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CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 9712 depositata il 14 aprile 2025 – La condanna risarcitoria di cui ai primi due commi dell’art. 96 cod. proc. civ. ha tra i suoi elementi costitutivi il danno, patito dalla controparte del litigator improbus, eziologicamente derivante dal contegno illecito di quest’ultimo. Detto danno costituisce pregiudizio ulteriore rispetto alle spese di lite, oggetto invece della condanna al rimborso, ai sensi dell’art. 91 cod. proc. civ.

La condanna risarcitoria di cui ai primi due commi dell'art. 96 cod. proc. civ. ha tra i suoi elementi costitutivi il danno, patito dalla controparte del litigator improbus, eziologicamente derivante dal contegno illecito di quest'ultimo. Detto danno costituisce pregiudizio ulteriore rispetto alle spese di lite, oggetto invece della condanna al rimborso, ai sensi dell'art. 91 cod. proc. civ.

Corte di Giustizia Tributaria di primo grado di Siracusa, sezione 3, sentenza n. 2922 depositata il 9 dicembre 2024 – Nel processo tributario, ai fini della prova della notifica, il mancato deposito del file EML contenente la ricevuta di consegna della PEC con il ricorso introduttivo determina l’inammissibilità del ricorso stesso

Nel processo tributario, ai fini della prova della notifica, il mancato deposito del file EML contenente la ricevuta di consegna della PEC con il ricorso introduttivo determina l’inammissibilità del ricorso stesso

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Piemonte, sezione 1, sentenza n. 650 depositata il 6 dicembre 2024 – In materia di IVA, la cessione di uno stampo industriale necessario all’adempimento di un contratto di fornitura con contraente estero può essere equiparata ad una cessione intracomunitaria ex art. 41, del D.L. n. 331/1993 a condizione, fra l’altro, che lo stampo stesso sia inviato fuori dal territorio nazionale a fine lavorazione e non ad ogni evasione di un ordinativo e/o produzione di un lotto

Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado del Piemonte, sezione 1, sentenza n. 650 depositata il 6 dicembre 2024 Non assoggettamento ad Iva in Italia delle cessioni intracomunitarie miste a contratto di fornitura Testo: le parti illustrano i rispettivi atti e si riportano alle ivi rassegnate conclusioni Accogliere per le ragioni di cui tutte in [...]

Corte Costituzionale sentenza n. 189 depositata il 28 novembre 2024 – Non viola il principio di ragionevolezza la declaratoria di estinzione del processo, che la disposizione correla al deposito di copia della domanda di definizione e del versamento degli importi dovuti o della prima rata

Corte Costituzionale sentenza n. 189 depositata il 28 novembre 2024 Legittimità della definizione agevolata delle controversie tributarie - Legge 197/2022 Massima: Non sono fondate le questioni di legittimità costituzionale dell'art. 1, comma 198, della Legge n. 197 del 2022 sollevate, in riferimento agli articoli 3, 24, 53 e 111 Costituzione, dalle Corti di giustizia tributaria di secondo grado della Calabria e del [...]

Corte di Cassazione, sezione tributaria, ordinanza n. 11339 depositata il 7 maggio 2025 – In tema di restituzione delle somme non dovute versate dal sostituto d’imposta, l’impossibilità per il contribuente di recuperare per intero le imposte indebitamente trattenute mediante il meccanismo compensativo della deduzione dell’onere dalla complessiva base imponibile, nei limiti della capienza, previsto dall’art. 10, comma 1, lett. d-bis), del TUIR (vigente ratione temporis), ovvero il mancato esercizio di tale facoltà, non preclude il ricorso all’ordinaria procedura di rimborso dei versamenti diretti ex art. 38 d.P.R. n. 602 del 1972, mediante presentazione della relativa domanda nel termine decadenziale, trattandosi di azione avente portata generale in materia tributaria, non preclusa, salvo contraria disposizione di legge, da ulteriori modalità di recupero del pagamento indebito, la cui utilizzazione è prevista a più limitati fini ed è rimessa alla libera scelta del contribuente

