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sezione dedicata alle notizie - missione dello studio e del blog

L’anticipazione mensile e senza causale non è legittima: le somme corrisposte assumono una natura retributiva, con relativo obbligo contributivo

La Corte di Cassazione, sezione lavoro, con la sentenza n. 13525 depositata il 20 maggio 2025, intervenendo in tema di erogazione mensile del TFR, ha statuito il principio secondo cui "L’anticipazione del t.f.r. operata in modo continuativo mediante accredito mensile nella busta paga viene a snaturare la funzione dell’anticipazione quale deroga, per ragioni eccezionali da soddisfare una tantum, alla regola generale per cui il t.f.r. deve essere accantonato mensilmente. L’anticipazione mensile, peraltro senza causale, contrasta irrimediabilmente con l’accantonamento mensile del t.f.r., e fa sì che l’anticipazione non sia più una deroga eccezionalmente prevista alla regola di accantonamento mensile, ma si ponga quale sistema pattizio capace di contrastare, e svuotare, il meccanismo di funzionamento legale del t.f.r. " La vicenda ha riguardato una società per azione che in qualità di datore di lavoro che aveva erogato [...]

La confisca, nell’ipotesi di concorso di più soggetti, è disposta nei confronti del singolo limitatamente a quanto concretamente conseguito

La Corte di Cassazione, sezioni unite penali, con la sentenza n. 13783 depositata l' 8 aprile 2025, intervenendo in tema di pluralità di concorrenti nel reato e confisca per equivalente, ha statuito il principio di diritto, di esclusione della responsabilità passiva, secondo cui "La confisca di somme di denaro ha natura diretta soltanto in presenza della prova delle derivazione causale del bene rispetto al reato, non potendosi far discendere detta qualifica dalla mera natura del bene. La confisca è, invece, qualificabile per equivalente in tutti i casi in cui non sussiste il predetto nesso di derivazione causale. In caso di concorso di persone nel reato, esclusa ogni forma di solidarietà passiva, la confisca è disposta nei confronti del singolo concorrente limitatamente a quanto dal medesimo concretamente conseguito. Il relativo accertamento è oggetto di prova nel contraddittorio fra [...]

Il vincolo del contratto collettivo nelle sanzioni conservative

Con l’Ordinanza n. 15029, depositata in data 4 giugno 2025, la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione annota una rilevante eccezione al principio, generalmente consolidato, secondo cui il giudice di merito non è vincolato dalle previsioni negoziali in tema di sanzioni disciplinari, qualora la giusta causa o il giustificato motivo risultino esclusivamente di natura legale. Tuttavia, nel caso in cui la fonte collettiva, nell’ambito della contrattazione, limiti a una sanzione di tipo conservativo il rimprovero per una determinata condotta, la Corte afferma: “Il principio generale subisce, tuttavia, eccezione ove la previsione negoziale ricolleghi ad un determinato comportamento giuridicamente rilevante solamente una sanzione conservativa: in tal caso il giudice è vincolato dal contratto collettivo, trattandosi di una condizione di maggior favore fatta espressamente salva dal legislatore (art. 12 legge n. 604 del 1966). Pertanto, ove alla mancanza sia ricollegata una [...]

Deducibilità tributaria degli accantonamenti per derivati: tra inerenza, copertura e onere probatorio

L’art. 109 del TUIR sancisce il principio di competenza: i componenti incerti o indeterminabili concorrono al reddito solo quando la loro esistenza o entità diventa certa o determinabile. Le deroghe previste dall’art. 112 del TUIR disciplinano la deducibilità degli accantonamenti relativi a contratti derivati, ma solo se finalizzati alla copertura di rischi inerenti l’attività d’impresa. In assenza di prova documentale rigorosa, prevale il principio generale ex art. 109.  Negli ultimi anni, la giurisprudenza di legittimità ha intensificato l’attenzione verso i profili fiscali degli strumenti finanziari derivati, in particolare sotto il profilo della deducibilità degli accantonamenti per copertura del rischio. Si tratta di una materia in cui si intrecciano principi di diritto tributario sostanziale, regole contabili e discipline proprie del diritto finanziario. L’ordinanza n. 14813, depositata dalla sezione tributaria della Corte di Cassazione il 2 giugno 2025, si inserisce [...]

