche di ermeneutica negoziale Ritenuto in fatto 1. Con sentenza [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 luglio 2020, n. 15229 – Nel licenziamento per giusta causa, infatti, il principio dell’immediatezza della contestazione dell’addebito deve essere inteso in senso relativo, potendo in concreto essere compatibile con un intervallo di tempo più o meno lungo, quando l’accertamento e la valutazione dei fatti siano molto laboriosi e richiedano uno spazio temporale maggiore

Nel licenziamento per giusta causa, infatti, il principio dell'immediatezza della contestazione dell'addebito deve essere inteso in senso relativo, potendo in concreto essere compatibile con un intervallo di tempo più o meno lungo, quando l'accertamento e la valutazione dei fatti siano molto laboriosi e richiedano uno spazio temporale maggiore

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 22 luglio 2020, n. 15633 – In tema di congedo straordinario ex d.lgs. n. 151 del 2001, ove venga a mancare del tutto il nesso causale tra assenza dal lavoro ed assistenza al disabile, si è in presenza di un uso improprio o di un abuso del diritto ovvero di una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede sia nei confronti del datore di lavoro che dell’ente assicurativo

In tema di congedo straordinario ex d.lgs. n. 151 del 2001, ove venga a mancare del tutto il nesso causale tra assenza dal lavoro ed assistenza al disabile, si è in presenza di un uso improprio o di un abuso del diritto ovvero di una grave violazione dei doveri di correttezza e buona fede sia nei confronti del datore di lavoro che dell'ente assicurativo

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 20 luglio 2020, n. 15400 – Ai fini della legittimità del licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, l’andamento economico negativo dell’azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, essendo sufficiente che la scelta imprenditoriale abbia comportato la soppressione del posto di lavoro

Ai fini della legittimità del licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo, l'andamento economico negativo dell'azienda non costituisce un presupposto fattuale che il datore di lavoro debba necessariamente provare, essendo sufficiente che la scelta imprenditoriale abbia comportato la soppressione del posto di lavoro

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 luglio 2020, n. 15228 – In tema di licenziamento, qualora il datore di lavoro abbia esercitato validamente il potere disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti, complessivamente considerati, non può esercitare, una seconda volta, per quegli stessi fatti, singolarmente considerati, il detta potere, ormai consumato anche sotto il profilo di una sua diversa valutazione o configurazione giuridica, essendogli consentito soltanto di tener conto delle sanzioni eventualmente applicate, entro il biennio, ai fini della recidiva

In tema di licenziamento, qualora il datore di lavoro abbia esercitato validamente il potere disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti, complessivamente considerati, non può esercitare, una seconda volta, per quegli stessi fatti, singolarmente considerati, il detta potere, ormai consumato anche sotto il profilo di una sua diversa valutazione o configurazione giuridica, essendogli consentito soltanto di tener conto delle sanzioni eventualmente applicate, entro il biennio, ai fini della recidiva

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 luglio 2020, n. 15227 – Le previsioni della contrattazione collettiva che individuano le fattispecie di licenziamento disciplinare non vincolano il giudice di merito, essendo quella della giusta causa e del giustificato motivo una nozione legale

Ai fini della decorrenza del termine perentorio per la conclusione del procedimento disciplinare- ex articolo 55 bis, comma quattro, D.Lgs. 165/2001- assume rilievo esclusivamente il momento in cui tale acquisizione, da parte dell'ufficio competente regolarmente investito del procedimento, riguardi una «notizia di infrazione» di contenuto tale da consentire allo stesso di dare avvio in modo corretto al procedimento disciplinare

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 16 luglio 2020, n. 150 – Illegittimità costituzionale dell’art. 4 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, limitatamente alle parole «di importo pari a una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio»

CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 16 luglio 2020, n. 150 Licenziamento - Tutele crescenti - Illegittimità costituzionale dell’art. 4 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, limitatamente alle parole «di importo pari a una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio» Ritenuto in fatto [...]

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