In tema di restituzione delle somme non dovute versate dal sostituto d'imposta, l'impossibilità per il contribuente di recuperare per intero le imposte indebitamente trattenute mediante il meccanismo compensativo della deduzione dell'onere dalla complessiva base imponibile, nei limiti della capienza, previsto dall'art. 10, comma 1, lett. d-bis), del TUIR (vigente ratione temporis), ovvero il mancato esercizio di tale facoltà, non preclude il ricorso all'ordinaria procedura di rimborso dei versamenti diretti ex art. 38 d.P.R. n. 602 del 1972, mediante presentazione della relativa domanda nel termine decadenziale, trattandosi di azione avente portata generale in materia tributaria, non preclusa, salvo contraria disposizione di legge, da ulteriori modalità di recupero del pagamento indebito, la cui utilizzazione è prevista a più limitati fini ed è rimessa alla libera scelta del contribuente

Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione IV, sentenza n. 648 depositata il 28 gennaio 2025 – La valorizzazione del principio del risultato non determina una antinomia fra efficienza e legalità, posto che non può esservi rispetto del buon andamento dell’amministrazione se non vi è al contempo rispetto del principio di legalità, ma l’adesione ad una logica che indirizza l’azione non solo verso il rispetto delle regole comportamentali e dei modelli procedimentali posti a garanzia dei diversi soggetti con i quali l’Amministrazione entra in contatto nell’espletamento della sua azione, ma anche del conseguimento di una utilità

La valorizzazione del principio del risultato non determina una antinomia fra efficienza e legalità, posto che non può esservi rispetto del buon andamento dell’amministrazione se non vi è al contempo rispetto del principio di legalità, ma l’adesione ad una logica che indirizza l’azione non solo verso il rispetto delle regole comportamentali e dei modelli procedimentali posti a garanzia dei diversi soggetti con i quali l’Amministrazione entra in contatto nell’espletamento della sua azione, ma anche del conseguimento di una utilità

Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Terza, sentenza n. 655 depositata il 28 gennaio 2025 – In materia di contratti pubblici afferma l’irrilevanza dello ius superveniens, anche per quanto attiene la fase esecutiva dell’affidamento, ribadito anche dalla normativa transitoria che si è succeduta nel tempo: – l’art. 253 co. 1 D.Lgs. 163/2006 e l’art. 216 co. 1 D.Lgs. 50/2016 (recanti una disciplina transitoria) stabiliscono che le disposizioni contenute nei rispettivi decreti si applicano solo ai bandi e agli avvisi pubblicati successivamente all’entrata in vigore dei decreti stessi

In materia di contratti pubblici afferma l’irrilevanza dello ius superveniens, anche per quanto attiene la fase esecutiva dell’affidamento, ribadito anche dalla normativa transitoria che si è succeduta nel tempo: - l’art. 253 co. 1 D.Lgs. 163/2006 e l’art. 216 co. 1 D.Lgs. 50/2016 (recanti una disciplina transitoria) stabiliscono che le disposizioni contenute nei rispettivi decreti si applicano solo ai bandi e agli avvisi pubblicati successivamente all’entrata in vigore dei decreti stessi

CORTE di CASSAZIONE, sezione tributaria, Ordinanza n. 10611 depositata il 23 aprile 2025 – Per motivazione “apparente” deve intendersi quella che, sebbene riconoscibile sotto il profilo materiale e grafico come parte del documento in cui consiste il provvedimento giudiziale, non rende tuttavia percepibili le ragioni della decisione

Per motivazione "apparente" deve intendersi quella che, sebbene riconoscibile sotto il profilo materiale e grafico come parte del documento in cui consiste il provvedimento giudiziale, non rende tuttavia percepibili le ragioni della decisione

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