
Sede principale degli affari prevale sulla residenza anagrafica
La Corte di Cassazione con sentenza n. 6598 del 15 marzo 2013 ha stabilito che è da ritenersi fiscalmente residente in Italia il cittadino che continua a conserva il proprio domicilio, intendendosi come sede principale di affari, interessi economici e relazioni personali, pur essendo iscritto all'Anagrafe degli Italiani residenti all'estero. A prescindere dalle le risultanze anagrafiche, l'Amministrazione finanziaria può accertare lo status di residente fiscale in base a precisi e puntuali elementi presuntivi, fra i quali l'acquisto di beni immobili, la gestione di affari in contesti societari, la disponibilità di almeno una abitazione in cui trascorrere parte dell'anno e l'intestazione presso un istituto di credito con sede in Italia di conti correnti continuamente movimentati. La vicenda La controversia ha origine da un avviso di accertamento ai fini Irpef e Ilor, emesso per il recupero a tassazione di [...]
Iscrizione ipotecaria senza intimazione – cassazione sentenza n. 7239 del 2013
Sempre più chiaro appare l’orientamento degli Ermellini inerente l’ iscrizione di ipoteca su beni immobili iscritti in un fondo patrimoniale, in modo particolare nel caso in cui l'utilizzo di tale strumento risulti ispirato a fini elusivi. L’ulteriore conferma viene dalla sentenza della Cassazione n. 7239 del 21 marzo 2013 chiamata a pronunciarsi su un caso piuttosto classico. La controversia L'Equitalia aveva effettuato una iscrizione ipotecaria su immobili che erano stati conferiti in un fondo patrimoniale per un credito sia di natura tributaria che di natura previdenziale relativi alla definitività di un accertamento nei confronti di soci di una società di capitali. Ma, elemento fondamentale, il conferimento dei beni era stato effettuato successivamente alla conclusione dell’accertamento. La Commissione Tributaria Provinciale aveva respinto il ricorso dei contribuenti, mentre la Commissione tributaria Regionale aveva accolto le loro doglianze. Sul [...]
Assunzioni agevolate – modalità per richiedere il codice di autorizzazione Inps
Per le assunzioni agevolate previste dalla legge 407/90 art. 8 l'Inps con propria circolare n. 140 del 28/10/2011 l'Inps ha comunicato le nuove procedure per l'ottenimento dei codici autorizzativi. Le assunzioni agevolate previste dalle norme sopra richiamata ( legge 407/90) riguardano i lavoratori iscritti da più di 24 mesi nelle liste del Centro per l'impiego come disoccupati ed i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità ai sensi della legge 223/91. Pertanto a partire dal 01 novembre del 2011 le richieste vanno presentate esclusivamente attraverso il canale telematico Procedimento Il datore di lavoro ricevuto il certificato di disoccupazione o l’iscrizione nelle liste di mobilità oppure in alternativa autocertificazione del lavoratore attestante il requisito richiesto dalla norma in oggetto. Il modulo di autocertificazione è disponibile presso la sezione modulistica del sito internet dell’Inps oppure al seguente collegamento SC67-407/90 oppure SC66 -223/91. Entro [...]
Iva per Cassa – chiarimenti da Telefisco 2013
Nel consueto appuntamento organizzato da Il sole 24 ore (TELEFISCO 2013) l'Agenzia delle Entrate ha chiarito alcuni aspetti operativi del nuovo regime dell' Iva per Cassa in vigore dal 01 dicembre 2012. Esaminiamo di seguito questi chiarimenti. Cessione del credito Si chiarisce che la cessione del credito, pro solvendo o pro soluto, non realizzi il presupposto dell’esigibilità dell’imposta. In tal senso l’incasso del prezzo di cessione del credito non è assimilabile al pagamento del corrispettivo delle operazioni originarie e il cedente dovrà corrispondere la relativa imposta solamente nel momento in cui il debitore ceduto pagherà effettivamente il corrispettivo al cessionario del credito. Il soggetto passivo che trasferisce il credito avrà, pertanto, l’onere di informarsi circa l’avvenuto pagamento del credito ceduto, poiché è in tale momento che l’Iva relativa all’operazione originaria diventa esigibile e, quindi, deve essere inclusa [...]