Processo tributario: nella notifica ex 60 dpr n. 600/1973 il messo notificatore, quando accerta l’irreperibilità assoluta del destinatario, deve indicare le ricerche che ha effettuato

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con la sentenza n. 14990 depositata il 4 giugno 2025, intervenendo in tema di notifica ex art. 60 dpr n. 600/1973, ha ribadito il principio di diritto secondo cui "In tema di procedura di notificazione semplificata ex art. 60, comma 1, lett. e), del d.P.R. n. 600 del 1973, il messo notificatore, quando accerta l'irreperibilità assoluta del destinatario, deve indicare le ricerche che ha effettuato, con conseguente invalidità della notifica se il predetto si è limitato a sottoscrivere un modello prestampato, che, riportando generiche espressioni, impedisce ogni controllo del suo operato, non essendovi, in tal caso, attestazioni del pubblico ufficiale notificatore, impugnabili mediante querela di falso" Per i giudici di legittimità "la notificazione effettuata con la procedura di cui alla norma predetta richiede che il notificante dimostri di aver [...]

La presunzione, relative ad uscite e prelevamenti sui conti correnti deve ritenersi superata qualora detta movimentazione finanziaria sia stata regolarmente contabilizzata e siano fornite giustificazioni in ordine al transito ed al conteggio in contabilità

La presunzione, relative ad uscite e prelevamenti sui conti correnti deve ritenersi superata qualora detta movimentazione finanziaria sia stata regolarmente contabilizzata e siano fornite giustificazioni in ordine al transito ed al conteggio in contabilità

Motivazione “meramente apparente” e ius receptum nel processo tributario

Il Supremo consesso, con l’ordinanza n. 14099 depositata il 27 maggio 2025, Sezione Tributaria, ribadisce il consolidato principio divenuto ius receptum (diritto recepito): la nullità della sentenza per motivazione meramente apparente. Si tratta di una linea interpretativa che negli ultimi anni ha trovato continuità e rigore nelle decisioni della sezione tributaria, delineando precisi canoni di legittimità motivazionale delle pronunce dei giudici tributari di merito.  Il principio affermato: chiarezza argomentativa come requisito essenziale La decisione ha ribadito che "costituisce ius receptum il principio secondo cui il vizio di motivazione meramente apparente della sentenza ricorre allorquando il giudice, in violazione di un preciso obbligo di legge, costituzionalmente imposto (art. 111 Cost., comma 6), e cioè dell'art. 132 c.p.c., comma 2, n. 4 (in materia di processo civile ordinario) e dell'omologo D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 36, [...]

Deduzione forfettaria dei costi nei casi di accertamento bancario

La Corte di Cassazione, sezione tributaria, con l'ordinanza n. 1298 depositata il 15 maggio 2025, intervenendo in tema di accertamento bancario di cui all'articolo 32 del DPR 600/1973 e principio di capacità contributiva, ha precisato, alla luce della Corte Costituzionale n. 10 del 2023, che "in tema di imposte sui redditi, l'Amministrazione finanziaria deve riconoscere una deduzione in misura percentuale forfettaria dei costi di produzione soltanto in caso di accertamento induttivo "puro" ex art. 39, comma 2, del D.P.R. n. 600 del 1973, mentre in caso di accertamento analitico o analitico presuntivo (come in caso di indagini bancarie) è il contribuente ad avere l'onere di provare l'esistenza di costi deducibili, afferenti ai maggiori ricavi o compensi, senza che l'Ufficio possa, o debba, procedere al loro riconoscimento forfettario" (Cass., 28 novembre 2022, n. 34996; Cass., 18 [...]

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