licenziamenti

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 11 settembre 2020, n. 18956 – Licenziamento disciplinare per recidiva per le assenze ingiustificate

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 11 settembre 2020, n. 18956 Licenziamento disciplinare - Recidiva per le assenze ingiustificate - Assenze non coperte dal certificato medico giunto in ritardo - Onere della parte provvedere alla produzione del fascicolo - Mancanza - Giudice non può sopperire provvedendo d'ufficio o assegnando un nuovo termine Fatti di causa Con [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 09 settembre 2020, n. 18689 – Licenziamento disciplinare per un ordine senza autorizzazione ad un fornitore di manufatti destinati ad uso personale

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 09 settembre 2020, n. 18689 Licenziamento disciplinare - Ordine senza autorizzazione ad un fornitore - Manufatti destinati ad uso personale - Assolvimento dell'onere della prova - Elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti Fatti di causa Con sentenza del 6 luglio 2018, la Corte d'Appello di Bari confermava la decisione resa [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 09 settembre 2020, n. 18690 – Conversione in licenziamento per giustificato motivo soggettivo per comportamento volontariamente posto in essere con la consapevolezza del suo disvalore

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 09 settembre 2020, n. 18690 Licenziamento disciplinare - Recesso per giusta causa - Conversione in licenziamento per giustificato motivo soggettivo - Comportamento volontariamente posto in essere con la consapevolezza del suo disvalore - Palese devianza dalle nozioni correnti della scienza medica - Censura costituente mero dissenso diagnostico, si traduce in [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 08 settembre 2020, n. 18662 – La possibilità del recesso ad nutum, con sottrazione del datore di lavoro all’applicabilità del regime dell’art. 18 l. n.300 del 1970, è condizionata non dalla mera maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi idonei per la pensione di vecchiaia, bensì dal momento in cui la prestazione previdenziale è giuridicamente conseguibile dall’interessato di guisa che il licenziamento intimato precedentemente non è sottratto all’applicazione dell’art.18 pro tempore vigente

La possibilità del recesso ad nutum, con sottrazione del datore di lavoro all'applicabilità del regime dell'art. 18 l. n.300 del 1970, è condizionata non dalla mera maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi idonei per la pensione di vecchiaia, bensì dal momento in cui la prestazione previdenziale è giuridicamente conseguibile dall'interessato di guisa che il licenziamento intimato precedentemente non è sottratto all'applicazione dell'art.18 pro tempore vigente

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 06 agosto 2020, n. 16790 – Licenziamento disciplinare per assenza dal lavoro senza una valida giustificazione

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 06 agosto 2020, n. 16790 Licenziamento disciplinare - Assenza dal lavoro senza una valida giustificazione - Invito del datore alla ripresa del servizio una volta terminato il periodo di sospensione Fatti di causa Con sentenza del 27 febbraio 2018, la Corte d'Appello di Napoli, in riforma della decisione resa dal [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 settembre 2020, n. 18253 – Licenziamento per superamento del periodo di comporto e richiesta di fruizione di un periodo di congedo senza assegni per trenta giorni al fine di limitare l’assenza per malattia

CORTE DI CASSAZIONE - Ordinanza 02 settembre 2020, n. 18253 Licenziamento per superamento del periodo di comporto - Illegittimità - Richiesta di fruizione di un periodo di congedo senza assegni per trenta giorni al fine di limitare l'assenza per malattia Rilevato che 1. La Corte di appello di Roma ha accolto il reclamo proposto da [...]

CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 02 settembre 2020, n. 18245 – L’espletamento di altra attività, lavorativa ed extralavorativa, da parte del lavoratore durante lo stato di malattia è idoneo a violare i doveri contrattuali di correttezza e buona fede nell’adempimento dell’obbligazione e a giustificare il recesso del datore di lavoro (solo) laddove si riscontri che l’attività espletata costituisca indice di una scarsa attenzione del lavoratore alla propria salute ed ai relativi doveri di cura e di non ritardata guarigione

L'espletamento di altra attività, lavorativa ed extralavorativa, da parte del lavoratore durante lo stato di malattia è idoneo a violare i doveri contrattuali di correttezza e buona fede nell'adempimento dell'obbligazione e a giustificare il recesso del datore di lavoro (solo) laddove si riscontri che l'attività espletata costituisca indice di una scarsa attenzione del lavoratore alla propria salute ed ai relativi doveri di cura e di non ritardata guarigione

CORTE DI CASSAZIONE – Sentenza 31 agosto 2020, n. 18136 – In tema di licenziamento disciplinare, la violazione dell’obbligo del datore lavoro di sentire preventivamente il lavoratore a discolpa o la mancata osservanza del termine di cinque giorni tra contestazione e sanzione, quale presupposto dell’eventuale provvedimento di recesso, integra una violazione della procedura di cui all’art. 7 st. lav. e rende operativa la tutela prevista dal successivo art. 18, comma 6, quale modificato dalla L. 90/2012

In tema di licenziamento disciplinare, la violazione dell'obbligo del datore lavoro di sentire preventivamente il lavoratore a discolpa o la mancata osservanza del termine di cinque giorni tra contestazione e sanzione, quale presupposto dell'eventuale provvedimento di recesso, integra una violazione della procedura di cui all'art. 7 st. lav. e rende operativa la tutela prevista dal successivo art. 18, comma 6, quale modificato dalla L. 90/2012

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