licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 luglio 2020, n. 15228 – In tema di licenziamento, qualora il datore di lavoro abbia esercitato validamente il potere disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti, complessivamente considerati, non può esercitare, una seconda volta, per quegli stessi fatti, singolarmente considerati, il detta potere, ormai consumato anche sotto il profilo di una sua diversa valutazione o configurazione giuridica, essendogli consentito soltanto di tener conto delle sanzioni eventualmente applicate, entro il biennio, ai fini della recidiva

In tema di licenziamento, qualora il datore di lavoro abbia esercitato validamente il potere disciplinare nei confronti del prestatore di lavoro in relazione a determinati fatti, complessivamente considerati, non può esercitare, una seconda volta, per quegli stessi fatti, singolarmente considerati, il detta potere, ormai consumato anche sotto il profilo di una sua diversa valutazione o configurazione giuridica, essendogli consentito soltanto di tener conto delle sanzioni eventualmente applicate, entro il biennio, ai fini della recidiva

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 16 luglio 2020, n. 15227 – Le previsioni della contrattazione collettiva che individuano le fattispecie di licenziamento disciplinare non vincolano il giudice di merito, essendo quella della giusta causa e del giustificato motivo una nozione legale

Ai fini della decorrenza del termine perentorio per la conclusione del procedimento disciplinare- ex articolo 55 bis, comma quattro, D.Lgs. 165/2001- assume rilievo esclusivamente il momento in cui tale acquisizione, da parte dell'ufficio competente regolarmente investito del procedimento, riguardi una «notizia di infrazione» di contenuto tale da consentire allo stesso di dare avvio in modo corretto al procedimento disciplinare

CORTE COSTITUZIONALE – Sentenza 16 luglio 2020, n. 150 – Illegittimità costituzionale dell’art. 4 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, limitatamente alle parole «di importo pari a una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio»

CORTE COSTITUZIONALE - Sentenza 16 luglio 2020, n. 150 Licenziamento - Tutele crescenti - Illegittimità costituzionale dell’art. 4 del decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 23, limitatamente alle parole «di importo pari a una mensilità dell’ultima retribuzione di riferimento per il calcolo del trattamento di fine rapporto per ogni anno di servizio» Ritenuto in fatto [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 luglio 2020, n. 14968 – Licenziamento disciplinare per anticipazioni del TFR in violazioni delle norme interne e della mancanza della documentazione giustificativa in virtù delle sue particolari competenze professionali, dei compiti ordinariamente

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 14 luglio 2020, n. 14968 Licenziamento - Illegittimità - Accertamento - Anticipazioni del TFR - Irregolarità - Buona fede dalla lavoratrice Rileva che K.I. S.r.l. propose reclamo avverso la sentenza n. 195 del 6 marzo 2018, con la quale il giudice del lavoro di Frosinone aveva respinto l'opposizione avverso l'ordinanza [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 13 luglio 2020, n. 14888 – Licenziamento per giusta causa del portalettere con uso privato dell’autovettura aziendale durante l’orario di lavoro ed ampi ritardi nel rientro in ufficio

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 13 luglio 2020, n. 14888 Licenziamento per giusta causa - Violazione in modo consapevole dei doveri d'ufficio Lesione del rapporto di fiduciario Fatti di causa 1. La Corte di appello di Firenze, in riforma della sentenza del Tribunale di Pistoia, ha - con sentenza n. 717 depositata il 5.9.2018 - [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 14 luglio 2020, n. 14976 – La violazione del precetto di cui all’art. 2697 cod. civ., censurabile per cassazione ai sensi dell’art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., è configurabile soltanto nell’ipotesi in cui il giudice abbia attribuito l’onere della prova ad una parte diversa da quella che ne era onerata

La violazione del precetto di cui all'art. 2697 cod. civ., censurabile per cassazione ai sensi dell'art. 360, primo comma, n. 3, cod. proc. civ., è configurabile soltanto nell'ipotesi in cui il giudice abbia attribuito l'onere della prova ad una parte diversa da quella che ne era onerata

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 08 luglio 2020, n. 14360 – In tema di somministrazione di lavoro, la decadenza di cui all’art. 32, comma 4, della l. n. 183 del 2010, e la conseguente proroga, di cui al comma 1-bis del medesimo articolo, si applicano anche ai contratti a termine in somministrazione cessati o stipulati prima della data di entrata in vigore della legge stessa

In tema di somministrazione di lavoro, la decadenza di cui all'art. 32, comma 4, della l. n. 183 del 2010, e la conseguente proroga, di cui al comma 1-bis del medesimo articolo, si applicano anche ai contratti a termine in somministrazione cessati o stipulati prima della data di entrata in vigore della legge stessa

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 07 luglio 2020, n. 14086 – Licenziamento disciplinare per avere svolto, durante l’assenza per malattia, un’attività lavorativa presso altra azienda. Tale comportamento è oggettivamente idoneo a ledere il vincolo fiduciario, in quanto tendente a ritardare il rientro in azienda della dipendente

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 07 luglio 2020, n. 14086 Licenziamento disciplinare - Riconoscimento della natura ritorsiva - Carattere fittizio della malattia - Indagini investigative Fatti di causa 1. La Corte di appello di Napoli, con sentenza n. 3751/2018, riformando la sentenza di primo grado, ha dichiarato la legittimità del licenziamento disciplinare intimato in data [...]

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