Partecipazioni esenti – start up – chiarimenti Agenzia Entrate
Partecipazioni esenti - L'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 7/E del 29 marzo 2013 chiarisce alcuni aspetti relativo al contenuto dell'art. 87 del TUIR riguardante la disciplina della participation exemption. Gli aspetti trattati riguardano il concetto di esercizio di impresa commerciale e discrimine con il periodo di start up, rapporti tra regime pex e società non operative, condizioni di esenzione in presenza di holding, criteri di movimentazione delle partecipazioni da un comparto all'altro. In riferimento al requisito della commercialità, la circolare chiarisce che si è in presenza di un'impresa commerciale ai fini della pex quando la società partecipata è dotata di una struttura operativa idonea alla produzione e/o alla commercializzazione di beni o servizi potenzialmente produttivi di ricavi. Il requisito della commercialità si considera sussistente anche qualora l'impresa dispone della capacità, anche solo potenziale, di soddisfare la domanda del mercato nei tempi [...]
Bilancio d’esercizio – rimanenze finali
Nella predisposizione del bilancio d’esercizio le componenti (le rimanenze in particolar modo) relative ai lavori in corso di esecuzione alla fine dell’esercizio, rappresenta certamente una tra le problematiche più analizzate nella formazione del bilancio e nella determinazione della fiscalità correlata al risultato d’esercizio, e ciò in considerazione della diffusione delle imprese che prestano servizi sulla base di contratti di appalto o di opera. Risulta del tutto normale che nella maggior parte dei casi le imprese, che hanno contratti di appalti, non avranno completato le prestazioni commissionate entro la data di fine esercizio e quindi si pone il problema di come valutare le stesse prestazioni maturate al 31 dicembre. Inoltre risulta chiara che probabilmente che siano stati liquidati corrispettivi in funzione della prestazione maturata: in questi casi va valutato se la liquidazione debba considerarsi alla stregua [...]
Società in perdita sistematica – chiarimenti telefisco 2013
Sintetiziamo di seguito le risposte in merito alle società in perdita sistematica fornite dall'Agenzia durante l'evento annuale di Telefisco Causa di disapplicazione – Detenzione di partecipazioni Si ritiene che si possa disapplicare in toto la disciplina delle società in perdita sistematica qualora il valore economico delle proprie partecipazioni, iscritte esclusivamente tra le immobilizzazioni finanziarie, sia prevalente rispetto al valore (economico) di tutte le partecipazioni di cui dispone. Divieto di compensazione del credito Iva Si chiarisce che per le società in perdita sistematica, la circostanza che si siano verificati tre periodi di imposta consecutivi in perdita fiscale concretizza il presupposto per applicare la disciplina delle società «di comodo» a decorrere dal quarto periodo di imposta successivo, anche ai fini delle limitazioni all’utilizzo del credito Iva. Pertanto, tali limitazioni si riferiscono all’eccedenza relativa al periodo d’imposta in [...]
Spesometro 2013 vademecum
Spesometro per il 2013 (operazioni rilevanti ai fini IVA) con una serie di novità e modifiche, la scadenza fissata al 30 aprile 2013 viene rinviata con un comunicato stampa dell'Agenzia delle Entrate (in funzione delle modifiche legislative la scadenza dovrebbe essere spostata a dopo l'invio delle dichiarazioni) per l'invio telematico. Tale adempimento interessa tutti i soggetti passivi Iva (titolari di partita IVA). Sono esonerati dall'obbligo di invio dello spesometro i contribuenti che si avvalgono del regime agevolato di cui all’art. 27 comma da 1 a 3 del D.L. 98/2012 (c.d. contribuenti minimi) e i soggetti di cui all’art. 34 c. 6 del DPR 633/72. Il medesimo esonero è rivolto a Stato, Regioni, Province, Comuni e Enti istituzionali. Lo spesometro, introdotto dall’art. 21 del D.L. 78/2010, è stato successivamente modificato dall’art. 2, c.6 del D.L. 16/2012 convertito dalla legge 44/2012: a [...]